Wikileaks: a rischiare ora sono le fonti afghane
29/07/2010 - Il Pentagono sta esaminando decine di migliaia di rapporti resi pubblici questa settimana sulla guerra in Afghanistan per determinare quali dei propri informatori sono stati individuati e potrebbero essere a rischio di rappresaglie talebane. Il colonnello David Lapan, portavoce del
Il Pentagono sta esaminando decine di migliaia di rapporti resi pubblici questa settimana sulla guerra in Afghanistan per determinare quali dei propri informatori sono stati individuati e potrebbero essere a rischio di rappresaglie talebane.
Il colonnello David Lapan, portavoce del Pentagono, secondo quanto riportato dal NYT, ha reso noto che la squadra di valutazione del Pentagono non ha ancora tratto alcuna conclusione, ma che “in generale, i nomi delle persone potrebbero causare problemi potenziali, sia per la loro incolumità fisica sia per la loro volontà di continuare a sostenere le forze di coalizione o il governo afgano“.
INFORMATORI COMPROMESSI - Parlando a Kabul, il presidente afghano, Hamid Karzai, ha definito la divulgazione
dei nomi degli afghani che avevano collaborato con la NATO e le forze americane “estremamente irresponsabile e scioccante“. “Se queste persone hanno agito legittimamente o illegittimamente nel fornire informazioni alle forze NATO, le loro vite saranno in pericolo“, ha detto Karzai, che ha parlato durante una conferenza stampa subito dopo aver discusso la questione con i suoi consiglieri. “Perciò riteniamo tutto questo estremamente irresponsabile, come un atto che non si può trascurare“. Una ricerca dal New York Times che ha campionato i documenti rilasciati da Wikileaks ha trovato report con i nomi o altri elementi di identificazione di decine di informatori afghani, potenziali disertori e altri che stavano cooperando con le truppe americane e della Nato. Il Times e gli altri due quotidiani che hanno deciso di pubblicare i documenti, il Guardian e lo Spiegel hanno deciso di postare on-line solo campioni selezionati dai documenti che erano stati redatti per eliminare i nomi e altre informazioni che potrebbero essere utilizzate per identificare le persone a rischio per evitare di compromettere la vita degli informatori.
MINIMIZZAZIONE DEL RISCHIO - Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha spiegato che l’organizzazione ha trattenuto 15.000 dei circa 92.000 documenti in archivio che sono stati pubblicati domenica per rimuovere i nomi di informatori in quello che lui chiamava un processo di “minimizzazione del rischio“. Ma i 75.000 documenti Wikileaks postati on-line forniscono informazioni su possibili delatori, come i loro villaggi e, in alcuni casi, i nomi dei loro padri. Alla domanda fatta dalla trasmissione della NBC “Today” se l’uccisione di un afghano a seguito della divulgazione Wikileaks sarebbe considerata come “danno collaterale” nei suoi sforzi per rendere pubblici i dettagli della guerra, Assange ha risposto: “Se abbiamo fatto questo errore, allora, è un qualcosa che noi prendiamo molto sul serio“. Funzionari della sicurezza nazionale, nel frattempo, sono preoccupati che l’attenzione che Wikileaks ha ricevuto la scorsa settimana abbia elevato il suo profilo e potrebbe essere utilizzata per invogliare i funzionari scontenti ad inviare informazioni riservate al suo sito web, che sollecita “materiale riservato, censurato o altrimenti di significato politico, diplomatico ed etico” e afferma che “la presentazione di materiale confidenziale Wikileaks è sicura, facile e protetta dalla legge“.
LO SPIONAGGIO - Un ufficiale statunitense, parlando a condizione dell’ anonimato a causa dell’ inchiesta penale in atto, ha affermato che gli avvocati del governo stanno cercando di capire se Wikileaks e Assange possono essere incriminati. Una delle questioni, dicono alcuni avvocati è capire se possano essere accusati di aver indotto o essere stati co-cospiratori in violazione della Espionage Act, una legge del 1917 che vieta la divulgazione non autorizzata di informazioni di sicurezza nazionale. Infatti, in un club della stampa a Londra, martedì, Assange ha detto ai giornalisti che, prima della divulgazione di documenti più recenti, Wikileaks era stata avvertita da funzionari del governo degli Stati Uniti che vi erano stati “pensieri sul fatto che potevo essere accusato di essere co- cospiratore per spionaggio, che è grave“. Ma proprio ieri il senatore Lindsey Graham, repubblicano della Carolina del Sud, ha detto a Fox News che Wikileaks dovrebbe essere perseguito per il suo ruolo: “Per quanto ne so, non c’è immunità per un sito Web che è in grado di trasmettere documenti che sono stati rilasciati illegalmente”.
I PROBLEMI LEGALI - Eppure, alcuni esperti legali nelle questioni relative a fuga di informazioni riservate affermano che ci sono una serie di ostacoli nel perseguire Assange o Wikileaks con l’accusa di aver violato l’ Espionage Act. Fra questi, la difficoltà diplomatica nel convincere un paese ad arrestare e estradare Assange fino a tutta una serie di difese legali che potrebbero montare se gli Stati Uniti riuscissero ad arrestarlo. Assange, infatti, è un attivista australiano che ha operato in diverse città europee. Susan Buckley, partner dello studio legale Cahill Gordon & Reindel specializzato in diritto delle comunicazioni, ha detto che l’ Espionage Act era stato raramente utilizzato e quindi c’erano pochi esempi su come applicarlo. Non è chiaro se la legge si applica agli stranieri per azioni all’estero, anche se ha notato che in un caso del 1985, un giudice ha stabilito che la legge si applicava anche all’estero.
L’INFORMATORE - Sarebbe anche molto insolito usare la legge contro il divulgatore di fughe di notizie, piuttosto che contro la persona che ha fornito le informazioni. Diversi studiosi hanno dichiarato di essere a conoscenza di un solo precedente tentativo di proporre un procedimento giudiziario – nel 2005 con l’ incriminazione di due ex membri del personale dell’ American Israel Public Affairs Committee – che sono stati accusati di trasmettere informazioni sulla politica americana verso l’Iran, da un analista militare di Israele. Assange non ha chiarito dove ha ottenuto i documenti. Tuttavia, un analista di intelligence militare, Bradley Manning, è stato accusato di aver fornito altri documenti riservati e video che sono apparsi sul sito Wikileaks. La divulgazione di documenti contenenti i nomi degli informatori afghani, potrebbe ulteriormente complicare gli sforzi dell’amministrazione Obama per gestire il corso della guerra in Afghanistan.












