Insomma, Mauro Masi alla fine ha fregato povero Silvio. Mentre assicurava al telefono a Giancarlo Innocenzi che avrebbe mandato via Santoro, che stava lavorando per Berlusconi e che aveva appena cacciato Ruffini, in realtà il diabolico direttore generale della Rai faceva tutt’altro: prestava il fianco all’ennesimo reintegro ad giudicem per l’ex-nuovo direttore di Rai3, e, è notizia di oggi, reinfilava in palinsesto con partenza ufficiale il 23 settembre di nuovo Annozero.
Chissà se nel pacchetto sono confermati anche Travaglio e Vauro, e chissà se Berlusconi oggi ha letto la dichiarazione di Fedele Confalonieri, il quale confessava che “uno che fa il 20% di share si prende e non si caccia”; chissà soprattutto se la dichiarazione l’ha letta Masi. Ma di certo questo non può che confermare la bontà del suo operato: Ruffini è lì, Santoro pure, la Dandini non la smuovono nemmeno con le cannonate, e in più il Cavaliere si dovrà puppare anche Fazio e Saviano. Un successone, per “ghe pensa lù”. Grande Masi, stavolta tocca ammetterlo. Il d.g. stava depistando tutti, in realtà lui è iscritto agli anarco-insurrezionalisti, non al partito del premier.
Perché dev’essere sicuramente andata così, su. Vi pare che in realtà Masi ha fatto il diavolo a quattro per cacciare tutta questa gente, ma in realtà non gli è riuscito niente di tutto ciò? Non è possibile, su, che alla fine, per circostanze e maldestrìa si sia trovato a dover subire tutte le decisioni altrui. Se così fosse, Berlusconi avrebbe tutto il diritto di cacciarlo via a pedate, no?



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Credo che in un paese democratico debbano esserci le voci di tutti, soprattutto di quelle (democraticamente) più ostili, che sono uno stimolo a far meglio.
Chi è al potere deve fare gli interessi di tutti i cittadini e non solo della sua parte politica.
Ciò non sembra avvenga, per cui, in mancanza di opposizione ben vengano le voci fortemente dissenzienti.
Anche perchè un partito già di maggioranza che si preoccupa di allargare il consenso non con azioni di governo di riconosciuta bontà ma con prevalenti azioni mediatiche rischia un’anormale dilatazione, con forti probabilità di lacerazioni interne, come pare stia avvenendo.
A tirare troppo la corda, prima o poi si spezza.