L’Areva, parte di una delle due cordate in pole position per costruire le centrali nel nostro paese, insieme all’Ansaldo, pressata dal governo francese: provveda immediatamente al trattamento delle scorie in eccesso.
Due sono i gruppi che si sono già candidati a gestire la partita del nucleare italiano: Eni-Edf, e Areva-Ansaldo. Solo che uno dei due partner di questa seconda cordata sembra trovarsi in qualche difficoltà in Francia. Ne parla oggi le Monde, che riferisce dell’ultimatum dato al colosso dell’atomo dall’Agenzia Nucleare francese: sarà predisposto un calendario serrato affinchè vengano smaltiti al più presto i 25000 metri cubi di scorie nucleari mal conservati a la Hague, in Normandia, dove la società gestisce il più grande impianto di trattamento rifiuti tossici nucleari del mondo.
RITARDI - L’Asn (Autorità per la Sicurezza Nucleare, il garante dell’atomo francese), si dice “preoccupata” per i ritardi negli smaltimenti di scorie insistentemente perpetrati dalla società, e ha intenzione di imporre un “calendario vincolante per la ripresa dei trattamenti”. Le scorie incriminate, continua Le Monde, vengono dalla centrale Up2-400, attiva dal 1966 al 2003; ora, Areva ha sul groppone “10000 tonnellate” di scorie nucleari “mediamente radioattive ma a lunga scadenza” provenienti dall’impianto dismesso, compattate e imballate, e non sa che farci: alcune di esse, inoltre, sono stoccate in contenitori inadeguati, poichè in passato non era obbligatorio prendere precauzioni particolarmente stringenti. “Questi rifiuti sono controllati, siamo sicuri che non siano pericolosi”, fanno sapere dall’Asn, “ma non possiamo permettere che decadano, non abbiamo intenzione di far continuare questa situazione per i prossimi venti o trent’anni. Areva deve riportare rapidamente i rifiuti e le scorie entro i limiti consentiti”, anche perchè “è dal 1990 che ci dicono che avrebbero risolto entro il 1997, ma non è cambiato niente”.
GATTA DA PELARE - “Bella scoperta“, afferma Anne Lauvergeon, dirigente di Areva; “qui abbiamo un funzionario regionale dell’agenzia che ci dice quello che va e quello che non va. Stiamo cercando di risolvere la situazione“, dice. Ma, secondo le Monde, la soluzione definitiva prospettata, ovvero l’interramento sotto 500 metri di terreno vicino a Bure non potrà essere effettuata entro il 2025. Insomma ancora problemi per Areva, dopo che solo l’altroieri Standard & Poors aveva declassato la solvibilità del colosso nucleare, per i prolungati ritardi nella costruzione di un reattore nucleare in Finlandia; impianto per il quale la compagnia aveva annunciato la settimana scorsa una correzione della previsione di spesa per 400 milioni di Euro, nonostante i quattro anni di ritardo nella costruzione. Tutto questo mentre sulla scrivania di Nicolas Sarkozy arriva il dossier sulle nuove centrali nucleari da costruire in Francia, per venire incontro alle crescenti necessità energetiche.




Eppure, uno degli argomenti dei pro-nucleare è che “il problema delle scorie non è grave come vogliono far credere”…