Prove tecniche di autodeterminazione del popolo catalano, dopo la bocciatura da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo di 14 articoli dello Statuto della regione.
Barcellona in fermento, e certamente non per la finale mondiale, anzi, tutto il contrario: alle ore 18 più di 1400 associazioni, sportive, sociali e politiche,
provenienti da tutta la regione e la quasi totalità dei partiti politici catalani manifesteranno nel centro della capitale catalana contro la decisione del Tribunale Costituzionale che nei giorni passati aveva bocciato ben 14 articoli, e ne aveva rivisti altri 28, dello Statuto della Catalogna. Questo documento, in discussione da ormai quattro anni, tra gli altri riportava tre fondamentali concetti, e cioè che la Catalogna è una nazione, che la lingua catalana, veicolo per far si che la regione autonoma si autodetermini in seno amministrativo e sociale, sostituisca definitivamente la lingua spagnola (il castillano) nell’amministrazione pubblica e nei mezzi di comnicazione e infine che il Pil catalano venga reinvestito per intero nella regione autonoma per il finanziamento delle opere pubbliche. Il Tribunale Costituzionale, bocciando questa visione secessionistica, ha di fatto affossato le mire secessionistiche della Catalogna, infliggendo all’autodeterminazione del popolo catalano una ferita dalla quale sarà difficile guarire.
LA RABBIA DEI CITTADINI CATALANI – Lo stato centrale spagnolo e i cittadini sono, secondo il Tribunale Costituzionale, “gli unici titolari riconosciuti della sovranità popolare, poichè la Costituzione non riconosce altra nazione che quella spagnola”. È questo il passaggio principale contro il quale la comunità indipendentista catalana manifesterà oggi pomeriggio. Si prevede una massiccia mobilitazione generale sia di cittadini che di forze politiche, nonostante il Partito Socialista Catalano (PSC), al momento una delle forze politiche più influenti nella regione autonoma, cerchi di freddare gli animi, timoroso di accrescere la tensione con il partito centrale. Nonostante questo, lo stesso PSC, che ha eletto il suo precedente segretario come attuale Presidente della Regione Catalana, l‘ERC (Sinistra Repubblicana Catalana) e il CiU (Convergenza e Unione), che ha amministrato il potere politico della regione per ben 23 anni, scalpitano e infuocano gli animi, richiamando alla marcia il maggior numero possibile di cittadini. Il Presidente della Catalogna, Josè Montilla Aguilera, ha definito la bocciatura dello statuto un vero e proprio attentato alla nazione catalana e alla dignità dei suoi cittadini, dichiarando che le motivazioni di questa sentenza, che sono state pubblicate ieri pomeriggio, “sono inaccetabili” e si dice certo che “invoglieranno i catalani a partecipare alla manifestazione”. In una intervista rilasciata qualche minuto fa a Onda Cero, radio di riferimento per la politica catalana, il manda
tario al potere Montilla ha inoltre aggiunto che questa sentenza non solo non risolve la questione catalana, ma creerà ulteriori problemi, a partire dall’unità spagnola stessa.
BREVI CENNI DI CATALANISMO – Dopo quasi cinquant’anni di repressione franchista, durante la quale parlare in catalano o mostrare effigi separatiste portava dritto dritto al reato di attentato dell’unità nazionale, i catalani, dopo la morte nel 1975 del dittatore spagnolo, trovarono nella riacquistata democrazia una speranza di potersi finalmente distaccare da uno stato, la Spagna, che hanno da sempre considerato come invasore. La Catalogna, a differenza della Padania, tanto per fare un esempio chiarificante, ha delle radici ben differenti dal resto della nazione iberica, con una cultura e una unità territoriale ben definita, e che quindi si sente nazione a tutti gli effetti. Dal 1975 ad oggi, la Catalogna ha sviluppato una forte propensione all’indipendenza e, a differenza dei bombaroli Paesi Baschi, ha sempre tentato la via politica al fine di raggiungere l’autodeterminazione territoriale. Ora si aprono scenari del tutto nuovi; se la manifestazione in programma nel pomeriggio avrà un forte seguito, lo stato centrale non potrà certo chiudere gli occhi e disinteressarsi della questione catalana, a richio di vedere salire il livello di tensione politica a livelli mai raggiunti da quasi un secolo, quando nei primi decenni del XX secolo, la Catalogna si trovò già ad affrontare la questione indipendenza, poi soffocata nel sangue dalla guerra civile e dalla sopressione della Repubblica Democratica. Staremo a vedere; sta di certo che questa situazione sembra sottovalutata da molti, soprattutto dalla Comunità Europea e dall’opinione pubblica internazionale, mentre quello che sta per accadere per le strade catalane rischia di incendiare gli animi verso una sollevazione popolare molto intensa, come mai era successo prima.









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Scusi… non parlo italiano.
Abbiamo perduto guerra il 1714, e independenza, diretti, universitá… 1716.
