Economia

CdM: Tremonti, “Noi unico paese senza finanza locale”

30 giugno 2010

Terminato il Consiglio dei Ministri, il ministro dell’Economia e quello per le riforme, Umberto Bossi, presentano la relazione sul federalismo. E rassicurano: “Si svilupperà in ogni caso sotto il vincolo assoluto della solidarietà, come prescritto dagli articoli 2 e 119 della Costituzione”

Il Senatur, definito a fine conferenza stampa da Giulio Tremonti il ministro competente per il Federalismo“, parla di “Finanza derivante dalla tassazione degli immobili completamente ai comuni“. Ed indica un secondo passo da compiere: “Dopo il federalismo demaniale, quello municipale“. Spiega la relazione il ministro dell’Economia. Dice Tremonti: “Abbiamo approvato in consiglio dei ministri la relazione sul federalismo che indica il quadro generale sulla riforma chiesto dalla legge delega. C’è la ricostruzione storica dagli anni ’70 del sistema di ricostruzione del sistema di distribuzione delle risorse“. “E’ come un albero storto“, dice lamentandosi per il ritardo col quale il paese affronta il problema della distribuzione delle entrate fiscali.

GLI ULTIMI DECENNI ANTI-FEDERALI – Tremonti ripercorre la storia degli ultimi decenni criticando le scelte degli anni ’70 fino alla Bassanini di 13 anni fa: “La riforma Visentini e i decreti Stammati e l’applicazione del compromesso storico si fondano sulla centralità del parlamento. Solo il parlamento decideva come tassare. Solo il parlamento decideva di finanza pubblica. Non c’è nessun paese europeo privo di finanza locale. L’Italia era più federale ai tempi del fascismo. Quei provvedimenti degli anni ’70 portano tutto a Roma. C’è una finanza di trasferimento. Poi nel ’97 c’è la legge Bassanini. Alcune competenze vengono decentrate ma dal punto di vista amministrativo. Nel 2008 arriva il federalismo fiscale“.

BASTA AI BANCOMAT! – Il titolare del dicastero di via XX settembre parla di sistema di inerzia nei fondi destinati al Mezzogiorno in tempi di bassa crescita: “Inaccettabile che più soldi vadano a concentrarsi per la incapacità e la immoralità del governo (delle regioni inefficienti, nda)“. Poi attacca i falsi invalidi: “Sono il 5% della popolazione, la spesa è schizzata a 16 miliardi“. E dice no alle inefficienze e ai soldi facili: “L’iva non è un bancomat. Non è un bancomat nemmeno un sistema basato sui costi storici come avviene nella sanità. Fondamentale passare dal sistema dei costi standard ad un sistema di standard, di fabbisogni definiti in termini oggettivi. Non penalizzando nessuno. Lo standard dev’essere costituito in base alle regioni dove la sanità funziona meglio“. Altra anomalia – aggiunge – sono i contributi statali. E rassicura tutti: “Il federalismo non può costare più di quello che il sistema che c’è già costa. All’opposto, il federalismo fiscale è l’unico modo che abbiamo per razionalizzare e controllare in modo efficace una parte vasta della finanza pubblica italiana“.

4 commenti a CdM: Tremonti, “Noi unico paese senza finanza locale”

  1. Hanno detto una tale sequenza di bugie e di falsità sulla situazione del federalismo da rendere impossibile commentarli. A partire dal fatto che hanno totalmente ignorato la riforma del DLgs 56/2000, unico – sino ad ora – provvedimento di federalismo fiscale varato in ITalia (quello che ha soppresso una marea di trasferimenti statali alle regioni sostituendoli con Irap, Addizionale Irpef regionale e Compartecipazione regionale all’Iva). Solo in un paese di ignoranti come il nostro dei cialtroni come questi possono dire cazzate così grandi e non essere spernacchiati

    Ciao!!!

    Carlo

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