Pedofilia: la Chiesa cambia di nuovo politica sugli scandali?

07/07/2010 - Questa primavera, sembrava che il Vaticano fosse finalmente pronto ad affrontare le accuse di abusi sessuali a testa alta. Dopo le recenti incursioni della polizia in Belgio, però, la Santa Sede ha nuovamente stretto i ranghi e nel dibattito interno, i conservatori hanno

     
 

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Questa primavera, sembrava che il Vaticano fosse finalmente pronto ad affrontare le accuse di abusi sessuali a testa alta. Dopo le recenti incursioni della polizia in Belgio, però, la Santa Sede ha nuovamente stretto i ranghi e nel dibattito interno, i conservatori hanno ripreso il sopravvento.

Alle 10:00 da poco passate della mattina di giovedi, esattamente due settimane fa, Mechelen non era altro che una cittàdina provinciale nella parte fiamminga del Belgio, racconta lo Spiegel Una storia millenaria, perfettamente ristrutturata e patrimonio mondiale dell’Unesco, otto chiese, una cattedrale e soprattutto capitale della Provincia ecclesiastica cattolica del Belgio. Alle 10:15 la campana suonò alla porta del palazzo arcivescovile. Un giudice istruttore e 20 investigatori erano alla porta della residenza dell’arcivescovo André-Joseph Léonard. Era il 24 giugno e la Conferenza episcopale belga era stata convocata a Palazzo. Al punto 5 dell’ordine del giorno c’era un contenzioso: cosa fare dei vecchi archivi sui sacerdoti belgi che avevano abusato di bambini.

UN PRETE SPIA – Erano questi i documenti che avevano attirato l’interesse degli investigatori belgi. Le forze dell’ordine avevano ricevuto una soffiata da un prete in pensione che affermava di aver fornito per anni ai suoi superiori documenti segreti che provavano che i sacerdoti avevano molestato sessualmente minori. Finora, però, le sue informazioni non erano state accolte. Gli investigatori così avevano  voluto approfondire. Hanno sequestrato telefoni cellulari, agende e 55 computer. Poi hanno interrogato i sacerdoti fino a tarda sera. Prima che il raid terminasse le forze dell’ordine sono entrate in un altro edificio a poche centinaia di metri di distanza, dove hanno perquisito gli uffici del cardinale Godfried Danneels, che era stato il capo della comunità cattolica belga fino allo scorso gennaio. Danneels ha dovuto aprire il suo armadio, consegnare il suo laptop e il PC, e accompagnare gli investigatori alla cattedrale adiacente. Mentre una folla di curiosi era radunata fuori, agenti di polizia all’interno dell’edificio stavano sotto le volte gotiche e si preparavano per lavorare con maschere antipolvere e piedi di porco. Gli investigatori, infatti avevano indicato loro di perquisire le camere di sepoltura trasformate in nascondiglio per archivi segreti durante i lavori di restauro della cattedrale. Forati i sarcofagi di due arcivescovi, i poliziotti hanno inserito piccole telecamere, ma non hanno trovato traccia di nessun documento.

NIENTE PIU’ CLEMENZA - E’ difficile immaginare vescovi che occultano prove in tombe come se fossero cattivi saltati fuori da un bestseller di Dan Brown, scrive lo Spiegel, e se da una parte si è tentati di criticare gli investigatori per essere stati troppo zelanti, è anche vero che la Chiesa cattolica si è sempre  dimostrata estremamente riluttante a farsi avanti su casi di abusi sui bambini nel suo passato. Anche se il raid in Belgio è apparso inadeguato, è un altro indizio che lo scandalo della Chiesa cattolica non può più aspettarsi clemenza – né in Belgio, né negli Stati Uniti, dove una settimana fa la Corte Suprema ha stabilito che il Vaticano non gode di alcuna immunità nei casi di presunte molestie da parte dei sacerdoti. La sentenza significa che, in teoria, anche Papa Benedetto XVI potrebbe essere portato in tribunale. Il messaggio è chiaro: se la giustizia secolare non beneficia del sostegno necessario da parte della Chiesa cattolica, la stessa giustizia non è più intenzionata ad attendere pazientemente fuori dai cancelli.

STRINGERE I RANGHI! - Il Vaticano ha reagito proprio come aveva fatto al culmine della crisi a fine marzo - stringendo i ranghi. La Santa Sede ha fortemente criticato le autorità belghe e ha immediatamente convocato l’ambasciatore belga. Per mesi il Papa era stato impegnato a  commentare gli scandali  in Irlanda e in Germania. In aprile, ha incontrato le vittime a Malta e denunciato il nemico all’interno della Chiesa . All’inizio di giugno, ha chiesto perdono per i peccati dei suoi sacerdoti e ha promesso di fare tutto il possibile per evitare che tali abusi si verifichino di nuovo. Ma ora che gli investigatori laici hanno deciso di intervenire, ha condannato la circostanza del raid belga con “sorpresa e rammarico“. In un messaggio di solidarietà con i vescovi del Belgio, Benedetto XVI ha sostenuto di essere favorevole alla collaborazione con la giustizia laica, ma ha insistito sul diritto della Chiesa a condurre indagini interne. Il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, vede la profanazione delle tombe come “un atto brutale che colpisce proprio il cuore della Chiesa“. Il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone – il secondo uomo più potente del Vaticano – ha espresso indignazione per il fatto che è stato possibile tenere i vescovi venerandi per così tanto tempo senza cibo né acqua “come se fossero bambini“.”Neanche sotto il comunismo i funzionari della chiesa venivano trattati così male“.

