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I siti porno gay cancellati dal candidato di Monti Alessio De Giorgi

La notizia la dà la trasmissione La Zanzara di Radio 24, e riguarda Alessio De Giorgi, candidato nelle Liste Monti al centro delle polemiche da qualche giorno per via della sua omosessualità.

Ecco gli stamp dei siti citati:

OSCURAMENTO – Durante la trasmissione è stato infatti “denunciato” come il proprietario dei siti porno GAYSEX.IT, GAYTUBE.IT, NOWESCORT.COM e ME2.IT, in quanto sarebbe proprietario della GAY.IT SPA, società a capo dei suddetti siti. Effettivamente tutti i siti sono al momento non raggiungibili, e danno schermata bianca sin dal momento in cui sono stati citati in trasmissione, come si evince da Twitter, dove si ventila che siano stati “cancellati” dai proprietari appena trapelata la notizia. Effettivamente, però, sul sito gay.it viene riportato fra i partner del circuito anche me2.com, che ha lo stesso indirizzo dell’oscurato me2.it, di cui è redirect. Il whois dei siti oscurati è però censurato a sua volta.

Arriva dopo qualche minuto l’ammissione di Alessio De Giorgi a Dagospia:

Caro Dago,
ti scrivo per chiarire lo spiacevole flash che mi ha visto protagonista sul tuo sito alle 18.13 di oggi: poco dopo, durante la trasmissione La Zanzara, il conduttore ha citato quattro siti internet di cui è proprietaria la società di cui ero amministratore e rimango socio di minoranza, Gay.it srl, editrice dell’omonimo sito.

Tali siti internet sono: GAYSEX.IT, GAYTUBE.IT, NOWESCORT.COM, ME2.IT.
Il primo e il secondo erano vetrine di affiliazione con siti pornografici statunitensi, dove immagino che molti italiani abbiano trovato conforto della loro solitudine. Il terzo era un elenco di utenti della community me2.it che si autodefinivano “escort”: questa parola può sicuramente far drizzare le antenne ai campioni di moralismo e giustizialismo, ma c’è da precisare che su tali utenti la Gay.it non ha mai ottenuto alcun vantaggio economico, a differenza dei tanti quotidiani nazionali e non che ospitano annunci a pagamento dietro ai quali si celano evidentemente “professioniste dell’amore”.

Non si va quindi a prefigurare il reato di sfruttamento della prostituzione, questo sì previsto dal codice penale. Tutti e tre i siti sono stati oscurati poco fa per evitare che vengano utilizzati in questa campagna sessuofobica incentrata sulla figura del sottoscritto.

Il quarto sito, infine, me2.it, è una community di incontri tra persone maggiorenni e consenzienti, come possono essere ad esempio Badoo o Meetic. Il sito è online, come potrai ben vedere.

Visto che nè pornografia nè incontri tra persone costituiscono reato, trovo decisamente di cattivo gusto la campagna denigratoria e la sovraesposizione mediatica di cui sono vittima, che rischia di configurarsi come una vera e propria campagna sessuofobica di cui questo paese non ha sicuramente bisogno e di cui sicuramente tu non sei paladino.

E’ importante sottolineare che De Giorgi dice di essere azionista di minoranza e di essere stato amministratore della società a cui sono intestati i siti. Ma precisa anche che i siti non avevano scopo di lucro, nelle sezioni indicate come pornografiche od hot. In una parola, De Giorgi non ci guadagna(va?).