Muro del Sì – A favore della riforma
01/10/2008 - Questa pagina ospiterà i commenti ai vari articoli A FAVORE della riforma Gelmini. Per apparire qui è necessario che il commento contenga una riflessione sui vari punti della riforma, che sia autoconclusivo (o comunque che contenga un discorso compiuto). Calvin:
Questa pagina ospiterà i commenti ai vari articoli A FAVORE della riforma Gelmini. Per apparire qui è necessario che il commento contenga una riflessione sui vari punti della riforma, che sia autoconclusivo (o comunque che contenga un discorso compiuto).
Calvin:
premessa 1: non ho basi per commentare la riforma dal punto di vista pedagogico, quindi mi limiterò a dei commenti molto sterili.
premessa 2: il problema delle risorse discende dal fatto che le risorse sono scarse; fossero infinite la soluzione sarebbe banale, ovverosia dare risorse infinite.1. maestro unico: favorevole. ribadisco la mia ignoranza sui programmi attuali delle scuole elementari (o come diavolo si chiamano adesso) ma sono dell’idea che una persona di media intelligenza e cultura sia in grado di spiegare qualunque materia a livello elementare. eccezione: gli insegnanti di lingua DEVONO avere un background appopriato soprattutto alla scuola elementare, quindi sono contrario all’idea dei corsi di lingua per “abilitare” insegnanti generalisti.
1.a meccanismi di valutazione DEVONO essere introdotti, sia di tipo oggettivo (test, esami) sia di tipo soggettivo (valutazioni degli studenti/famiglie).
1.b la retribuzione dovrebbe dipendere in parte dalla valutazione.
1.c l’orario di lezione dovrebbe essere aumentato. la giustificazione di “preparare le lezioni” o “correggere i compiti” è veramente tirata per i capelli, specie alle elementari.
2. voto in condotta: non vale nemmeno la pena parlarne, bisogerebbe al massimo esporre al pubblico ludibrio chi ha abolito la bocciatura per motivi disciplinari.
3. blocco del turnover: sono generalmente contrario ma da qualche parte bisogna iniziare a ridurre le spese ed è la soluzione socialmente piu’ indolore. il numero di alunni per insegnante in italia mi sembra basso (mi pare intorno a 10), ma non so come funziona in altri paesi comparabili quindi magari mi sbaglio. poi bisognerebbe tenere conto di fattori indipendenti dalla struttura dell’insegnamento – tipo quello logistico: le scuole elementari ci sono praticamente in ogni paesino il che riduce il numero di alunni per insegnante. legato ad una valutazione fatta bene e all’offerta di prepensionamenti funzionerebbe meglio.
4. grembiule: sono favorevolissimo; comunque, provvedimento cosmetico.
5. libri fermi per 5 anni: boh, sono contrario ai libri di testo; diciamo favorevole con una nota di demerito per il facile populismo.
6. cittadinanza e costituzione: le lascerei alle scuole superiori.
7. voti in decimi: se non ho capito male adesso ci sono dei giudizi analitici. dovendo scegliere prendo i decimi, almeno strutturare dei piani di incentivi da parte di mamma e papà sarà piu’ facile…
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Angelo Cesare:
Riassumo: visto come è messa la scuola oggi, va bene così? Non tocchiamo nulla? Mi dite qualche proposta non “da beata ignoranza”?
Semplifico: se volete vi scrivo duecento slogan d’effetto; se mi chiedete un rimedio concreto: non lo so.
Io ammiro chi almeno ci prova. O no?
Mao:
VISTO IL VESPAIO SOLLEVATO DALLA GELMINI DIREI CHE STA PESCANDO GIUSTO……….
SICURAMENTE MOLTE COSE SAREBBERO DA MIGLIORARE O ALMENO DA CHIARIRE, MA COME AL SOLITO, IN ITALIA, QUANDO SI TOCCANO I “GIARDINI PRIVATI” SUCCEDE IL CASINO.
