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Chi è Wolfgang Münchau

La campagna elettorale italiana è scandita dal Financial Times. Dopo gli anni in cui era The Economist a “guidare” la caccia a Berlusconi, ora il giornale della City è il responsabile dei graffi al ritratto di grande autorevolezza internazionale conquistata da Mario Monti. La colpa è di un giornalista tedesco che firma i suoi editoriali sull’eurozona, Wolfgang Münchau.

BOOM BOOM MÜNCHAU – A distanza di un mese, Wolfgang Münchau ha scritto due poderose bordate contro il presidente del Consiglio Mario Monti. L’autorevolezza del Financial Times, il quotidiano economico più influente del mondo, hanno resto queste critiche ancora più amare per l'”autorevole tecnico”. Prima l’editorialista del FT aveva definito l’apprezzamento per il governo Monti una pura “bolla mediatica”, domenica sera invece è arrivata la critica più dura, l’incapacità del “tecnico” di guidare il paese. La destra è impazzita di gioia, visto che finalmente anche gli avversari di Berlusconi subiscono i duri colpi della stampa straniera. Münchau è diventato in questi anni uno dei maggiori opinion leader  in merito all’eurocrisi sui media internazionali grazie alle sue posizioni anti austerità. Giornalista tedesco specializzato in economia, ha iniziato la sua carriera al prestigioso The Times, per poi passar e al Financial Times. Negli anni duemila tornò in Germania, dove diresse la versione tedesca del giornale della City, il Financial Times Deutschland, recentemente fallito. Da alcuni anni si è trasferito a Bruxelles, dove guida un sito  a pagamento di analisi sull’eurozona che contra tra i suoi clienti le più grandi imprese od organizzazione continentali. Da alcuni anni detta inoltre la “linea” del Financial Times sugli affari europei, scrivendo editoriali sia per la versione online che per il giornale cartaceo.  Münchau scrive inoltre commenti od articoli di approfondimenti per altre testate tedesche, tra le quali c’è anche Der Spiegel, dove cesellò un peana sarcastico sulla gioia del ritorno per il Cavaliere.

ANTI AUSTERITA’ – Wolfgang Münchau è stato negli anni duemila uno dei maggiori critici del modello renano, il capitalismo basato sull’economia sociale di mercato che ha plasmato lo sviluppo di Germania e Francia. I pilastri di questo modello, banche di dimensioni contenute, piccole e medie imprese e intervento solidaristico dello stato, erano criticate in modo aspro dal Financial Times Deutschland di Münchau, che scrisse un libro a metà degli anni duemila intitolato proprio “La fine dell’economia sociale di mercato”. La grande crisi finanziaria ha spostato però significativamente le sue posizioni, passate da ortodosso liberista pro capitalismo anglosassone a pulsioni keynesiane critiche nei confronti delle politiche di austerità. In questo la traiettoria del giornalista tedesco assomiglia molto alla “svolta” di Martin Wolf, il più autorevole editorialista economico del Financial Times. Dal foglio della City sono partite spesso critiche contro politiche che credono sia possibile risparmiare sui conti dello stato in un momento di strutturale debolezza della domanda aggregata. Secondo le tesi di Münchau come di Wolf, e ora si potrebbe pure dire di Fmi e Bankitalia, i tagli in questo momento hanno un pesante effetto prociclico, che aumentano la gravità della recessione.

CONTRO LA MERKEL – Le posizioni anti rigore assunte da ormai vari anni hanno spinto Münchau a criticare pesantemente Angela Merkel, la sacerdote europea dell’austerity. I rilievi critici del giornalista tedesco non si possono però racchiudere al centrodestra europeo, visto che ha accusato recentemente la socialdemocrazia tedesca della Spd di “bancarotta intellettuale” per la sua incapacità di proporre soluzioni alternative alla gestione dell’eurocrisi della Merkel. Dopo aver scatenato la prima polemica su Monti definendolo “una bolla mediatica, pochi giorni dopo su Der Spiegel Wolfgang Münchau esultò paradossalmente per il ritorno del Cavaliere. L’editorialista del FT sottolineava come finalmente un grande paese europeo avrebbe discusso su una linea politica alternativa all’austerità di Berlino e Francoforte. La risposta di Monti, solo piccata, evita però di affrontare il tema sollevata da Wolfgang Münchau, che rimane uno dei più brillanti commentatori del panorama mediatico europeo.