Il prossimo presidente della Polonia è Bronislaw Komorowski. Il ballottaggio ha premiato il candidato del partito del premier Tusk, mentre il gemello del presidente recentemente deceduto, Jaroslaw Kaczyński, non è riuscito nella rimonta miracolosa
La più particolare campagna elettorale della storia polacca si conclude con l’esito atteso. Il presidente della Dieta, e uomo di punta
di Piattaforma Civica, il partito che governa la Polonia del 2007, Bronislaw Komorowski vince il secondo turno con un margine molto risicato sul suo avversario. Un successo che rafforza il primo ministro Tusk in vista delle legislative del 2011, e che eviterà gli screzi istituzionali che hanno caratterizzato la coabitazione con Lech Kaczyński, che si sarebbero probabilmente ripetuti se avesse vinto il gemello Jaroslaw.
MIRACOLO NON RIUSCITO - Il primo turno delle presidenziali polacche aveva regalato molte speranza al fratello del presidente morto nel disastro aereo in Russia. Grazie ad una buona partecipazione, e al risveglio della Polonia rurale, Jaroslaw Kaczyński aveva battuto tutti i pronostici della vigilia. Una sicura, seppur onorevole, sconfitta si è trasformata in un solido secondo posto, a pochi punti percentuali di distacco dal grande favorito della vigilia. Komorowski era andato peggio rispetto a tutte le rilevazioni demoscopiche, riuscendo a superare di poco il 40%. La Polonia si era spaccata geograficamente in 2, con la parte orientale, confinante con Ucraina e Bielorussia, che è stata stravinta dall’antirusso Kaczyński. Le grandi città e la zona confinante con la Mitteleuropa si sono invece ritrovate sulle posizioni liberali del moderato Komorowski. Le due settimane di campagna elettorale per il secondo turno sono state caratterizzate dall’ascesa di Kaczyński, che ha toccato una profonda corda emotiva nel Paese. La fortissima commozione suscitata dalla tragedia di Smolensk, e il nuovo profilo unitario assunto dall’ex primo ministro di Giustizia e Ordine hanno fatto pensare ad un clamoroso successo, confermato dalle intenzioni di voto che rilevano un testa a testa tra i due candidati che si è puntualmente verificato anche nelle urne.
VITTORIA EUROPEA - Il successo di Komorowski è stato salutato con grande soddisfazione dal primo ministro Tusk, suo compagno di partito, ma i toni si sono mantenuti sobri. Il neo presidente ha parlato di una vittoria della democrazia polacca, e ha rimarcato di come la sua principale volontà sia non dividere la popolazione. Un’eco unitaria di una difficile, tragica campagna elettorale, segnata profondamente dal lutto e dallo sconvolgimento provocato dall’incidente che ha falciato i vertici della Polonia. I nuovi toni assunti da tutti i candidati non mascherano però alcune differenze. Komorowski, così come Tusk, è molto legato all’integrazione europea, e preferisce una moderazione della tradizionale diffidenza con la Russia. Temi che avevano provocato non pochi dissidi tra il primo ministro e l’allora presidente Kaczyński, perlopiù evitati durante la campagna per le presidenziali ma che sicuramente torneranno al centro dell’attenzione nelle prossime legislative, che si dovrebbero svolgere nell’autunno del 2011. Il ballottaggio è diventato equilibrato anche per la neutralità dei socialdemocratici, che avevano colto un sorprendete 14% al primo turno. Molti osservatori si aspettavano una convergenza della sinistra su Komorowski, ma l’appoggio non è arrivato, e il nuovo presidente ha dovuto combattere all’ultimo voto per arrivare al Palazzo presidenziale di Krakowskie Przedmieście.




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Tutto secondo copione.
Dopo l’annientamento di tutta la classe dirigente del precedente governo, in un misterioso ed inquietante incidente aereo, i più fidati personaggi cari ad america ed israele hanno preso il sopravvento in polonia. Poveri polacchi, oramai stanno entrando nel girone dei dannati europei!
perché, quelli prima erano antiamericani per caso? Ed erano amici degli islamici? Sicuro di ricordare bene?
Non ho mai detto che i precedenti dirigenti fossero antiamericani, o filo-islamici, ma che questi di adesso sono indiscutibilmente più “fidati” e addomesticabili.
Non scordiamoci che il ministero della salute polacco è stato uno dei pochissimi al mondo (assieme a quello norvegese o svedese, non ricordo bene in questo momento) che ha detto il suo inequivocabile NO alla ridicola campagna di vaccinazione anti influenzale, rivelatasi successivamente una madornale BUFALA, non esitando a mettersi contro la multinazionale chimico-farmaceutica.
Per non parlare dei grandi temi di politica internazionale, che non facevano della polonia un paese sicuramente “allineato”
ohibò, dunque:
l’eliminazione di kascinzky era un complotto giudaico americano.
la pandemia un complotto delle multinazionali
le elezioni polacche un complotto americano/giudaico/farmaceutico.
sono diabolici, dominano tutto, però si fanno sempre beccare… siamo governati da una cricca mondiale di cabarettisti oppure c’è in giro un pò troppa paranoia?
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Grazie al cielo la Polonia svolta in direzione dell’Europa e della modernità dopo la parentesi nera (in tutti i sensi) dei due gemelli a capo del governo e della presidenza.