Lontano da prime pagine tutte rifiuti e sicurezza, divampa la polemica tra mondo omosessuale e ministra delle pari opportunità. Tra rinfacci, reciproci pregiudizi e scambi di complimenti si ripete il muro contro muro tra due fazioni che insistono a confondere la libertà col codice civile.
Va bene, ha cominciato lei negando il patrocinio del governo al Gay Pride e mettendoci sopra il classico carico da undici, cioè quel riferimento al mero contenuto esibizionistico del corteo che ha mandato su tutte le furie le associazioni “di categoria” prontamente insorte per rivendicare
la cruda attualità del problema e l’irrinunciabile necessità di mobilitare la coscienza collettiva contro ogni discriminazione. Dibattito molto interessante, denso di novità e destinato a portare nella stessa direzione dei precedenti, cioè da nessuna parte.
NON C’È PROBLEMA - La squadra della tradizione, come noto, in prima linea ha la Carfagna che è caruccia assai, ma su questi argomenti ha sviluppato la tendenza a rapportarsi col prossimo più o meno come fanno gli ex fumatori con chi continui a coltivare il vizio. Sarà per colpa di quei maledetti calendari, ma il desiderio di redenzione della giovanotta è talmente forte che spesso la spinge ad assumere posizioni (politiche) che sarebbero apparse eccessivamente conservatrici anche ai partecipanti al Concilio di Trento. Per lei la “famiglia” è quella rigorosamente eterosessuale, con prole numerosa, benedetta da Santa Madre Chiesa e unita nel vincolo per l’eternità. Insomma, una ventina di casi su un paio di decine di milioni. Ebbene, in prima battuta la Carfagna si era limitata ad osservare l’inesistenza del problema. Poi, nottetempo ci ha ripensato e ha messo grigio su bianco la sua assoluta disponibilità a battagliare per i diritti privatistici dei gay, conservando l’indisponibilità al riconoscimento pubblicistico. Tradotto: se volete un attestato dell’ASL ve lo diamo, ma il matrimonio scordatevelo.
C’È PROBLEMA - Di là dalla metà campo, invece, una pletora di acronimi si son dati il cambio in nome della “laica” risoluzione europea che si raccomanda moltissimo di garantire “alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali” , che poi vorrebbe dire estendere anche agli omosessuali l’applicabilità dell’istituto del matrimonio.
O meglio, il desiderio sarebbe quello di poter accedere almeno ad un istituto simile o, in alternativa, ottenere ciò che auspica Gaylib, cioè il riconoscimento delle Unioni Omoaffettive. Il mondo GLBT ci tiene a vivere il giorno del ricevimento nuziale e pretende torta, tight e sindaco con la fascia tricolore come qualsiasi altra coppia eterosessuale. In sintesi, e per rispondere alla Carfagna, non vogliono un banale attestato dell’ASL, ma il certificato di matrimonio con scritto sopra “coniuge”.
QUAL È IL PROBLEMA? - Fin’ora ci siam divertiti alle spalle di entrambi, ma questo non significa che non esista il problema (come crede la ministra) o che la risposta a questa esigenza sia una sorta di scopiazzatura del matrimonio (come chiedono le associazioni tra omossessuali). Il punto della questione mi sembra che stia altrove e che nessuna delle due fazioni in lotta l’abbia nemmeno sfiorato. La battaglia che conducono entrambi non ha mai incluso un aspetto fondamentale che si chiama “libertà di scelta” e che riguarda la sfera esclusivamente personale e privata di ogni singolo cittadino, quale è - tipicamente - la decisione di passare tutta la vita, o una parte di essa, assieme ad un’altra persona.
Questa libertà è difficile che si possa ottenere reclamando una legge che la certifichi o la conceda. Sarebbe più semplice da portare a casa chiedendo di eliminare una serie di regole che, di fatto, la impediscono e che con il concetto di matrimonio c’entrano poco. A puro titolo di esempio, se si mettesse seriamente mano alla riforma del diritto di successione modificando radicalmente l’obbrobrio del “diritto alla legittima”, un primo grande problema sarebbe risolto senza necessità di inventarsi alcunchè.