SOPRATTUTTO SE CHI DIFENDE TALI GIARDINI E’ DI SINISTRA.
QUANDO INVECE I GIARDINI SONO “NON DI SINISTRA” ALLORA BISOGNA CAMBIARE IL SISTEMA.
DIREI CHE BISOGNEREBBE FARE UNA SCUOLA TIPO “KMER ROSSI” CIOE’ ANNULLARE TUTTO SOPRA I 12 ANNI……E INIZIARE A INSEGNARE UNA CULTURA NUOVA, MENO LEGATA ALL’IDEOLOGIA STRISCIANTE E PIU’ VERSO L’INDIVIDUO.
UTOPIA.
Fabrizio:
sono favorevole alla riforma perchè:
1) il 97% della spesa istruzione va in stipendi e rimane solo il 3% per strutture, computer, attrezzature etc. Poi sentiami gli insegnanti lamentarsi perchè devono comprarsi i gessetti per conto loro (demagogia pura).Quindi la spesa va razinalizzata per ottenerne un risparmio.
2) Il numero degli insegnanti a parità di numero allievi è il doppio della media eurupea e di paesi quali Francia e Germania.Negli anni 70 80 abbiamo avuto un calo demografico molto sensibile della nanatalità e conseguente calo degli allievi e epr contro il numero degli insegnanti è aumentato. Se gli insegnanti che si lamentano degli stipendi scarsi se fossero d’accordo a dimezzare il loro numero potrebbero guadagnare il doppio.
3)I miei due figli hanno avuto entrambi un unico isegnante alle elementari e sono rimasto contentissimo. Non vedo perchè dobbiamo triplicare. E se poi aggiungiamo esterni come inglese e altro in alcune classi si sono trovati anche 5 o 6 insegnanti!!??
4) Quando io prendevo un 4 o meglio ancora un 2 capivo subito di cosa si trattava senza aggiungere altro. La reintroduzione del 5 in condotta (ai miei tempi 7) può serveire contro il “bullismo” oggi giustamente così vituperato.













Sì, ma esisteva già una circolare nelle scuole secondo cui non si può adottare un libro nuovo di testo se non siano passati almeno tre anni dall’adozione di quello precedente: ora sono pssati a cinque.
Tieni conto che spesso noi docenti siamo “costretti” ad adottare libri nuovi perché, specie quelli che prevedono esercizi come matematica, latino et similia, hanno il difetto di essere venduti agli alunni delle nuove classi con gli esercizi già belli che svolti.
Vuoi farmi capire che gli esercizi vanno risolti direttamente sul libro di testo, tipo settimana enigmistica?
Premetto che, come il Ministro, non riesco a comprendere i perchè delle proteste.
Senza entrare nel tecnicismo della materia, ritengo sia opportuno valutare due aspetti. Il primo è squisitamente economico e, forse, anche per questo viene opportunamente “nascosto tra le righe”: è indubbio, infatti, che le risorse sono limitate e che i tagli sono necessari. E’ altrettanto indubbio, quindi, che coloro i quali continuano a volere mantenere tutto così com’è, non si accorgono che nella scuola italiana ci sono troppi sprechi, che costringono professori malpagati a storcere il naso ed andare avanti, ma senza entusiasmo, essendo evidente che – tanto il professore che nulla fa per gli alunni, che quello che lavora dannandosi l’anima – il trattamento economico resterà lo stesso.