“La Catalogna, a differenza della Padania, tanto per fare un esempio chiarificante, ha delle radici ben differenti dal resto della nazione iberica, con una cultura e una unità territoriale ben definita, e che quindi si sente nazione a tutti gli effetti”
Falso. La Catalogna non è stato indipendente nelle ultimi 4 secoli. Il Veneto non era Italia 150 anni fa.
falso?
solo il veneto non è padania.
la catalunya è stata indipendente fino al XVII secolo. poi conquistata.
quindi non c’è nulla di falso, anzi.
Secolo XVIII
La Catalogna, come parte del regno d’Aragona, fa parte della Spagna dal xv secolo; il progressivo assorbimento della catalanità nella hispanidad data a quell’epoca, ma come si vede non è per nulla compiuto.
Il Veneto, come tutti i cosiddetti antichi stati italiani, era “altro” dall’Italia fino alle annessioni, avvenute tra 1860 e 1919. Certo la Padania come unica entità nazionale non esiste, ma come comunità di popoli con lingue affini, contrapposte alle neolatine peninsulari, esiste eccome! La lingua veneta, come le galloitaliche e le retoromanze, ha ben di più in comune con occitano e castigliano che con l’italiano/toscano.
Negare ogni dignità alle lingue locali e all’autogoverno fa solo il gioco di centralisti e cultori degli stati-nazione all’ottocentesca.
Allo stesso modo della Svizzera, la Padania può ben vivere come unione di comunità distinte: e questo sarebbe vero federalismo, altro che il regionalismo annacquato (alla spagnola) propostoci attualmente, in cui è lo stato centrale a decidere chi sia nazione e chi meriti l’autonomia!
Pige, potrei anche essere d’accordo con lei, ci mancherebbe, ma non capisco cosa c’entri il suo discorso in difesa della padania, che, ripeto, è un entità astratta e nulla più, con la catalunya.
io l’ho portata solo ad esempio per i molti lettori italiani che non hanno ben chiara di cosa sia la catalunya.
se vogliamo parlare di entità astratte, quella è l’Italia che mai nella sua storia (a parte gli ultimi 150 anni) è stata unita in un unico stato. La lombardia (per fare un esempio) è stata in modo alterno di Visconti, francesi, spagnoli, austriaci; in parte di Venezia (fino all’Adda è stata repubblica veneta per svariati secoli).
se l’Italia è nata, lo ha fatto per volere di una casta e non del popolo che dell’Italia continua a fregarsene. la famosa frase “fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” (ancora attualissima) la dice lunga su quanto gli “italiani” si sentissero tali.
il paragone tra Padania e catalogna non regge in quanto la Catalogna ha avuto un lungo periodo di indipendenza dalla Castiglia-Leon (gli aragonesi che sono stati in sicilia, erano catalani non spagnoli), terminato all’incirca sul finire del 1400 col matrimonio tra Isabella di Catiglia e Ferdinando d’Aragona.
per tirare le somme si può dire che:
-la Catalogna ha ragione a considerarsi un’entità diversa dalla Spagna
-la Padania no
-i singoli “stati” padani (che sò, il veneto, l’insubria, il piemonte, ecc) hanno diritto a non sentirsi italiani
-l’Italia non è mai esistita
[...] Vai a vedere articolo: Barcellona e la Catalogna sul piede di guerra contro la Spagna [...]
FREEDOM FOR CATALONIA.
Secondo Benedict Anderson una nazione e’ un “comunita’ immaginata” da degli individui che sentono di essere parte della stessa. Il concetto stesso di moderno stato nazionale e’ un’idea, un’astrazione, un sentimento (qualcuno paragona il nazionalismo a una “religione”) piu’ o meno condiviso da un gruppo di persone. Cina, Burundi, Italia, Belgio, Russia, Catalogna, Padania o X sono nazioni se i loro cittadini credono di essere una comunita’ nazionale.
Dunque, le radici, la cultura e l’”unita’ territoriale ben definita” sono aspetti secondari di fronte al mero fatto che un gruppo di persone condivida l’idea di essere una nazione.
[...] Barcellona e la Catalogna sul piede di guerra contro la Spagna Giornalettismo (Itàlia). [...]
Catalunya, prossimo stato in Europa!
Catalogna non appartiene alla Spagna.
Noi vogliamo l’indipendenza.
Viva Catalonia e forza Paesi Bassi!
La Spagna ci ha invaso nel 1714, ma non presenta! catalunya terra libera!