La ragione per la quale vengono regolarmente affossati i progetti di scimmiottamento del matrimonio sta tutta qua, cioè nella pretesa di rendere uguali condizioni oggettivamente diverse. Risolvere il dilemma ignorando quelle differenze o facendo finta di non vederle è una pia illusione. Piaccia o no, l’unico sistema capace di garantire pari diritti a tutti è quello che si accontenta di regolamentare lo stretto indispensabile. Perché ogni regola in più non aggiunge mai diritti, ma toglie solo libertà.


























Pride de che?…
Lontano da prime pagine tutte rifiuti e sicurezza, divampa la polemica tra mondo omosessuale e ministra delle pari opportunità. Tra rinfacci, reciproci pregiudizi e scambi di complimenti si ripete il muro contro muro tra due fazioni che insistono a co…
i gay se la son presa nel didietro dalla neo ministra… in genere a loro piace!!! se lo fa una donna no??? ihiihh
anche io sono contrario all’ostentazione della diversità… fate i gay a casa vostra!!
Ti spiace se segnalo il tuo Ip alla neurodeliri?
mthrandir, lei è vivamente pregato di non importunare i decerebrati.
Se posso, a quello che ha messo là la Carfagna, toglierei la facoltà di voto.
La Meloni ancora ancora capisco, ma cazzo, la Carfagna! E poi? Mia cugina di 17 anni? Mio fratello? E’ famoso anche lui, giuro! Una volta ha parlato al telefono con Andrea Pezzi!
alessio manzoni: grazie per il tuo illuminante contributi. Io sono per gli idioti che facciano gli idioti a casa loro, senza ostentanzione.
[aNDy cAPp]
vabbeh, regà, adesso basta con questo tiro al piattello virtuale contro il PietroManzoni. Il suo ip è 151.21.88.170: cominciamo con quello reale.
confesso che leggendo il titolo ero sulle difensive..,ma il contenuto, relativamente al diritto di successione, lo condivido..poi ognuno svolga per cortesia la sua sessualità senza esibizioni ed orgoglio, poichè si tratta, grazie al cielo, di un fatto assolutamente privato!
Manfatti, basta prendersela col Manzoni, che una battuta cosi’ idiota poteva benissimo scappare anche a me!
Venendo al finale dell’articolo Mithrandir, ho un dubbio: ma allora la soluzione al problema ce la dara’ Calderoli col suo ministero?
In questo felice paese nessuno, ma proprio nessuno, darebbe al papa un dispiacere simile. Già ci sono i matrimoni civili…il divorzio…l’ aborto legale…qualche gay che conosco ha risolto il problema con l’adozione, che è possibile anche nei confronti di un adulto. Per il resto: casa in comproprietà, usufrutto, procura generale, conto a doppia firma, eccetera.Insomma, per la parte economica, sfruttare tutte le possibilità del codice civile. Perchà le associazioni gay non cominciano a diffondere - gli avvocati non gli mancheranno - un semplice manuale che aiuti i loro soci a difendersi usando gli strumenti legali che già esistono, in attesa di improbabili riconoscimenti che, con l’aria che tira, vedranno tra un paio di generazioni?
enzo l’ha detta giusta.
posto che le discriminazioni nei confronti dei finocchi non esistono, e che il diritto di famiglia è concepito essenzialmente in funzione della difesa della prole (cosa che nel caso di coppie omo è di difficile produzione), usino quanto già esiste.
in alternativa, si adotti la proposta di Biondi, una delle pochissime cose sensate concepite di recente sull’argomento.
se poi vogliono il velo di quattro metri, il bouquet e il pranzo con trecento invitati, nessuno impedisce loro di indebitarsi per “incoronare la loro estasi”, tanto per citare un capolavoro del cinema moderno.
ps. mthrandir: quest’anno l’avete scampata per poco (la traversa trema ancora, e collina lasciamo perdere), la vera vendetta sarà la prossima staggione, ggiuro!!!
