Ma quale serpente? Cleopatra è morta per un cocktail di droghe
01/07/2010 - La regina d’Egitto si suicidò certo, ma a mettere fine ai suoi giorni non sarebbe stato il celebre morso di un aspide ma un micidiale cocktail a base d’oppio e cicuta. Una morte quasi da rockstar! Insieme al giovane faraone
La regina d’Egitto si suicidò certo, ma a mettere fine ai suoi giorni non sarebbe stato il celebre morso di un aspide ma un micidiale cocktail a base d’oppio e cicuta. Una morte quasi da rockstar!
Insieme al giovane faraone Tutankamen (o Tutankamòn) Cleopatra è probabilmente il sovrano dell’antico Egitto più conosciuto. Cleopatra, nome che in greco antico significa letteralmente “gloria del padre”, fu l’ultima regina dell’antico Egitto e l’ultimo membro della dinastia tolemaica. In realtà, Cleopatra, almeno quella passata alla storia per il suo tragico
amore con Antonio, fu solo la settima ed ultima regina del grande regno nordafricano a possedere quel nome. Inoltre, secondo gli storici, non fu mai di fatto l’unica sovrana dell’Egitto, avendo regnato insieme al padre, al fratello, al fratello-marito (l’incesto era ampiamente praticato a quei tempi) ed al figlio. Oggi, una ricerca condotta da un equipe di studiosi tedeschi smonta l’ultimo mito. La modalità del suo suicidio. Non fu il fatale morso di un aspide, una grossa vipera che vive sulle sponde del Nilo, così come racconta lo storico romano Plutarco nella sua “Vita di Antonio”, ma un mix di varie droghe, tra cui l’oppio e la cicuta, a portare alla morte la regina arcinota, peraltro, per la sua leggendaria bellezza.
RICERCA MADE IN GERMANY - Christoph Schaefer, storico tedesco e professore presso l’Università di Trier, ha presentato quella che ritiene la prova che scagiona definitivamente il povero aspide dall’infamante accusa di aver determinato col suo veleno, la morte della regina egiziana. Secondo lo studioso, quanto finora riportato dalla storiografia “ufficiale” e dalla leggenda va completamente rivisto. No, non fu il veleno iniettato dal fatale morso di un serpente, ma una miscela di droghe, all’epoca sembra ampiamente in voga, a causare il decesso della sovrana. “La regina Cleopatra era famosa per la sua bellezza – spiega Schaefer – è altamente improbabile che lei stessa si fosse sottoposta ad una morte lunga e devastante come quella dovuta al veleno di pericoloso serpente“. Schaefer, ha viaggiato con altri esperti tedeschi ad Alessandria d’Egitto, dove ha potuto consultare antichi testi medici e documenti relativi ai serpenti del Nilo. Al programma televisivo Science Adventure, trasmesso dal canale tedesco ZDF, il ricercatore ha sostenuto che: “Cleopatra, teneva molto al suo mito, già tramandato ai suoi tempi, della sua leggendaria bellezza. La morte per mezzo del veleno di un aspide, all’epoca già conosciuta – come ricorda lo stesso Plutarco – ha un effetto deturpante e reca atroci sofferenze. E’ improbabile che la stessa regina volesse morire in modo così tragico e doloroso“. Più probabile, invece, che abbia preso “un cocktail di oppio, cicuta e aconitum. All’epoca si trattava di una miscela molto nota, che avrebbe invece portato ad una morte indolore nel giro di poche ore, mentre la morte per mezzo del morso del serpente avrebbe procurato un’agonia di giorni, forse settimane e sarebbe stata molto straziante“.