Scusate, il mio italiano non è ottimo e mi esprimerei meglio in inglese (ancora meglio in catalano, senz’altro)…:
Enough is enough. We’ve tried hard to explain Spaniards, always in peaceful and democratic terms, what we want, what we feel. They only want to dominate us, they insult us, they despise our identity and our language, catalan, most precious for us. We’re Spain’s last colony. ‘No taxation without representation’ was the leit-motiv for the USA to proclaim independence. Well, Spain only wants to squeeze our country, they only care for us to pay for them and to shut up. I don’t feel represented by Spanish laws or Courts at all or Spanish politicians or Spain’s national football team (which in fact everyone can see it’s Barça wearing a Spanish t-shirt for the occasion), I don’t feel represented by anything Spanish whatsoever. I don’t feel like arguing with Spaniards any more: I want independence for my country the sooner the better. I want a full-right membership for Catalonia in the EU, since we fulfill all the requirements for it. I want my country to participate officially in all international sporting events. I want my language to be officially recognized in all international institutions. I want my country’s national freedom back. Visca Catalunya lliure!!!!
You r not a country! Sois aolo unos fanaticos…hay mil en Europa de region con diferencia aun mas marcadas q la region cataluña y el resto de España. Os habeis llenado el cerebro de tonteria historicas! Vete a leer un poco de historia Europea por favor….a lo mejor en ingles porque claramente aquellos catalanes por el fascismo que teneis estan completamente personalizados. Sveglia catalanini!!!
Meritxell is totally right! Catalunya is a Nation as many others in Europe. The big stupid State like Italy, France and Spain have not reason to exist anymore. Italy is even more stupid than the others because of his idiot unitarian nationalism.
The distruction (political distruction) of these stupid big states is the best way to create a Europe of nations more respectful and pacific.
[...] Giornaletissimo:http://www.giornalettismo.com/archives/71941/barcellona-catalogna-piede-guerra/ [...]
[...] a la premsa internacional: 3cat24.cat ACN.cat IT 1, IT [...]
[...] Itàlia: Giornaletissimo [...]
Non sapevo che Giornalettismo avesse un seguito cosi grande nella penisola iberica? Comunque la mia insignificante opinione è che l’Europa non dovrebbe prendere sottogamba la situazione. E’ chiaro che l’Unione fa finta di nulla per un motivo molto semplice perchè non puo’ schierarsi contro uno dei suoi governi piu’ importanti inoltre prendere le difese della Catalunya sarebbe come dire ai Fiamminghi e Valloni, ai Baschi, agli Irlandesi del nord, ai Tedeschi del sud tirolo, che possono dichiarare l’indipendenza. Obbiettivamente sarebbe il caos non solo politico in tutta europa. Pero’ non si puo’ nemmeno pretendere che dove c’è un sentimento nazionale indipendentista storicamente forte di mettere la testa sotto la sabbia. Forse la Spagna avrebbe ottenuto una pacificazione se si fosse accettata l’idea di trasformare lo stato in una vera federazione magari di tipo Americano io credo che i Catalani e anche le altre minoranze spagnole avrebbero accettato una soluzione di questo tipo. Temo che finirà come in Belgio, forse peggio.
Faccio notare che al referendum per l’”Estatut” tenuto nel 2006 ha partecipato il 46% dei catalani, il 76% di questi partecipanti ha votato “SI” (a favore dell’”Estatut”).
Ovverosia solo circa il 35% dei catalani si è espresso a favore dell’”Estatut” (sarebbe poi da vedere quanti di questi sono a favore di una conflittualità così forte con lo stato centrale o per l’indipendenza tout court).
“Catalunya lluire” si, pero solo para quien vota como quiero yo. Auguri.
Forza Catalunya, diventate indipendenti e presto arriverà anche il Veneto!
La padania non esiste se non come entità astratta, alla stessa stregua dell’italia: stati senza nazione.
Noi Veneti abbiamo 1300 anni di storia come repubblica indipendente, fino al referendum truccato con cui i savoja ci hanno sottomesso.
Nessun rancore, nessun razzismo, ma noi siamo una nazione mentre l’italia non lo è e non lo sarà mai
http://www.pnveneto.org
[...] de molarghela co sto stato italico par paura, ignavia, ignoransa. I catalani in sto ultimo periodo (ki e ki) i fa le sciantixe e i’è instradà verso l’indipendensa. Nialtri inveze semo [...]
dan va a cia`pà i rat
era meglio in catalano…
[...] Giornaletissimo: http://www.giornalettismo.com/archives/71941/barcellona-catalogna-piede-guerra/ [...]
“La Catalogna, a differenza della Padania, tanto per fare un esempio chiarificante, ha delle radici ben differenti dal resto della nazione iberica, con una cultura e una unità territoriale ben definita, e che quindi si sente nazione a tutti gli effetti”
Ogni articolo che parla di questo argomento l’autore ci tiene a sottolineare che per la Padania tutto ciò non vale. Quindi oltre a mettere in evidenza un preconcetto ideologico dello scrivente, cosa non positiva per un giornalista, si ostina a non argomentare….dove sono ste differenze?? Se quei discorsi valgono per la Catalugna valgono a maggior ragione per il Veneto, la Lombardia, Il Piemonte che hanno una storia millenaria di indipendenza contro soli 150 anni di pseudo unità e che potrebbero benissimo costituire la Repubblica Federale Padana.