Christian Wulff è il nuovo presidente della Repubblica tedesca, ma il candidato della Cdu-Csu e dei liberali vince solo al terzo turno. Una batosta politica per la cancelliera, mentre la sinistra tedesca si divide ancora tra Spd, Verdi e la Linke
Il decimo presidente della Repubblica federale tedesca è Christian Wulff. Dopo un’appassionante elezione, molto più lunga ed incerta del previsto, l’ex ministro presidente della Bassa Sassonia si è imposto sul suo sfidante Joachim Gauck. Alla terza votazione Wulff ha ricevuto 625 voti, contri i 494 di Gauck, votato dalla Spd, dai Verdi e da alcuni esponenti di liste minori. La Linke ha ritirato la
sua candidata al terzo turno, ma la delegazione del partito post comunista ha deciso di non convergere i suoi voti sul candidato del campo progressista.
SCONFITTA PER MERKEL - Il campo borghese, composto da liberali e cristiano democratici, aveva una netta maggioranza nell’Assemblea federale, composta da membri del parlamento e da delegazioni delle assemblee regionali. Solo al terzo turno, quando era necessaria la maggioranza relativa e non quella assoluta, Wulff è stato eletto. Un esito imprevisto, determinato probabilmente dalla grossa insoddisfazione che regna nella maggioranza al governo a Berlino. Un voto anti Merkel, che ha reso l’elezione molto incerta e inconsueta. Nelle 14 assemblee federali che hanno eletto il Capo dello Stato tedesco, solo 2 volte prima di oggi si era arrivati alla terza votazione. Un segno clamoroso dell’insoddisfazione che regna tra i giallo-neri, precipitati nei sondaggi e ora netta minoranza demoscopica. La cancelliera Merkel ha così subito un’altra pessima giornata, che arriva dopo la sconfitta nel più popoloso Bundesland del Paese, la Nordreno-Westfalia, e le clamorose dimissioni del presidente Köhler.
SINISTRA SPACCATA - Spd e Verdi avevano trovato un ottimo candidato per mettere in difficoltà la maggioranza. Joachim Gauck, un pastore protestante diventato simbolo della lotta contro la negazione dei diritti civili nella DDR. Gauck, oratore di grande fascino, aveva avuto grande successo nell’opinionepubblica, ed è riuscito ad ottenere più voti di quanti erano a disposizione di socialdemocratici ed ecologisti. La Linke, però, ha deciso di non votarlo al terzo turno per le sue posizioni troppo conservatrici. Gauck è un liberale di sinistra, con un passato nella Alleanza 90, formazione moderata/progressista della Germania dell’Est poi confluita nei Verdi. Il presidente della Spd, Sigmar Gabriel, aveva chiesto un segnale al partito erede della Sed, il voto per un uomo che aveva combattuto contro la dittatura comunista. La Linke ha però preferito astenersi, rinfacciando ai socialdemocratici e agli ecologisti la divisione del campo progressista. Teoricamente, se i 124 della Linke fossero andati a Gauck al primo turno, il centrosinistra tedesco avrebbe eletto il proprio candidato. Un calcolo astratto, che però segna un’altra spaccatura profonda tra le forze progressiste del Paese.
SCENARIO INCERTO - Se il presidente della Repubblica si fosse chiamato Joachim Gauck, Angela Merkel starebbe già preparando le valigie. Ciò non è successo, ma la famosa fortuna della Cancelliera sembra essersi esaurita. La sua maggioranza non esiste più al Bundesrat, la Camera delle Regioni, ma anche in Parlamento i giallo-neri appaiono aver esaurito la loro esperienza, dopo solo 9 mesi di governo comune. La Spd dovrà ora chiarire il suo futuro a breve. Nei sondaggi l’alleanza tra verdi e socialdemocratici appare competitiva per il governo del Paese come non succedeva da 5 anni, e questa appare al momento l’unica strada. La Linke, dopo aver subito interrotto le trattative per un nuovo governo in Nordreno-Westfalia, ha ora certificato l’impossibilità di un’intesa con le altre forze progressiste.









“la sinistra tedesca si divide ancora tra Spd, Verdi e la Linke”
Vero, segnalo però che secondo i sondaggi SPD e Verdi non hanno bisogno della Linke per ottenere la maggioranza e vincere, in eventuali nuove elezioni.
http://ulivo...
Presidenziali in Germania: vince Wulff. Ma per la Merkel è una sconfitta Christian Wulff è il nuovo presidente della Repubblica tedesca, ma il candidato della Cdu-Csu e dei liberali vince solo al terzo turno. Una batosta politica per…
Avreste dovuto vedere la faccia della Merkel all’annuncio dei voti ricevuti da Wulff nei due primi turni: impagabile! Si è fatta la fama di donna dura e decisa, ma in realtà si è sempre limitata ad aspettare che passasse la bufera senza fare niente o quasi. Le è andata bene per un po’, poi quando si è trattato di prendere decisioni rapide e di grande peso, come nel caso del pacchetto di misure per la Grecia, quella tattica temporeggiatrice che tutti consideravano la sua forza si è rivelata il suo limite maggiore e le ha attirato molte critiche da tutti i fronti. La scelta di un burocrate grigio come Wulff è stata la goccia finale per i suoi colleghi di partito che dopo una vittoria netta alle ultime elezioni vedono con preoccupazione il partito sprofondare nei sondaggi (mai, comunque, quanto i liberali, che ormai sono considerati un partito clientelare per milionari). La SPD e i Verdi hanno preso due piccioni con una fava candidando Gauck: hanno messo in risalto il grigiore di Wulff facendolo passare come il classico candidato messo lì dalla “casta” in barba alla volontà popolare (se ci fossero state elezioni dirette Gauck avrebbe vinto col 60/70 per cento, dicevano i vari sondaggi) e hanno mostrato che la Linke non è capace di liberarsi dai fantasmi del passato. Certo, se si fossero accordati prima con la Linke su un candidato diverso avrebbero anche potuto farlo eleggere, ma tutti si aspettavano che Wulff ce la facesse al primo turno, visto che la coalizione disponeva di 644 voti contro i 623 necessari per la maggioranza assoluta.
[...] qualche giorno di ritardo riprendo l’articolo di Andrea Mollica sull’elezione di Christian Wulff alla Presidenza della Repubblica tedesca. [...]