UNA BELLEZZA, TRA GUERRA E POLITICA - Cleopatra regnò dal 51aC al 30 aC, ed è stata l’ultima persona a governare l’Egitto come un faraone egiziano. Dopo la sua morte, infatti, l’Egitto divenne una provincia romana. Era un alleato fondamentale dei romani, allora guidati da Giulio Cesare. La leggenda vuole che Cleopatra, temendo di essere vittima di un agguato da parte del fratello Tolomeo, si fece avvolgere da un suo fedele amico, Apollodoro Siciliano, in un grande tappeto legato con una cinghia. Apollodoro poi si presentò a Palazzo con il lungo involto sulle spalle, dicendo di dover consegnare un dono a Cesare che consegnò personalmente negli appartamenti del console. Qui al suo cospetto srotolò il tappeto e fu così che gli comparve davanti ai suoi occhi Cleopatra. La regina indossava gli abiti più sontuosi e succinti, i gioielli più pregiati. Parlandogli in latino, gli chiese protezione dal fratello. Le fonti narrano che l’effetto fu irresistibile e che i due divennero amanti quella notte stessa. Cesare organizzò il ritorno ufficiale della regina e la fece sposare con il fratello. I due – Cesare e Cleopatra – diventarono pure amanti, tanto che dalla loro unione “more uxorio” nacque un figlio, Tolomeo Cesare detto Cesarione. La loro relazione, in realtà, aveva per entrambi scopi politici: il dittatore romano doveva assicurarsi il controllo dell’Egitto, importante per le sue risorse finanziarie, mentre Cleopatra sperava con essa di ottenere per il suo regno una posizione di privilegio all’interno dell’impero romano.
ARRIVA ANTONIO, L’AMORE E LA MORTE - Nel 46 a.C. Cleopatra andò a Roma con il figlio appena nato e vi rimase fino alla morte di Cesare, nel 44 a.C. Nell’estate dello stesso anno morì Tolomeo XIV, il suo consorte “ufficiale”, forse avvelenato dalla stessa Cleopatra, che subito dopo designò Cesarione suo co-reggente, prendendo il nome di Tolomeo XV Cesare. Nel 42 a.C. Marco Antonio, uno dei triumviri assieme ad Ottaviano (poi Cesare Augusto) e Lepido che governavano Roma in seguito al vuoto di potere conseguente la morte di Cesare, chiese a Cleopatra di incontrarlo a Tarso per verificarne la lealtà. Antonio poi la seguì ad Alessandria, dove rimase fino all’anno successivo. Nacque tra loro un grande amore, così come tramandano storia e leggenda. Dalla loro unione, nacquero due gemelli Cleopatra Selene ed Alessandro Helios. Quattro anni dopo, nel 37 a.C., mentre era in viaggio per la guerra contro i Parti, Antonio incontrò Cleopatra ad Antiochia, dove si sposarono, anche se il triumviro era legato ad Ottavia, sorella di Ottaviano. Poco dopo nacque un altro figlio, Tolomeo Filadelfo. Ottavia, nel frattempo, fu rimandata a Roma. Dopo la conquista dell’Armenia, nel 34 a.C., condotta da Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi celebrarono il trionfo ad Alessandria. La politica di Cleopatra ed Antonio, tesa a dominare tutto l’Oriente, favorì la reazione di Ottaviano, che accusò la regina di minare il predominio di Roma e convinse i Romani a dichiarare guerra all’Egitto. Nel 31 a.C. le forze navali romane si scontrarono con quelle di Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio. Visto che la battaglia era persa la regina riparò ad Alessandria con parte della flotta, seguita da Antonio. Dopo la vittoria Ottaviano invase l’Egitto e, nonostante una breve resistenza delle truppe di Antonio e Cleopatra, entrò ad Alessandria. Nel 30 a.C., Antonio si suicidò – per la notizia, poi rivelatasi falsa, della morte della sua amata regina. Cleopatra, almeno per la storiografia ufficiale, successivamente si uccise facendosi mordere da una “vipera aspis”, ossia un aspide. La ricerca tedesca, come detto, mette in discussione proprio le modalità questo triste e tragico finale.













Ripeto: Stai ancora qua? Oltre che cialtrona non sei capace nemmeno di tenere fede alla parola data? Impiega il tuo tempo in qualche attività più distensiva. Ne guadagnerà pure il tuo aspetto. Ne sono certo.
