Economia

What goes up must come down

10 ottobre 2008

I colpevoli, o meglio i pesci in barile della crisi finanziaria globale sono molto più distribuiti di quanto piaccia pensare. Dal manager con milioni di dollari di paracadute d’oro al precario che ha ottenuto il mutuo sapendo di non poter pagare le rate, dal gestore di fondi all’esperto dei “rating”. Ai politici di ogni colore, in tutti i sensi. Cerchiamo di capire cosa stia succedendo.

Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Può causare allergie, sonnolenza e dare assuefazione.

Nel mondo totalmente globalizzato della finanza dove i soldi si muovono istantaneamente nell’ubiquità della Rete, l’International Monetary Fund stima vaghino (o meglio, vagassero) circa 70 trillion dollars, vale a dire 70 milioni di milioni o settanta volte dieci alla dodicesima dollari. Questa è la enorme massa del “risparmio” mondiale  (per i tecnici, solo la parte “fixed-income securities”), custodita da una casta immacolata cresciuta a certezze e rigore – no non sono i Templari ma banchieri centrali, amministratori dei grandi fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani etc – che da sempre la investono nella sua gran parte seguendo criteri di assoluta sicurezza. Tale massa s’è accumulata nei secoli ma è raddoppiata negli ultimi otto anni – sono entrati in gioco i “risparmi” di Cina, India, Russia etc; per questo fatto e per motivi legati alle politiche monetarie di Greenspan (bassi interessi dei bond statunitensi) è sempre più difficile trovare spazi sufficientemente grandi, “sicuri” e con un minimo di rendimento per tutti ‘sti soldi.

COME E’ INIZIATA - Lasciamo per un attimo i mega-gestori a lambiccarsi il cervello e scendiamo in strada. Correva l’era felice pre 9/11 e pre-bolla Nasdaq; vuoi per sostenere il mercato immobiliare, vuoi con l’intento democratico di redistribuire un po’ della ricchezza generata in Borsa, l’Amministrazione Clinton spinge per l’erogazione di mutui molto agevolati alle famiglie americane a medio e basso reddito. Ottima scelta, ma il diavolo si nasconde nei dettagli: qualche genietto della finanza scova il modello adatto e mette in moto la soluzione finale (nel senso hitleriano del termine) deflagrata ora. La descriviamo con un esempio: John è un impiegato da 45mila dollari l’anno (32.000 euro lordi) con moglie e tre figli a carico; difficile pensare alla casa? Nessun problema: Paul, un broker che lavora con una banca locale, gli offre un mutuo ipotecario trentennale a tasso variabile, 100% del valore della casa dei suoi sogni da 500 mila dollari. This is America, si può fare.

LA MACCHINA PERFETTA - Ecco il trucco: la banca di Paul VENDE il mutuo a una società finanziaria di Wall Street ed esce di scena; questa impila il mutuo di John con altre MIGLIAIA di consimili flussi di rate trentennali garantite dai mattoni e crea un “mortgage backed security” (Mbs), prodotto vendibile “a fettine” (per azioni). Le Moody’s e le Standard&Poors che valutano la “qualità” dei titoli di credito, mica vanno a tracciare le solvibilità delle migliaia di John impilati assieme; elaborano statistiche basate sulle serie storiche dei pagamenti di mutui e su tale base ‘sta roba ottiene rating AAA: solida come banconote. E’ la soluzione perfetta per gli allupati gestori che avevamo lasciato in spasmodica attesa: l’Mbs ha un rendimento decente e quel che conta di più, ha la tripla A garantita Fitch. Le rispettate Banche d’investimento con 140 anni di storia come Lehman Bros. hanno allestito la macchina perfetta, assolutamente legale e regolata, che accomoda in un colpo solo le esigenze della finanza globale e quelleredistributive della politica social popolare. Dopo Clinton anche Bush sale a bordo e proclama l’obiettivo per la fine del suo mandato: un popolo di proprietari di case, manco fosse in Italia.

13 commenti a What goes up must come down

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  2. PIER PAOLO

    l’ inflazione sola ci puùò salvare ?

  3. marblestone

    Bell’articolo: finalmente ho capito pure io perchè l’economia è impazzita
    Ma una domanda banale: se fallisce una banca il mutuo si continua a pagare oppure tutti a gufare che cadono una dopo l’altra?

