Onorevoli colleghi, oplà, la crisi è finita. Per merito nostro, certo.Evviva. Un prestito pubblico di mille miliardi: idea geniale. Ricapitolando: gli Stati, ossia i contribuenti, mettono di tasca loro questi 1.800 miliardi di euro a disposizione delle signore banche, poverine, che ne approfitteranno. Le banche, in cambio, giurano di non fallire, di non licenziare impiegati, di non mangiarsi i conti correnti, eccetera. Giustissimo. C’è solo un punto che ancora non riesco a cogliere. Ma dopo, quando esse banche saranno tornate in salute e riprenderanno a prosperare, quei 1.800 miliardi ce li restituiscono? Sì, vero?
























meritevolissimo
….nun ce penzate……nun ve preoccupate……
penzate piuttosto ‘a salute…….
Onorevole Collega, certo che ce li restituiranno, con i soliti favori e regali più qualche extra.
A, ma forse Lei intendeva ai contribuenti, scusi, avevo frainteso, pensavo che con noi intendesse i Parlamentari.
Ma scusi, onorevole, non ha letto il comma 4 dell’articolo 2 dell’allegato 7 al regolamento di attuazione, che rimanda al dpr 2676 in particolare all’articolo 5 che recita: “Chi dovesse aver avuto, ha avuto, chi dovesse avere dato ha dato, scurdammece o’passato era ‘na crisi, ecche ce voi fa”?
Caro Pluronio, ma no, lei ha capito benissimo, le assicuro.
Vocidipopolo, giusto, il comma 4, non c’avevo pensato.
Canfurioso, a proposito: con lei ci vediamo domansera a Casal di Principe via Chiaia per la riunione con gli amici, d’accordo?