Economia

Il Sole non brilla più su Città della Scienza

22 luglio 2010

200 lavoratori ancora senza lo stipendio di giugno e la quattordicesima mensilità, si appellano alla Regione Campania per lo sblocco dei fondi necessari. Sullo sfondo lo spettro della chiusura del più importante museo scientifico interattivo del Mezzogiorno.

Sono almeno duecento i lavoratori di “Città della Scienza”, il museo scientifico interattivo sito dove una volta sorgeva la vecchia acciaieria Italsider di Via Coroglio a Bagnoli, a non aver ancora ricevuto la mensilità di giugno e a vedere sempre più a rischio il loro futuro occupazionale, mentre le istituzioni locali, Regione in testa, si palleggiano ancora le responsabilità e non sbloccano i fondi necessari già, peraltro, stanziati. Dietro, forse, c’è l’ennesima lotta di spartizione e di lottizzazione all’interno del centrodestra campano. Così, come in queste ore sta avvenendo per le Asl e le società partecipate.

COS’È CITTÀ DELLA SCIENZA? – E’un sistema complesso che integra un avanzato “Science centre”, un museo scientifico interattivo di seconda generazione, cosiddetto “Hands-on”, con un’area dedicata alla formazione, allo sviluppo territoriale e alla creazione di nuova imprenditorialità nel Mezzogiorno. È dotata, inoltre, di una serie di spazi dedicati ad eventi, congressi, meeting e conferenze. Città della Scienza rappresenta, quindi, una delle iniziative più avanzate in Italia per quanto attiene alla creazione di un sistema organico di diffusione e trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche alla società. Il complesso, ideato dalla Fondazione Idis, dopo una fase di sperimentazione avviatasi nel 1987, a seguito di un Accordo di Programma sottoscritto nel 1996 fra ministero del Bilancio, regione Campania, provincia di Napoli e Comune di Napoli, oggi è gestito dalla fondazione “Idis-Città della Scienza” e da “Città della Scienza Spa”, la società in house della regione Campania.

IL RISCHIO È CONCRETO – La U.S.B. (l’Unione dei Sindacati di Base) della Fondazione “Idis” ha reso noto a mezzo di un comunicato stampa, lo stato di grave crisi in cui versa il museo scientifico napoletano come, peraltro, altre realtà campane, dovuto soprattutto all’inerzia amministrativa della Regione Campania. A rischio, inoltre, sarebbero anche gli indotti del cantiere “Pa.Co.”, impegnato nella realizzazione dell’ultimo lotto e il vicino “incubatore scientifico”, dove già operano una quarantina aziende, per non parlare di tutte le società di servizi che permettono il funzionamento della struttura. Città della Scienza è stata concepito in tre grandi ambiti. Lo Science Centre, primo museo scientifico interattivo di nuova generazione in Italia, incentrato completamente su percorsi “esperienziali” ossia gli exhibit e gli esperimenti scientifici, la multimedialità, il teatro scientifico, ecc. con oltre 10.000 metri quadri di area espositiva, laboratori didattici, aree per mostre temporanee. Poi troviamo il “Museo vivo della Scienza” rivolto ai cittadini, alle scuole e alle famiglie ed il cosidetto BIC (Business Innovation Center), con l’incubatore per nuove imprese specializzate nelle ICT (Information & Communication Technology).

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