Cepu-E-Campus, l’Università del Cavaliere sotto inchiesta a Bari

Ci insegnano Dell’Utri e Sgarbi. E il patron la controlla attraverso una finanziaria lussemburghese. E la procura ha aperto un...

Ci insegnano Dell’Utri e Sgarbi. E il patron la controlla attraverso una finanziaria lussemburghese. E la procura ha aperto un fascicolo sugli atenei telematici.

Lo scrive Repubblica in un articolo a firma Giuliano Foschini: E-Campus, l’università del CEPU di Francesco Polidori, è sotto inchiesta da parte della procura di Bari che sta indagando sul business degli atenei telematici.

LE BELLE LAUREATE…” – Dell’Università telematica si comincia a parlare quando Silvio Berlusconi in persona la visita nei giorni scorsi, e se ne esce con l’ennesima battuta su ragazze “belle e laureate, altro che la Bindi” che fa finire la storia su tutti i giornali. Ma ci sono altri motivi di notorietà per E-Campus, ad esempio la presenza tra i docenti di alcun vecchie conoscenze: Marcello Dell’Utri, il senatore PdL condannato due volte per associazione mafiosa, ci insegna storia contemporanea, mentre Ubaldo Livolsi è docente di mercati finanziari e Vittorio Sgarbi fornisce agli studenti imperdibili nozioni di Storia dell’arte. Il proprietario, Francesco Polidori, è l’uomo che ha inventato il Cepu, la famosa scuola di recupero esami, e che ora continuerebbe ancora a controllare tramite una società lussemburghese. Qualche anno fa, scrive Repubblica, l’imprenditore ha creato la E-Campus e grazie a un decreto in extremis firmato dall’allora ministro Letizia Moratti (il governo Berlusconi era già caduto) è riuscito ad avere il riconoscimento legale.

L’INCHIESTA DI BARI - E il battage pubblicitario conseguente ha fatto insospettire la procura di Bari, che ha aperto un fascicolo esplorativo sul business dei vari atenei telematici. Nel mirino, tra le altre cose, la gestione dei docenti: l’università di Novedrate, per esempio, ha un solo professore di ruolo, una cinquantina di ricercatori a tempo determinato più i professori a contratto (compresi molti docenti che insegnano in altre facoltà). Una struttura, scrive ancora Foschini, che non piace affatto al Cun, il Consiglio universitario nazionale, che il primo giugno ha chiesto agli atenei di avere «personale proprio» e “ricercatori a tempo determinato” in percentuali basse.