Io suggerirei di eliminare il matrimonio etero [oltre che la legittima ;-)].
A parte gli scherzi (oddio… scherzo fino ad un certo punto però), io sono molto d’accordo con la parte conclusiva dell’articolo, riguardo alle leggi minimaliste. Sono anch’io convinta che meno si regolamenta e maggiori sono i diritti garantiti.
“confesso che leggendo il titolo ero sulle difensive..,ma il contenuto, relativamente al diritto di successione, lo condivido..poi ognuno svolga per cortesia la sua sessualità senza esibizioni ed orgoglio, poichè si tratta, grazie al cielo, di un fatto assolutamente privato!”
Che palle, cambiate disco!… come se fosse un fatto privato accettare la propria diversità e farla accettare ai genitori, agli amici, ai colleghi…
Che poi qualcuno mi spieghi perchè “Gay Pride” no, invece tutti pazzi per “La rabbia e l’orgoglio”… sì può essere orgogliosi di essere occidentali cristiani (?) ma non di essere omosessuali? E perchè?
“che il diritto di famiglia è concepito essenzialmente in funzione della difesa della prole”
Questo è discutibile.
mmmm….e poi ancora mmmm….
Tralascio il fatto che il Gay Pride (mia personalissima opinione) dovrebbero essere i gay stessi a evitarlo [è solo ed esclusivamente una carnevalata che, sempre secondo me, non li rende più simpatici o accettabili a chi già li può sopportare poco] comunque qualche dirittucolo in più lo dovrebbero avere, soprattutto per quello che riguarda la sfera economica.
Vivi una vita con qualcuno (vale anche per chi convive), condividi gioie e dispiaceri è giusto che i due possano tutelarsi a vicenda economicamente.
Ok, ho spiegato da cani ma ci siamo capiti, no?
Per il resto, io un bambino a una coppia omosessuale non lo farei mai tenere…mi spiace ma su questo non riesco a cambiare idea…son troppo conservatore!!!!
discutibile de che, cachorro? da Napoleone in poi il diritto di famiglia tende a garantire l’asse ereditario, e quindi la successione regolare del patrimonio mediante la tutela del matrimonio e della legittimità della discendenza (e infatti la “quota legittima” giustamente aborrita da Mthrandir non esiste nei paesi anglosassoni, che il corso non l’hanno dovuto subire).
tutte le norme del diritto di famiglia, almeno in Italia, sono a tutela dei figli, non della coppia in sé. se poi i figli non ci sono per scelta, disgrazia o necessità, la cosa non deve influire sull’impianto della legge.
ad essere tutelata è la coppia, ma soltanto perché condizione necessaria alla generazione della prole, che rimane comunque, nelle intenzioni del legislatore, il soggetto da proteggere.
Articolo interessante. Raggiungi la questione fondamentale solo nelle ultime righe, che però non sono del tutto chiare a chi come me non conosce niente dell’istituto del matrimonio. Comprendo solo che non può essere solo un fatto di potersi chiamare marito e moglie. Quali sono i diritti acquisiti con il matrimonio che prevedono dei vantaggi che le coppie di fatto non hanno? Ti faccio questa domanda perchè finalmente ci è data la possibilità di comunicare.
Forse questo pezzo andava scritto da qualcuno che delle istanze omosessuali ha almeno una vaga idea. Non è la torta che interessa, né il sindaco alla “categoria” (uso le virgolette come te, vedi?), perché non esiste una categoria. Peccato! Nemmeno ti poni il dubbio, al pari della Carfagna, che esistono centinaia di idee nel mondo omosessuale, talvolta anche contrastanti: se senti Signorini a Markette, potresti scambiarlo per un omofobo di destra.
Ma con un ministro per le Pari Opportunità si parla di diritti e di discriminazioni.
Se avessi letto le dichiarazioni della Carfagna ti renderesti conto di quanto sono sprezzanti. Se ti fossi soffermato sul fatto che chiama “signor Guadagno”, Vladimir Luxuria, e come questo sia vergognoso e fascista, forse avresti capito qualcosa di più della questione.
Complimenti…