Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Culturadi Mariangela Vaglio (Galatea)
pubblicato il 13 ottobre 2008 alle 18:41 dallo stesso autore - torna alla home

Il filone ospedaliero non decolla su Mediaset: un po’ per colpa sua, un po’ no. Crimini bianchi e medici miei, le fiction bianche andate in bianco

“Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando non ci si può permettere la pay-tv. A Cura di Galatea.

La tendenza tutta italiana a salire sul carro del vincente può avere un risvolto negativo: saltandoci su dopo che il vincente si è manifestato come tale già da tempo, può accedere di montare sul suo carro quando ormai iacchetti%201 Crimini bianchi (e catodici)la spinta non c’è più, e il carro si arena. Deve essere successo questo agli scrittori delle fiction Mediaset: dopo anni in cui, per assicurare il successo di un telefilm, bastava ambientarlo in un ospedale, si sono detti: “bene, facciamolo anche noi!” convinti di aver trovato l’uovo di Colombo. Solo che il pubblico, dopo decenni di telecamere puntate su pronto soccorsi, obitori, maternità ed ogni altro possibile reparto medico (no, a dire il vero urologia resta un po’ scoperta… chissà perché…), di malattie e camici bianchi deve averne un po’ le scatole piene. E così i due prodotti che dovevano essere il fiore all’occhiello della stagione, cioè Crimini Bianchi e Medici Miei, sono miseramente naufragati.

I’M NOT SUPERMAN - Come in tutti i disastri, c’è chi la cancellazione se la merita davvero e chi no. Infatti le due serie, pur accomunate dal destino, sono diverse per impianto e riuscita. Medici Miei, per esempio, partiva come un prodotto con tutte le carte in regola per sfondare: Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta, due corazzate dell’umorismo televisivo, per giunta attori non pessimi, si presentavano impegnati in una parodia delle fiction medicali in onda su tutti i canali. Poteva essere la risposta italiana a Scrubs. Purtroppo pareva più il dopolavoro di Striscia la Notizia, visto che la sceneggiatura degli episodi sembrava scritta dal cane che passeggia sul bancone. Non c’era un trama, non c’era un senso, ma, soprattutto, non c’era una battuta. I poveri Covatta e Iacchetti passeggiavano senza costrutto in camice per i corridoi di un ospedale, senza che si capisse perché ciò avrebbe dovuto essere considerato divertente da uno spettatore. Per carità divina si tace poi sulla abilità recitativa dei comprimari: persino alle recite parrocchiali c’è gente che sa pronunciare battute con maggiore credibilità.

TOH, UNA NOVITA’ (PIU’ O MENO) - Più ambizioso, e anche però più riuscito, Crimini Bianchi, una fiction che, onestamente, ci dispiace non sia stata premiata dal pubblico. Ok, non è il Dottor House, ma se la si paragona all’analogo prodotto di medical fiction della Rai, l’invedibile Terapia di Urgenza, pare un prodotto da oscar. L’idea è copiata da un format estero, però la storia di un avvocato e due medici che fondano una associazione per indagare al fianco dei malati su casi sospetti di malasanità è buona, e le sceneggiature, che prendono spunto da casibanner crimini bianchi Crimini bianchi (e catodici)realmente accaduti in Italia, sono persino decorose: ci sono state addirittura un paio di puntate in cui non si capiva dopo cinque minuti chi fosse il colpevole, che per una fiction italiana è sintomo di straordinaria qualità. In più gli attori sono tutti abbastanza bravi: un Ricky Memphis molto credibile nei panni dell’avvocato romano riesce a non svaccare nella parodia del romanaccio, Christiane Filangieri recita (cioè, non so se capite: re-ci-ta!), e Donato Pecci, pur nella sua legnosità, ha qualche sprazzo interpretativo che rende il suo personaggio sufficientemente ben delineato (lasciando stare il fatto che Pecci è comunque abbastanza decorativo anche quando si limita a fare da arredo). Il telefilm però ha avuto una sorte sventurata ancor prima di arrivare sugli schermi: dopo averne letto la trama, alcuni medici avevano fatto girare una petizione in internet per chiederne la sospensione, in quanto la fiction avrebbe danneggiato l’immagine dei medici ospedalieri e attaccato gratuitamente la sanità pubblica. Cretinate, ovviamente: sarebbe come a dire che Un Posto al Sole danneggia l’immagine dei Palazzi nobiliari di Posillipo.

filasorriso Crimini bianchi (e catodici)VADE RETRO, VEROSIMILE - Neppure la polemica, però, è servita a rilanciare gli ascolti, che sono comatosi, e per ragioni che nessuna inchiesta dei volonterosi camici-detective riesce ad individuare. Fatto sta che, preso atto della debacle, Canale 5 ha rifilato la serie ad Italia 1, che l’ha nascosta, per questa settimana, dietro al paravento di Gray’s Anatomy. Lo spostamento non lascia presagire nulla di buono per il futuro. Peccato, però. In fondo era il primo caso in cui una fiction italiana metteva in scena ospedali e medici che non paiono usciti dai cartoni animati di Disney. Ma forse anche questo è indicativo di come reagisce il nostro paese. Quando accende la tv, vuole la rassicurazione, e pretende quindi carabinieri sorridenti, poliziotti affabili, medici bonari e possibilmente dotati di nonni impiccioni come Lino Banfi. Di vedere un telefilm in cui si indaga sugli errori dei primari o sull’insipienza di dottorini che stano in reparto solo perché raccomandati non ne vuol sapere. E dagli torto: ne vede già a bizzeffe nella realtà.

4 commentistampa - fallo leggere