Interni

Quanto vale Fini alle urne?

1 agosto 2010

Il peso della nuova creatura del presidente della Camera varia a seconda di chi commissiona i sondaggi

Quanto vale Fini? E’ la domanda del millennio, e probabilmente la risposta rimarrà inevasa fin quando non si andrà alle urne. Eppure i sondaggisti sono scatenati, talmente scatenati da far pensare che i risultati che portano siano piuttosto influenzati da quelli che glieli commissionano. E di certo è difficile considerare rilevanti i numeri delle intenzioni di voto ad oggi, mentre il quadro politico non è per nulla delineato e non si sa con chi correranno i vari soggetti politici (anche questa è una scelta che influenza l’elettorato) in eventuali elezioni anticipate.

DIAMO I NUMERI – Ma di certo c’è che Gianfranco Fini è uno dei pochi politici italiani in grado di poter contare su un consenso personale e proprio non indifferente: in una parola, è uno dei politici che gli elettori si dimostrano intenzionati a votare a prescindere, per il suo fascino personale e la sua capacità di attrarre consenso: all’epoca di Alleanza Nazionale, i sondaggi periodici davano l’apprezzamento per il leader periodicamente superiore alle intenzioni di voto per il partito, e questo veniva ricordato sempre ai colonnelli quando cominciavano a rivendicare qualcosa. Oggi Generazione Italia pubblica i risultati di un sondaggio realizzato da Crespi che attribuisce alla formazione finiana un lusinghiero 9,5% (il nome, è importante, non è Futuro e Libertà), ovvero più o meno quanto portava a casa l’intera AN all’epoca in cui il partito correva da solo. Altro dato interessante fatto notare da Gianmario Mariniello è che tra gli ex elettori “il 48% sceglie Fini, il 26% il partito di Berlusconi, il 17% la Destra di Storace, che oggi è l’alfiere del berlusconismo. Solo 5% verso l’Udc e il 2 verso la Lega, a dimostrazione di quanto fosse fasullo il “teorema La Russa” in base al quale i voti di AN al Nord sono andati alla Lega. Gli elettori di una eventuale “Lista Fini” provengono per il 55% dal Pdl, per il 22% dal mondo dell’astensione, per il 15% dalla sinistra. Poca roba da Udc e Lega. Risultato? Il partito di Fini sarebbe il quarto, in Italia, sfiorando quota 10%“.

ESAGERAZIONI! - Certo, ricordando taluni precedenti ci sarebbe da dubitare fortemente da risultati così lusinghieri. Se non fosse che anche Renato Mannheimer, sondaggista del Corriere della Sera e di Porta a Porta, attribuisce su Repubblica al presidente della Camera numeri simili: per l’Ispo, l’Istituto di studi sulla pubblica opinione, allo stato attuale Fini può contare su un pacchetto di voti che oscilla tra l’8 e il 10 per cento: «Questo nel caso Fini decida di correre da solo. Nel caso si allei con qualcuno, penso all’ipotesi di un Grande Centro, che comprenda Casini e Montezemolo, potrebbe arrivare a una percentuale tra 15 e il 20 per cento». Qui, ci permettiamo di dubitare fortemente: davvero uno schieramento che si presenterebbe come alternativo alle forze politiche bipolari raccoglierebbe consensi così alti, in un’Italia nella quale la scelta “o di qua e di là“, come confermato alle ultime elezioni politiche, sembra essere profondamente radicata? Sarebbe possibile, forse, solo a patto che arrivassero forti sconquassi elettorali e l’emorragia dei voti del Cavaliere raggiungesse proporzioni inquietanti, superiori a quelle del 2006 dopo l’oggettivo fallimento del quinquennio berlusconiani al governo. Così come sembrano fantasiose le percentuali intorno all’1% che attribuisce ai finiani Alessandra Ghisleri della Ghai Media, la sondaggista di fiducia del Cavaliere. Che dice di aver raccolto i dati nell’immediatezza del discorso di Fini a Montecitorio: una metodologia forse un po’ tirata per i capelli, viste le circostanze. C’è da dire che la Ghisleri non ne sbaglia una, dal 2008. Ma c’è sempre una prima volta, dopotutto.

5 commenti a Quanto vale Fini alle urne?

  1. preferisco votare per lui che per il pd…

  2. ipazia

    Qui, ci permettiamo di dubitare fortemente: davvero uno schieramento che si presenterebbe come alternativo alle forze politiche bipolari raccoglierebbe consensi così alti, in un’Italia nella quale la scelta “o di qua e di là“, come confermato alle ultime elezioni politiche, sembra essere profondamente radicata?

    Presenterebbe? Ah,ho capito:l’articolo e di Leftorium che agisce sotto copertura.

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  4. Il partito del presidente della camera Gianfranco Fini, alle prossime elezioni politiche che si terranno, ormai è chiaro financo ai più distratti, nell’Aprile del 2011, prenderà l’8,96% dei consensi.

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