Leggile bene queste parole, perché le troverai dietro ogni tuo commento in qualsiasi articolo verrà pubblicato su questo sito. Qualsiasi. Saranno la tua sign.
“Di noioso ci sei solo tu e le tue turbe. Stai a dire che te ne vai, che ti censurano e poi torni sempre qua. Ma un minimo (un minimo!) di dignità ce l’hai ancora?
Fossi in te, visto che in molti conosciamo la tua vera identità, mi andrei a nascondere di corsa”.
salve,
in relazione a chi parla di censura e di bavaglio (ahahah), ricordiamo il significato delle parole:
- qui i commenti di chi continua a rompere il cazzo con discorsi inutili ed offese nei confronti dei partecipanti al sito non sono più graditi, ergo sono nella cartella di spam; questo significa che vengono tutti riportati nella suddetta cartella, prima o poi o presto o tardi
- censurare qualcuno significa limitare la sua libertà di espressione, ed è una azione che svolgono i governi e le autorità di polizia; nessuno vieta alla signorina che dice di essere stata censurata di crearsi uno spazio web per dire la sua. Ergo, non c’è nessuna censura; semplicemente, si usano le tecniche di WordPress per liberarci di persone sgradite
that’s all, folks.
Alessà, noi eravamo quelli che due anni fa si facevano grosse pippe mentali sul segare o non segare i commenti del Giamba e di altri disturbatori ben più molesti, per paura di non limitare la libertà di espressione di alcuno. Ora tu liquidi così Cordapazza, una commentatrice storica che ci segue ed interviene su giornalettismo da quando questo era solo un blog sfigato su splinder, contribuendo a creare un bel gruppo di persone (delle quali, guarda un po’, tante sono più o meno sparite).
Quanto scrivi è un mirror climbing da manuale, condito dal solito burocratese non richiesto perché è vero che non è censura, è solo un modo di fare assai scadente. Te ne scuserai con l’interessata, mi auguro.
Ah, mi sentivo in dovere di intervenire perché il signor Salvato si riteneva autorizzato a continuare ad insultare Cordapazza anche sulla mia bacheca Facebook interpretando pro domo sua un link da me postato che nulla aveva a che fare con la vicenda (della quale ero all’oscuro), creandomi un certo imbarazzo seguito dal fastidio dovuto al fatto che da lui certi comportamenti non me li aspettavo.
Salùt.
Francé, la storia è la storia. La cronaca è che Cordapazza da una decina di interventi a questa parte, dopo mesi di silenzio in questo blog, sta intervenendo solo per dire ‘dolcezza’ si traduce ‘dolcezza’, prima con Teresa e da qualche giorno con Pietro. Nell’occasione precedente faceva persino notare che l’errore nella traduzione era la prova del declino del mondo (leggili tutti, poi mi dici se non ho ragione). Le ho fatto notare che doveva farsela finita, anche perché non era da lei fare così: devi sapere che Cordapazza per due anni e mezzo ha rotto i coglioni a Loska e a me nei panni di un personaggio chiamato Annelisa, dicendo cose orribilmente divertenti nei suoi e nei miei confronti, con deliri di onnipotenza divertentissimi all’epoca del blog su splinder. In quei panni è andata in giro a farne di ogni, assumendo una falsa identità e spacciandosi per questa tizia; noi ci siamo divertiti un sacco perché l’abbiamo scoperta quasi subito grazie a un bug di splinder che permetteva di vedere con che mail si erano iscritti i nick (e lei aveva usato la mail del marito). Nonostante questo ed altri comportamenti al limite del ricovero coatto, noi abbiamo sempre lasciato perdere. Dopodiché, quando si insulta anche chi fa notare che deve smetterla (sempre in questi commenti) e si continua indefessi a parlare nonostante l’idea di farla finita, per me è il momento di finire nell’antispam. Fosse anche mia madre, ci andrebbe comunque.
