Interni

‘Ndrangheta, anche esponenti della Lega coinvolti

13 luglio 2010

Nell’inchiesta risulterebbero indagati anche esponenti del partito di Bossi. “I politici sono parte del capitale sociale dell’organizzazione criminale”, si legge nell’ordinanza del gip di Milano.

La ‘ndrangheta conquista la Lombardia e punta al cuore finanziario del Paese. Una ‘colonizzazione’ che può contare su un vasto esercito e su un portafoglio senza limiti. Un sistema criminale capace di servirsi di colletti bianchi e infiltrarsi anche negli appalti in vista dell’Expo 2015. Una “mutazione genetica” che sposta gli interessi delle ‘ndrine dalle attività classiche, dal traffico di droga agli omicidi, a un “controllo sistemico con infiltrazioni nelle istituzioni pubbliche” e che trasforma la ‘ndrangheta in una Spa.

AFFARI AL NORD - È quanto emerge dall’inchiesta che ha portato all’arresto, in tutta Italia, di 300 presunti affiliati alle famiglie storiche della criminalità calabrese. Una maxi operazione, l’ultima di questa portata risale alla Notte dei fiori di San Vitò del 1994, che ha visto a lavoro carabinieri, poliziotti e uomini della Dia, che coordinati dalle procura di Reggio Calabria e Milano, hanno eseguito all’alba arresti e perquisizioni a Reggio Calabria, Milano, Monza, Como, Varese, Lecco, Genova e Torino. Complessivamente sono stati sequestrati beni per oltre 60 milioni di euro, insieme ad armi ed esplosivi. A finire in manette è Domenico Oppedisano, 80 anni, numero uno delle cosche calabresi, ma nella rete finiscono anche gli affiliati alle famiglie storiche: le cosche egemoni nel capoluogo reggino, nella fascia ionica ed in quella tirrenica, tra cui i Pelle di San Luca, i Commisso di Siderno, gli Acquino-Coluccio ed i Mazzaferro di Gioiosa Ionica, i Pesce-Bellocco di Rosarno, gli Alvaro di Sinopoli, i Longo di Polistena, gli Iamonte di Melito Porto Salvo. Cognomi che non tradiscono le origini del Sud, ma i cui affari da tempo, fin dagli anni Settanta, si sono trasferiti al Nord.

LE MANI SULL’EXPO - Nell’inchiesta ribattezzata ‘Il crimine’, emerge anche l’esistenza in Lombardia di una ‘camera di controllo’ deputata al raccordo tra le strutture lombarde e calabresi. Sono 160 gli affiliati individuati in Lombardia, ma a detta degli stessi indagati “ne sarebbero operativi 500″.Un esercito che tenta di mettere le mani sugli appalti dell’Expo 2015 attraverso importanti aziende lombarde operanti nel settore edile che versavano in condizioni di difficoltà economica. Un progetto ambizioso che non si concretizza a causa del mancato risanamento della Perego Strade, società attualmente sottoposta a procedura fallimentare, ma in cui l’attività di penetrazione della ‘ndrangheta non si ferma al controllo gestionale, ma arriva a una diretta partecipazione del capitale sociale. Tra gli arresti eccellenti Giuseppe Neri, boss della ‘ndrangheta in Lombardia, accusato anche di avere convogliato voti elettorali su indicazione di Antonio Chiriaco, 51enne direttore sanitario della Asl di Pavia finito all’alba in carcere, a favore del deputato del Pdl Giancarlo Abelli, il quale non è indagato e risulta estraneo alla vicenda. Arrestato anche Francesco Bertucca, imprenditore edile del pavese e Rocco Coluccio, biologo e imprenditore residente a Novara. Nell’inchiesta risultano indagati anche l’assessore comunale di Pavia Pietro Trivi, con l’accusa di corruzione elettorale e l’ex assessore provinciale milanese Antonio Oliviero che deve rispondere di corruzione e bancarotta. Oliviero sarebbe stato in rapporti con l’imprenditore Ivano Perego, arrestato per associazione mafiosa, e responsabile della Perego Strade, controllata, secondo gli investigatori, da Salvatore Strangio. Tra gli indagati anche quattro carabinieri di Rho.

8 commenti a ‘Ndrangheta, anche esponenti della Lega coinvolti

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    • Grizzly

      C’è un titolo e nello svolgimento dell’articolo non si menziona nulla. Complimenti a chi scrive e poi venitemi a parlare di stampa libera…
      Chi sarebbero gli esponenti leghisti?

  3. ila pre

    trovo scorretto citare la lega nord nel titolo e poi non chiarire quale tipo di coinvolgimento ci sarebbe stato.
    da quello che appare su altri gironali, con fonti più certe l’unico coinvolgimento sarebbe stato il ritrovamento del nome di un picciotto nell’elenco delle firme di presentazione di una lista elettorale.
    Le firme delle liste si raccolgono ai gazebo, dietro presentazione della carta di identità che testimoni la residenza nel luogo interessato dalle elezioni e la reale identità del firmatario, e di fronte ad una persona abilitata alla autenticazione delle firme, e sulla carta di identità non c’è mica scritto ” mafioso o dranghetano”.
    Ciò significa che l’unico modo per escludere il rischio di accettare firme di picciotti è quello di non accettare le firme di chi è nato in Calabria o in Sicilia o ha un cognome calabrese o siciliano… ma poi ci danno dei razzisti…

  4. Hellequin

    Caro (o cara?) ila pre…Giornalettismo è scritto e pubblicato per quelli che vogliono sentirsi dire determinate cose per poter affrontare la giornata con migliore slancio. Si rifanno a ideologie morte e sepolte, esultano per un nonnulla, si esaltano quando all’ONU danno dei fascisti a noi italiani…e ogni tanto mistificano le notizie nel migliore stile de “il Giornale”.

    stai sicoro/a che il 99% di chi legge questo articolo, non si cura di vedere se nello svolgimento viene indicato chiaramente dove un esponente della Lega sia coinvolto. Leggono il titolo e da quello fantasticano su leghisti camorristi e mafiosi. Perchè questo fantasticare permette loro di sentirsi superiori e immacolati.

    da ex-leghista non ci credo neanche se lo leggo che un esponente della Lega è implicato nell’indagine…non sta nelle loro corde essere mafiosi.

    saluti caldissimi a tutti i creduloni!

  5. Grizzly

    A parte il titolo in tutto l’articolo non c’è un solo riferimento alla Lega o a suoi membri coinvolti. Mi parlate di stampa libera quando la vostra faziosità è sotto gli occhi di tutti, così tanto da diventare ridicoli per chiunque ragioni con un cervello proprio!

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  7. ondina

    Ma questa redazione non si vergonga della figura di palta che ha fatto?

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