3 luglio 2010
Il premier sbotta commentando il litigio tra il presidente della Camera e Sandro Bondi. E minaccia: “Ghe pensi mì”.
“Questo è pazzo”. Il virgolettato è del Riformista, il quale dice che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbe apostrofato così il presidente della Camera Gianfranco Fini dopo aver saputo del litigio tra il co-fondatore del PdL e Sandro Bondi, ministro berlusconiano della Cultura, durante una presentazione.
CONTRASTI INSANABILI? – Da qui è poi venuta l’uscita “ghe pensi mì”, riportata da tutti i telegiornali ieri sera, con la quale il premier ha fatto sapere di voler riprendere in mano le redini della coalizione e quelle dell’iniziativa politica, sfidando così l’opposizione di Fini. Che ieri ha detto che quello di Silvio è un governo “che ho sostenuto e spero di poter continuare a sostenere”, indicando significativamente nel distinguo tutti i problemi che attualmente circondano la coalizione di centrodestra. “Rompiamo con Fini, sulle intercettazioni siamo pronti a separarci”, dice Fabrizio Cicchitto, interpretando forse le volontà del presidente del Consiglio dopo il pranzo con i coordinatori del PdL al quale hanno presenziato anche Bondi e Verdini.
LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI – Il terreno di scontro, pare ormai ovvio a tutti, sarà la legge sulle intercettazioni che sta per arrivare alla Camera. Dopo lo stop di Napolitano e la risposta sprezzante di Ghedini alle parole del capo dello Stato, Berlusconi si giocherà tutto sulla vittoria a Montecitorio, da ottenere nonostante l’aperta opposizione di Fini e anche quei numeri che dicono che bastano 25 deputati per mettere in crisi il governo, e i fedelissimi di Fini sono molti di più. Secondo parlamentari vicini al presidente della Camera, la situazione sarebbe molto più fluida e per una serie di finiani che andrebbero allo scontro con il premier (Italo Bocchino) ce ne sarebbero anche altri pronti a mollare Gianfranco per ricevere un conquibus da Silvio. E poi c’è il nodo Brancher.
IL MINISTRO INUTILE – Il ministro finito recentemente nelle polemiche prima per una nomina senza deleghe e poi per il legittimo impedimento richiesto al tribunale di Milano per scampare al processo Antonveneta ha ormai una mozione di sfiducia che pende sulla testa; i numeri per abbatterlo in teoria non ci sarebbero, ma se i finiani facessero mancare il loro voto e l’Udc votasse con l’opposizione, potrebbe traballare. Ma Casini non sembra orientato a votare con l’Italia dei Valori, e questo potrebbe costituire l’ago della bilancia. In quel caso Brancher sarebbe salvo. E l’Udc pronta ad entrare nella maggioranza. Magari proprio al posto di Fini.



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FINI non e pazzo,al contrario lui e molto intelligente,con molto classe,sophie
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detto dal nano è credibile lui è principe dei pazzi
berlusconi e pazzo,non fini
Secondo me siete tutti pazzi, handicappati mentali, che vivete nel gigantesco “Manicomio Italia”. Grazie a DIO, potete essere liberati unicamente dalla mia persona, la sola mentalmente sana.
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Loro fanno i pazzi e gli italiani “PAGANO”, l’altro giorno hanno approvato la finanziaria e già sono rientrati un terzo dei debiti, ma come ci prendono per il C:::::: bene!!!! ma qando ci stuferemo?