Ora, spero che tu capisca che leggermi o guardarmi 85 commenti con qualcuno che dice che ‘dolcezza’ si traduce ‘dolcezza’, in un articolo che parla d’altro, e, già che ci siamo, leggere anche riferimenti veramente da poveraccia a parenti infermi dell’autore è qualcosa che non è accettabile, né qui né altrove. Specialmente se poi la malata mentale in questione continua ad urlare addirittura alla censura, che è una cosa che, come spiegavo nel commento accusato di free climbing, non sta né in cielo né in terra. Sono certo che qualcuno tra questi retroscena non li conoscessi, e sono altrettanto sicuro che adesso il giudizio sull’immonda scena che vede la malata mentale in questione come protagonista sarà più chiaro e specifico. Bye
Molto divertente, ma dimentichi che so ancora fare ricerche sul sito, ricerche che mi consentono di scoprire che “intervenendo solo per dire ‘dolcezza’ si traduce ‘dolcezza’” non è affatto vero, è invece vero che è intervenuta nel merito del contenuto di un articolo e le si è risposto in malo modo continuando sulla mia bacheca alludendo a “un’isterica che non la dà da tanto tempo” (e io non capivo). Bonjour finesse.
Forse qui si insinua che io non sia in grado di seguire e comprendere una discussione in lingua italiana, ma faccio finta che si ischerza.
Oddio, fammi leggere cosa diceva di così terribile ‘sta Annelisa, che google fa fatica a ravanare tra queste anticaglie e quello che trova non mi pare granché compromettente. Vista la precisione con la quale hai ricostruito gli avvenimenti di questi ultimi giorni, figurarsi
) e preciso che qui non cancello più un commento ad alcuno da un pezzo. (che magari uno pensa…)
Anche perché solitamente persone normali tengono le persone “da ricovero coatto” a debita distanza invece di diventarci amici amicici e accoglierle nella famigghia… poi spiegami perché finché troll e fake fanno parte del branco sono senz’altro divertenterrimi e geniali, ma quando non ci stanno più diventano immediatamente dei malati mentali da linciare. Fosse la prima volta, nevvero? No, non è la prima volta. Ah, la coerenza… ma voi andate pure avanti eh, io chiaramente mi dissocio con ancora più motivata convinzione (e grazie per le ottime motivazioni aggiunte
“Molto divertente, ma dimentichi che so ancora fare ricerche sul sito, ricerche che mi consentono di scoprire che “intervenendo solo per dire ‘dolcezza’ si traduce ‘dolcezza’” non è affatto vero, ”
Francesco, quei commenti a cui tu ti riferisci non sono stati messi nell’antispam. Non è che tu stia scoprendo un retroscena, da come sembra che hai scritto, del quale ti si voleva tenere all’oscuro. Ti ho solo dato un giudizio su come è successo e qual è la mia opinione sulla faccenda.
“è invece vero che è intervenuta nel merito del contenuto di un articolo e le si è risposto in malo modo continuando sulla mia bacheca alludendo a “un’isterica che non la dà da tanto tempo” (e io non capivo). Bonjour finesse”"
Anche qui, di sicuro non ti riferisci a me, visto che ‘ste cose non le ho scritte io (né lo sapevo, né me ne frega). Essendo Facebook fuori della mia giurisdizione, spero anche che tu non me ne voglia fare una colpa.
“Forse qui si insinua che io non sia in grado di seguire e comprendere una discussione in lingua italiana, ma faccio finta che si ischerza”
Forse invece qui si afferma che tu non conoscessi i retroscena della questione che mi permetteva di apostrofare e aggettivare come ritengo giusto di fare. Se invece li conoscevi, non c’è mica problema. De Gustibus.
“Oddio, fammi leggere cosa diceva di così terribile ‘sta Annelisa, che google fa fatica a ravanare tra queste anticaglie e quello che trova non mi pare granché compromettente”
La maggior parte è rimasta nel blog ormai privato di splinder, nei messaggi privati, e nei dialoghi dei forum privati. Dovrai fidarti della mia parola, o di quella di chi vuoi. Francamente, a me importa poco.
