Cultura

E ora pregano che Eluana muoia

13 ottobre 2008

Pregare perché la legge di Dio vinca sulla legge degli uomini, pregare perché una vita si spenga dopo averla strenuamente difesa.

“Provvisoriamente”, la rubrica che spulcia nei sacri altarini e dimostra che spesso di aulico e disinteressato c’è molto molto poco. Ad opera di Luigi Castaldi alias Malvino

Tutto è stato già detto sul caso di Eluana Englaro, e non penso che sia il caso di annoiare il mio lettore illustrando le due posizioni che, al netto delle chiacchiere che fanno sfumatura, stanno di qua e di là dalla linea del diritto di autodeterminazione, separando chi sostiene che “sul proprio corpo e sulla propria mente l’individuo [sia] sovrano”(John Stuart Mill, per primo) da chi pensa che “la vita non [sia] a disposizione di nessuno, nemmeno di se stessi”(monsignor Giuseppe Betori, per ultimo). Ho detto “linea” ma avrei potuto dire “faglia antropologica”, perché di qua e di là ci sono due opposti modi di considerare ciò che comunemente è detta “natura”. Nulla di più culturale (e dunque di immanente e relativo) del concetto di “natura”, per chi riconosce all’uomo il diritto di mettervi mano col solo limite del rispetto verso il suo simile; nulla più di trascendente (e dunque di pre-culturale e assoluto), invece, per chi in essa – la“natura”, spesso la “Natura” – legge il “disegno” – spesso il “Disegno” – antecedente e superiore all’uomo, da imporre al proprio simile, in vista di un “bene comune”, che corrisponde sempre a un “Bene assoluto”. Ecco, la “linea” passa a separare questi due opposti modi di concepire il “bene comune”: nel primo caso, si tratta del “bene” di ciascuno nel rispetto dell’altrui; nel secondo caso, di tratta del “Bene” cui è dovuto il rispetto di tutti, eventualmente da imporre.

Ripeto: non è il caso di (ri)entrare nel merito. Consideriamo piuttosto le reazioni che, di qua e di là dalla “linea”, si sono avute alla notizia che Eluana Englaro stesse per morire di morte “naturale” e poi non più. Ne propongo due che, a mio modesto avviso, sono emblematiche. E comincio col modo in cui Avvenire (12.10.2008) riporta la notizia in un civettino di prima pagina: “Giornata di paura e di attesa per Eluana […] In poche ore le sue condizioni si sono aggravate a causa di un’emorragia che sembrava inarrestabile. Sarebbe stata necessaria una trasfusione ma nelle condizioni di Englaro, come tutti hanno convenuto, si sarebbe trattato di accanimento terapeutico. In serata, il flusso ematico si è arrestato naturalmente”.

5 commenti a E ora pregano che Eluana muoia

  1. enci

    Complimenti per lo sproloquio senza senso! Ma almeno tu ti leggi?
    L’unica cosa sensata e’ l’occhiello: “Pregare perché la legge di Dio vinca sulla legge degli uomini”
    Hai mai visto il contrario? Se si, allora complimenti!

    Buona fortuna e buona vita ad Eluana!

  2. Sì eluana!!! Buona vita!!! ops.

  3. A leggere il primo commento c’è da sospettare che alla faglia antropologica fra gli argomenti corrisponda una faglia lombrosiana fra gli individui.

  4. “Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e da diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida per la condotta individuale, I’imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un’insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno”
    (Mohandas Karamchand Gandhi)

  5. juppes

    non riesco ad avere una opinione precisa

    credo che si dovrebbe comunque delegare la scelta finale ai parenti più prossimi

    voglio però affermare che se è ipocrita la posizione di qualche fesso che prega per la morte imminente, sono altrettanto ipocriti quei fessi che, convinti della necessità dell’ immediato distacco della spina, invocano poi il prolungarsi di una vita a loro dire non degna di questo nome (di merda), giusto per non soddisfare le aspirazioni della parte avversa…hai sofferto per tanti anni, orsù resisti ancora un po’ suvvia, fallo per noi che ti vogliamo bbene……

    temo che anche in questo caso non sia l’ uomo e la sua sofferenza al centro delle attenzioni delle parti

    ma l’ uomo divenga strumento per affermare le proprie convinzioni e farle prevalere sulla controparte

    senza rispetto per i sofferenti…..malati o familiari

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