Il peso della nuova creatura del presidente della Camera varia a seconda di chi commissiona i sondaggi
Quanto vale Fini? E’ la domanda del millennio, e probabilmente la risposta rimarrà inevasa fin quando non si andrà alle urne. Eppure i sondaggisti sono scatenati, talmente scatenati da far pensare che i risultati che portano siano piuttosto influenzati da quelli che glieli commissionano. E di certo è difficile considerare rilevanti i numeri delle intenzioni di voto ad oggi, mentre il quadro politico non è per nulla delineato e non si sa con chi correranno i vari soggetti politici (anche questa è una scelta che influenza l’elettorato) in eventuali elezioni anticipate.
DIAMO I NUMERI – Ma di certo c’è che Gianfranco Fini è uno dei pochi politici italiani in grado di poter contare su un consenso personale e proprio non indifferente: in una parola, è uno dei politici che gli elettori si dimostrano intenzionati a votare a prescindere, per il suo fascino personale e la sua capacità di attrarre consenso: all’epoca di Alleanza Nazionale, i sondaggi periodici davano l’apprezzamento per il leader periodicamente superiore alle intenzioni di voto per il partito, e questo veniva ricordato sempre ai colonnelli quando cominciavano a rivendicare qualcosa. Oggi Generazione Italia pubblica i risultati di un sondaggio realizzato da Crespi che attribuisce alla formazione finiana un lusinghiero 9,5% (il nome, è importante, non è Futuro e Libertà), ovvero più o meno quanto portava a casa l’intera AN all’epoca in cui il partito correva da solo. Altro dato interessante fatto notare da Gianmario Mariniello è che tra gli ex elettori “il 48% sceglie Fini, il 26% il partito di Berlusconi, il 17% la Destra di Storace, che oggi è l’alfiere del berlusconismo. Solo 5% verso l’Udc e il 2 verso la Lega, a dimostrazione di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa” in base al quale i voti di AN al Nord sono andati alla Lega. Gli elettori di una eventuale “Lista Fini” provengono per il 55% dal Pdl, per il 22% dal mondo dell’astensione, per il 15% dalla sinistra. Poca roba da Udc e Lega. Risultato? Il partito di Fini sarebbe il quarto, in Italia, sfiorando quota 10%“.
ESAGERAZIONI! - Certo, ricordando taluni precedenti ci sarebbe da dubitare fortemente da risultati così lusinghieri. Se non fosse che anche Renato Mannheimer, sondaggista del Corriere della Sera e di Porta a Porta, attribuisce su Repubblica al presidente della Camera numeri simili: per l’Ispo, l’Istituto di studi sulla pubblica opinione, allo stato attuale Fini può contare su un pacchetto di voti che oscilla tra l’8 e il 10 per cento: «Questo nel caso Fini decida di correre da solo. Nel caso si allei con qualcuno, penso all’ipotesi di un Grande Centro, che comprenda Casini e Montezemolo, potrebbe arrivare a una percentuale tra 15 e il 20 per cento». Qui, ci permettiamo di dubitare fortemente: davvero uno schieramento che si presenterebbe come alternativo alle forze politiche bipolari raccoglierebbe consensi così alti, in un’Italia nella quale la scelta “o di qua e di là“, come confermato alle ultime elezioni politiche, sembra essere profondamente radicata? Sarebbe possibile, forse, solo a patto che arrivassero forti sconquassi elettorali e l’emorragia dei voti del Cavaliere raggiungesse proporzioni inquietanti, superiori a quelle del 2006 dopo l’oggettivo fallimento del quinquennio berlusconiani al governo. Così come sembrano fantasiose le percentuali intorno all’1% che attribuisce ai finiani Alessandra Ghisleri della Ghai Media, la sondaggista di fiducia del Cavaliere. Che dice di aver raccolto i dati nell’immediatezza del discorso di Fini a Montecitorio: una metodologia forse un po’ tirata per i capelli, viste le circostanze. C’è da dire che la Ghisleri non ne sbaglia una, dal 2008. Ma c’è sempre una prima volta, dopotutto.


preferisco votare per lui che per il pd…
Qui, ci permettiamo di dubitare fortemente: davvero uno schieramento che si presenterebbe come alternativo alle forze politiche bipolari raccoglierebbe consensi così alti, in un’Italia nella quale la scelta “o di qua e di là“, come confermato alle ultime elezioni politiche, sembra essere profondamente radicata?
Presenterebbe? Ah,ho capito:l’articolo e di Leftorium che agisce sotto copertura.
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Il partito del presidente della camera Gianfranco Fini, alle prossime elezioni politiche che si terranno, ormai è chiaro financo ai più distratti, nell’Aprile del 2011, prenderà l’8,96% dei consensi.
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