  4. Enrico

    Paghi sempre, non ti preoccupare :)

  5. Ma soprattutto dire in conferenza stampa ” comprate Eni ed Enel ( al di là delle altre fregnacce che ha detto ) non è turbativa di mercato ?

  6. Lkv

    Al limite potrebbe intervenire la Consob (almeno per sgridarlo o dirgli di evitare di spararle in futuro), ma non lo fara’ mai.

  7. abr

    @pier paolo: l’inflazione sarebbe un altro modo per “bruciare” i risparmi rimasti.

    @marblestone: Tnxs. Chi non paga perde casa: anche se la banca fallisce, un prete per l’estrema unzione e un curatore fallimentare non si nega mai a nessuno.

    @enrico: già, come sopra

    @tess: primo checcentra …oh sorry m’è mancato il riflesso condizionato: la colpa del crollo è tutta di Bush Blair e Berlusconi.

    Secondo, che un rappresentante statale dica “comprate azioni del parastato” mi pare più uno spot che turbativa. Non è come Profumo che dichiara: “Unicredit è solida”? E’ turbativa questa? C’mon …
    Non so trovare le parole per descrivere la livida ignoranza crassa e “travagliata” dei giornalai che hanno riportato ‘sta non notizia.
    Eppure ce ne sarebbero di cose criticabili dette dal Cav. al riguardo. Ma non le dico, gnè gnè … ;)

  8. questa si chiama coda di paglia. Non mi fare così superficiale, perché io non ho mai attribuito la colpa a Bush e figuriamoci a Berlusconi.
    Sto solo osservando in che modo il Premier ( maiuscolo così non ti picchi ) sta tentando di dare serenità al Paese.
    Se poi tu mi dici che va bene così.
    Non c’è da aggiungere altro.
    Passo e chiudo

  9. abr

    Perchè te la prendi se puntualizzo la differenza tra turbativa e propaganda?
    Persino nel post contesto il modo di “dar serenità” del puffone (in minuscolo così non ti picchi)ma non scivolando nel macchiettismo boccalone.
    Sbaglio o ‘sta rubrichetta “in partibus infidelium” porta indegnamente il nome Controcorrente? E allora perchè t’aspetti che ci si allinei al mainstream? Fossi (io) comunista, la chiamerei provocazione … ;)

  10. Se mi fosse bastato il macchiettismo non sarei venuta qui a fare la domanda.
    Quindi, poiché il mainstream sta gridando all’ eresia, e qui non ci si allinea ( al mainstream boccalone ) va bene l’ eresia ?
    Lo scopo della domanda era scoprire quanta morbidezza c’era. E ce n’è, nonostante il disallineamento eccetera eccetera

  11. abr

    Ah, allora se insisti sulla turbativa (..) e sei convinta prima come adesso, la tua era solo una (morbidissima) domanda retorica? Basta saperlo …

    Quanto all’allineamento col mainstream versus “eresia”, a parte che il paragone è sottilmente malposto, in ogni caso mi fa sovvenire la vecchia battuta: “la m..da è buona: cento milioni di miliardi di mosche non possono aver tutte torto!”.

  12. Non è retorica. Poi chiaro che io abbia un mio punto di vista sulla questione.E’ che mi piace ( se mi passi il termine pokeristico ) andare a vedere. Il paragone non è malposto, ma è solo sottile.E’ la domanda che è rimasta inevasa, checchè ne dicano le mosche.
    Può quello spot aiutare i Mercati ?

  13. abr

    Ok ho risposto a un’altra domanda allora e il mio “rilancio” non era un bluff – quello del Cav. non è stato turbativa, è mera propaganda al parastato: come dire comprate italiano.

    Quanto all’ultima questione, il mio post è un invito ad alzare lo sguardo. Racconto come i mercati siano dominati non certo dalla massa dei piccoli investitori soggetti al panico, bensì dai mega gestori.
    Purtroppo quelli lì non cambiano idea in preda al panico: temo abbiano perso una barca di soldi e preso decisioni strategiche per i prossimi due (qualcuno dice quindici) anni.

    Quindi bene il primo ministro abbia parlato, ma l’effetto è il sollievo momentaneo, la pomatina sul morso del mamba verde. I giochi sono globali.

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