Bossi, un Paese al servizio di Berlusconi

2 luglio 2010

Tra le norme del ddl sulle intercettazioni che la maggioranza di centrodestra sta facendo marciare in Parlamento come un rullo compressore mentre non fa nulla o quasi per la crescita economica, incurante anche dei richiami del capo dello Stato e del buonsenso, c’è pure l’estensione del lodo Alfano per Berlusconi. Si prevede cioè che la sospensione dei processi possa valere anche per quelli cominciati prima dell’assunzione della carica.

Umberto Bossi ha giustificato questa norma, che fa a pugni con qualsiasi principio giuridico e con l’idea stessa di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, con questa frase: “si tratta di una piccola cosa, e poi il presidente del Consiglio deve badare ad un Paese e qualcosa gli devi dare”.

E’ una bella opinione. Certo, una volta si diceva – forse con una punta di ipocrisia – che i politici erano “al servizio del Paese”. Adesso, evidentemente, è il contrario. Resta l’amarezza di vedere che per alcuni politici di oggi, quelli che dicono di saper interpretare meglio la volontà del nostro popolo, si può calpestare il principio della legge “uguale per tutti” con la “scusa” che “loro” – anzi, “Lui” – si danno tanto da fare per noi, porelli.

Quella espressa dal “Senatur” che tanto piace alle genti del nord, più che l’idea federale dello Stato è un’idea feudale dello Stato.

6 commenti a Bossi, un Paese al servizio di Berlusconi

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  2. Zeno

    Concordo su tutto, i politici non sono più al servizio della collettività e dello Stato, ma sta sempre più accadendo il contrario. Solo di una cosa non sono convinto “quella espressa dal “Senatur” che tanto piace alle genti del nord ecc.” Penso che molti leghisti, ed elettori di destra in generale, si stiano rendendo conto che diventa sempre più difficile sostenere il compromesso fra mantenere la propria dignità ed accettare i continui ricatti del ducetto.

    • “Penso che molti leghisti, ed elettori di destra in generale, si stiano rendendo conto che diventa sempre più difficile sostenere il compromesso fra mantenere la propria dignità ed accettare i continui ricatti del ducetto.”

      Io in cuor mio me lo auguro tanto. Bisognerebbe, allora, che cominciassero a far sentire forte la loro voce. IL silenzio non è assenso, ma può sembrarlo.

      Un caro saluto

      C.

  3. Spokkiaman

    mah… dove sono finiti i bei vecchi leghisti di una volta?

  4. G&G

    Non esiste più lo stato di diritto ma ora esiste lo stato di delinquenza!

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