E’ SEMPRE IL SOLITO VATICANO - Dopo un breve periodo di rimorso, è come se tutto fosse tornato come al solito in Vaticano. Poco sembra essere cambiato. Anche nel sesto anno del pontificato di Benedetto XVI, il Vaticano deve ancora fornire alle chiese nazionali una politica vincolante a livello mondiale per affrontare gli autori degli abusi. Non ha detto come, secondo il diritto della Chiesa, i sacerdoti abusanti devono essere segnalati e puniti, né in che modo la Chiesa cattolica collaborerà con sistemi di giustizia laica. Ci sono precedenti orientamenti, alcuni dei quali risalgono al 1920. Dal mese di aprile, sono stati pubblicati sulla homepage del Vaticano – ma sono solo raccomandazioni, non regole. Questo persistente rifiuto di fornire ai vescovi locali una maggiore libertà nel trattare casi di abusi, spiega in parte perché un sempre crescente numero di casi vengono alla luce, in Brasile e in Italia – e ora anche in Belgio, che coinvolgono i vescovi che tentano di risolvere i casi di abusi a modo loro, senza segnalarli al Vaticano o ai procuratori dello Stato.

PRENDERSI CURA DEL GREGGE - I funzionari della Chiesa in Belgio, sono stati molto più riservati nelle loro osservazioni sui raid della polizia, a quanto pare, e con buona ragione. Pochi giorni dopo il raid della polizia a Mechelen, una dozzina di uomini si erano riuniti sulla scalinata della cattedrale di Bruxelles. Dieci anni fa, il 25 gennaio 2000, insieme ad altri otto uomini avevano raccontato all”arcivescovo Danneels come erano stati abusati da preti belgi. Danneels li aveva allontanati. Egli non poteva sapere, come si giustificò a quel tempo, se stessero dicendo la verità o se era stata pura fantasia. Poi li esortò a tacere, perché le loro chiacchiere avrebbero danneggiato la Chiesa cattolica. In primo luogo l’Irlanda, poi gli Stati Uniti, Germania, Austria e Belgio ora – la mappa del mondo cattolico si sta rapidamente riempiendo con i paesi in cui nuovi casi di abusi continuano a venire a galla. E’ da tempo diventato un problema globale, ma il Vaticano, secondo Benedetto XVI, sta reagendo con il proprio ritmo. Il Papa considera questi episodi  come un modo per prendersi cura del suo popolo, anche se  ha peccato. 

LIBERALI VS. CONSERVATORI - Tutto ciò ha portato ad una lotta di potere tra le forze liberali e conservatrici in Vaticano. I conservatori vedono la politica di “tolleranza zero” dei vescovi degli Stati Uniti come un mezzo per limitare i diritti dei preti accusati. Al contrario, gli spiriti liberali spingono ad indagare rapidamente e adire le autorità secolari. Attualmente è come se  i conservatori avessero ripreso il sopravvento. Una settimana fa il  Cardinale viennese Christoph Schönborn si è recato a Roma. Schönborn è stato ad oggi il sostenitore più coraggioso delle  compensazioni sui casi di abuso. Schönborn è venuto a ricevere una nota di biasimo personale dal papa, perché aveva accusato un altro cardinale di ostruzionismo sulle indagini per molti anni. Solo al Papa è permesso rimproverare un cardinale  e nessun altro. Anche i vescovi tedeschi Robert Zollitsch e Reinhard Marx si sono presi la loro lavata di capo. Benedetto XVI li rimprovera di non aver difeso abbastanza  il loro vescovo Walter Mixa quando è finito sotto il fuoco delle accuse di violenza su bambini a lui affidati. Il Santo Padre ha mostrato chiaramente come trattare, nel vero spirito cristiano, quei fratelli che si sono allontanati dal gregge. Ha annunciato che, “dopo un periodo di guarigione e di riconciliazione“, il vescovo Mixa, come gli altri vescovi in pensione, dovrà essere nuovamente disponibile per impegni pastorali.

     
 

3 Commenti

  1. Comicomix scrive:

    Quando ci si occupa (solo) del potere e non si pensa (mai) alla cura delle anime – e si che ce ne sarebbe bisogno – si diventa Vaticano.

    E’ una cosa che va avanti da secoli, ma adesso sembra particolarmente odiosa. E meno male che se ne può ancora scrivere e leggere, perché se potessero metterebbero a tacere tutto.

    C.

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  3. Z scrive:

    Suggerirei di riportare i leoni al Colosseo e di trasferirci il Vaticano.
    Solo il martirio potrebbe restituire dignità a questi farabutti.

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