E qui si allaccia il secondo punto, invece, squisitamente politico. Da troppi anni si difendono prerogative e privilegi e – nell’Italia di oggi – è andato in onda troppo spesso il programma “cambio tutto per non cambiare niente”, tipico di una certa politica cui sta a cuore solo il “bacino di voti”, piuttosto che il bene delle nuove generazioni: quando senti protestare un maestro perchè sarà costretto dalla “riforma Gelmini” a non poter lavorare più “sotto casa” perchè, forse (ma non si sa), costretto dal ritorno al maestro unico, a spostarsi di chilometri, ti domandi se quel maestro abbia mai avuto in mente, pur per un solo momento, il bene degli alunni. Così pure, quando senti dire che il maestro unico priverà l’alunno delle giuste capacità didattiche, capisci come questa sia una “scusa” perchè non esiste che un bimbo/a di sei anni abbia bisogno di tutta questa “informazione didattica”, ma invece ha certamente bisogno, nei suoi primi anni di scuola, di qualcuno che sappia aiutarlo a capire cosa deve e dovrà affrontare e, magari, ha bisogno di qualcuno/a che lo/la aiuti a superare il distacco dalla famiglia, non più per gioco, come al Nido, ma per “apprendere”.
Quando senti protestare certi politici perchè, forse, verrà introdotta la “classe di inserimento” per gli stranieri, e scambiare il vantaggio che certamente ricaverà l’alunno extracomunitario dalla necessaria previa comprensione della lingua italiana in “razzismo”, solo perchè l’idea è venuto ad un certo partito politico, capisci come la strumentalizzazione a fini politici sia sempre in agguato.
Il coraggio del cambiamento, insomma, non ha mai fatto rima con popolarità, anzi….E’ noto che le più grandi riforme sono sempre state (in principio) avversate
@Giuseppe “è indubbio, infatti, che le risorse sono limitate e che i tagli sono necessari”.
Allora, come chiunque saprà, un Paese nelle condizioni dell’Italia può tagliare tutto, tranne la scuola e la ricerca, visto che non possiamo competere con la Cina per fare le magliette a due euri.
Qualche idea a caso:
-Le pensioni, di brutto: non è vero che si viva tanto di più (si muore meno da piccoli), ma dovendo sceglere tra mandare a riposo uno a 58 anni per compiacere i sindacati e tagliare la ricerca non ho il minimo dubbio. (La cagata l’ha fatta soprattutto la sinistra e non si dovrebbe intervenire a cambiare ogni cinque minuti, tuttavia basterebbe una campagna mediatica a tv unificate pari a un decimo di quella che fu fatta per screditare Mani Pulite per convincere la gente della necessità…)
-Evitare di fare le g*andi, costosissime opere (che ingrassano tra l’altro malavita e partiti, come si sa).
-Evitare robe propagandistiche tipo mandare i militari in gita premio nelle città (cosa che, sorpresa, non è affatto gratuita).
-Riprendere la lotta all’evasione fiscale da santa inquisizione stile Visco.
-Prima delle elezioni sembrava che fosse urgentissimo tagliare province e mangiatoie acclamate consimili: sarò distratto io, ma non mi pare sia più la priorità… (o forse non è proprio più previsto?)
-Tagliare gli sprechi ma in maniera mirata e oculata: agire di cesello, non col machete o il bazooka! E comunque ascoltando di più il paziente mentre lo si macella.
quoto in pieno prostata.
Tutti questi “innovatori” non riformano un ca2zetao ma tolgono le già misere risorse solo per fare cassa e passare la nottata.
Nelle università ad esempio nessuno tocca gli ordinari ma le risorse per la ricerca (che non sono gli stipendi ma i soldi spesi per l’acquisto di materiale e strumentazione) cioè l’essenza stessa del futuro di ogni paese civile; a meno che non si pensi che il nostro futuro sia di andare a smignottare nelle 6 tv di maggioranza-opposizione, allora sarebbe tutto diverso.
Con brio verso il baratro
@Giuseppe:
“E’ altrettanto indubbio, quindi, che coloro i quali continuano a volere mantenere tutto così com’è, non si accorgono (sarebbe meglio ACCORGANO) che nella scuola italiana…)
Potresti passare sotto “l’ègida” del ministro magari con le tue idee innovative ti fa portaborse.