“Vista la precisione con la quale hai ricostruito gli avvenimenti di questi ultimi giorni, figurarsi
”
Mi pare invece di essere stato insolitamente preciso, specialmente per quanto me ne frega
“Anche perché solitamente persone normali tengono le persone “da ricovero coatto” a debita distanza invece di diventarci amici amicici e accoglierle nella famigghia… poi spiegami perché finché troll e fake fanno parte del branco sono senz’altro divertenterrimi e geniali, ma quando non ci stanno più diventano immediatamente dei malati mentali da linciare. “Fosse la prima volta, nevvero? No, non è la prima volta. Ah, la coerenza…”
Le persone normali pensano che ci siano persone che ogni tanto esagerano, ma alla fine si sopportano visto il bene che gli vuoi e che ti vogliono. Poi, quando succede che cominciano a secernere bile come se fosse acqua di fonte, a quel punto pensano: ma chi me lo fa fare? Quando la misura diventa colma, ci si comporta di conseguenza. E’ quando lo diventa è un altro giudizio soggettivo e personale, sul quale si può dire ‘de gustibus’. Oppure immaginare un complotto. Non c’è mica problema, eh? Ognuno fa del proprio tempo libero quello che vuole.
“ma voi andate pure avanti eh, io chiaramente mi dissocio con ancora più motivata convinzione (e grazie per le ottime motivazioni aggiunte
) e preciso che qui non cancello più un commento ad alcuno da un pezzo. (che magari uno pensa…)”
Non c’è mica problema se non sei d’accordo. Rimane che i commenti indesiderati, in questo sito, vanno nell’antispam. Ognuno è padrone in casa propria. Come in tutta internet.
Ahaha XD
Già, i commenti stanno lì, e chiunque può constatare che Cordapazza non è apparsa all’improvviso dal nulla dopo mesi per riversare bile su questo o quello scrivendo cose che non hanno attinenza alcuna con gli articoli, come scrivi tu. Ha riportato critiche abbastanza circostanziate che sono state accolte in modo molto scortese da un simpatico coro.
Il resto è la tua parola contro la sua, ma in genere alle ricostruzioni basate sul contenuto di archivi-che-pperò-nessuno-può-vedere tendo a dare scarsa rilevanza, sapendo benissimo a quali vette di fantasia il pettegolezzo internettiano possa arrivare
Beh, certo. Ognuno è anche padrone di prodursi in cadute di stile monumentali, a casa propria come in tutta internet.
“Già, i commenti stanno lì, e chiunque può constatare che Cordapazza non è apparsa all’improvviso dal nulla dopo mesi per riversare bile su questo o quello scrivendo cose che non hanno attinenza alcuna con gli articoli, come scrivi tu”
Falso. Cordapazza ha cominciato questa scenetta qualche giorno fa discutendo dell’errore del coming out che era già stato corretto, e dicendo che quell’errore era prova circostanziale del declino dell’Italia. Rimbeccata, ha continuato. Qualche giorno prima aveva fatto la stessa identica cosa con Teresa, e sempre a proposito di un errore già fatto notare.
“Ha riportato critiche abbastanza circostanziate che sono state accolte in modo molto scortese da un simpatico coro”
Anche questo è falso. Cordapazza ha cominciato a litigare con Pietro, spalleggiata da Ipazia. MT le ha detto di smetterla; lei ha continuato ed è stata messa nell’antispam. Allora ha deciso di mandarmi un sms delirante parlando di bavaglio (di domenica, alle 8 di sera: ma ce l’avete una vita, una famiglia, un cazzo di merdosissimo cane da accudire?), e io le ho ricordato che cosa significa censura, e perché certa gente non si merita il bavaglio, ma al massimo un bavaglino. Non è, come tenta lei di far credere, tutti contro una. Ma semplicemente una che cagava il cazzo a tutti.
“Il resto è la tua parola contro la sua, ma in genere alle ricostruzioni basate sul contenuto di archivi-che-pperò-nessuno-può-vedere tendo a dare scarsa rilevanza, sapendo benissimo a quali vette di fantasia il pettegolezzo internettiano possa arrivare”
E qui ne avrei da rispondere (specialmente sui pettegolezzi e sugli infelici che li fanno nonché sui due di picche che prendono nonostante i suddetti pettegolezzi), ma siccome non è cosa – e rispetto le persone in stato mentale alterato, visto che sono malate e dovrebbero curarsi – preferisco sorriderne. Vorrà dire che la prossima volta posterò persino i video
“Beh, certo. Ognuno è anche padrone di prodursi in cadute di stile monumentali, a casa propria come in tutta internet”
Padronissimo di pensare quello che vuoi della vicenda. Sull’epocalità dei fatti, io ci andrei più cauto. E anche sul giudizio che viene dato sui fatti e sulle persone, all’interno come all’esterno. Il tempo, si sa, è sempre galantuomo.
Gesù, che cosa orribile.
Poi c’era gente che interveniva, laddove non c’era litigio, parlando di delirio con un’interpretazione assai personale. E poi c’era anche gente che giorni dopo ammetteva di avere il dente avvelenato per eventi risalenti al dopoguerra e, guarda un po’, era la stessa persona. Ah ok, capito tutto, alzo le mani e mi allontano lentamente
e invece leggo frasi ora addirittura prive di un soggetto identificabile, quindi useless
(ahò, e per fortuna che non ho lasciato video miei in giro XD )
“Gesù, che cosa orribile”
Gesù, che idiozia da malati più che altro.
“Poi c’era gente che interveniva, laddove non c’era litigio”
litigio che invece c’era, da giorni e giorni, come scritto sopra: Cordapazza ha cominciato questa scenetta qualche giorno fa discutendo dell’errore del coming out che era già stato corretto, e dicendo che quell’errore era prova circostanziale del declino dell’Italia. Rimbeccata, ha continuato. Qualche giorno prima aveva fatto la stessa identica cosa con Teresa, e sempre a proposito di un errore già fatto notare.
“parlando di delirio con un’interpretazione assai personale”
parlando di delirio a ragion veduta, visto che una che continua a smaciullare per giorni è preda di delirio.
“E poi c’era anche gente che giorni dopo ammetteva di avere il dente avvelenato per eventi risalenti al dopoguerra e, guarda un po’, era la stessa persona”
Nessuno ha ammesso alcunché: si è scritto tutt’altro: Le persone normali pensano che ci siano persone che ogni tanto esagerano, ma alla fine si sopportano visto il bene che gli vuoi e che ti vogliono. Poi, quando succede che cominciano a secernere bile come se fosse acqua di fonte, a quel punto pensano: ma chi me lo fa fare? Quando la misura diventa colma, ci si comporta di conseguenza. E’ quando lo diventa è un altro giudizio soggettivo e personale, sul quale si può dire ‘de gustibus’. Oppure immaginare un complotto. Non c’è mica problema, eh? Ognuno fa del proprio tempo libero quello che vuole.
“e invece leggo frasi ora addirittura prive di un soggetto identificabile, quindi useless”
Ma tranquillo che chi deve capire capisce. E qualcuno ne ride pure
Peccato che sia al momento in viaggio, avrebbe potuto continuare a far notare altri gustosi sfondoni in questi giorni.
Il tempo è galantuomo (senza neanche farsi attendere troppo), quant’è vero!
(rido moltissimo XD)
Sai, si dice: solo chi fa sbaglia. Chi non sa, insegna. Poi potrei anche richiamare la corte e i cortigiani, e insieme i vermilingui, ma è più divertente così
Ripeto: Stai ancora qua? Oltre che cialtrona non se capace nemmeno di tenere fede alla parola data? Impiega il tuo tempo in qualche attività più distensiva. Ne guadagnerà pure il tuo aspetto. Ne sono certo.
Di noioso ci sei solo tu e le tue turbe. Stai a dire che te ne vai, che ti censurano e poi torni sempre qua. Ma un minimo (un minimo!) di dignità ce l’hai ancora?
Fossi in te, visto che in molti conosciamo la tua vera identità, mi andrei a nascondere di corsa.