Silvio contro i giudici: “Condannano Dell’Utri e assolvono Tartaglia”

30/06/2010 - Secondo il premier le sentenze di ieri sono un’assurdità: “Magistratura giacobina”. E c’è la paura che siano in preparazione nuove inchieste contro il governo. “Assolvono Tartaglia, uno che ha provato ad ammazzarmi, e condannano Marcello solo per aver conosciuto 30

     
 

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Secondo il premier le sentenze di ieri sono un’assurdità: “Magistratura giacobina”. E c’è la paura che siano in preparazione nuove inchieste contro il governo.

Assolvono Tartaglia, uno che ha provato ad ammazzarmi, e condannano Marcello solo per aver conosciuto 30 anni fa delle persone che poi si sarebbero scoperte vicine alla mafia. Questa è la magistratura giacobina che ci ritroviamo“. Nella ricostruzione di Repubblica, queste sono le parole di commento che Silvio Berlusconi ha riservato alla doppia notizia che lo riguarda uscita dai tribunali di ieri: l’assoluzione per essere incapace di intendere e di volere della persona che l’ha colpito a Milano con un souvenir del Duomo, e la condanna di Dell’Utri a sette anni di carcere.

BERLUSCONI DIXIT - Qualcuno che assicura di averci parlato descrive un Berlusconi «molto preoccupato» per quella che ritieneessere «l’ennesima sentenza politica» di una magistratura ostile al governo. Non a caso, la sera prima, si era premurato di rispolverare – a beneficio del gotha degli imprenditori italiani in Brasile - quella definizione di «metastasi» per i pm «politicizzati» che è ormai diventato un evergreen per il Cavaliere. D’Altronde, la notizia della condanna dell’amico Marcello non è stata una sorpresa per Berlusconi, che da tempo pensava che ci fosse un pregiudizio negativo dei giudici nei confronti del co-fondatore di Forza Italia, per tanto tempo amministratore delegato di Publitalia, la concessionaria di pubblicità di Mediaset. E a poco è valsa l’assoluzione nel merito per quanto riguarda i fatti successivi al 1992, ovvero quelli che reggevano l’accusa più infamante nei confronti del senatore (e quindi del premier): ovvero di essere stati tramite dell’ingresso della mafia in politica.

IL COMPLOTTO DELLA MAGISTRATURA – Ma la preoccupazione più grande per il Cavaliere adesso è un’altra. Ovvero, che dopo i casi Scajola e Brancher, la condanna di Dell’Utri sia soltanto un tassello di una grande strategia per farlo fuori ancora una volta dalla politica. Le inchieste sull’eolico in Sardegna che riguardano il coordinatore del Popolo delle Libertà Denis Verdini, quelle sul G8 che chiamano pesantemente in causa Guido Bertolaso, e in più i fascicoli d’indagine a Firenze e Caltanissetta: Berlusconi comincia a pensare che il tutto faccia parte di una strategia precisa e ben delineata, pensata per colpire lui indirettamente e provocare tali e tanti sconquassi da far cadere il governo. Ma il Cavaliere si tira su con i sondaggi: “Il 63% di popolarità in Italia, l’indice più alto tra tutti i leader europei, e 74 anni portati davvero bene” sono le due cose che lo caratterizzano, come ha detto a San Paolo agli imprenditori riuniti al Forum italo-brasiliano assieme al presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva. Il presidente del Consiglio ha ammesso tuttavia che Lula gode di indici di gradimento ancora più alti dei suoi e lo ha esortato, tra quattro anni, a ripresentarsi alle elezioni: «Tra quattro anni – ha detto il Cavaliere a Lula – avrai ancora solo 66 anni e potrai di nuovo impegnarti per altri otto anni per il bene del Brasile, arrivando all’età di 74 anni, quanti ne ho io, e devo dire che me li porto abbastanza bene».

     
 

7 Commenti

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  2. giovanni righi scrive:

    FATELO RICOVERARE

  3. Danx scrive:

    Ma se un giudice ha un figlio che sta nel PDL, o almeno così dicono, di che cavolo si lamenta?
    Certo..solo dopo si è scoperto che gli amiconi di Macciello fossero mafiosi, intanto per 30 anni gli ha “lavato” i soldi sporchi.
    E ringrazia che han deciso che fu amico dei mafiosi, miracolosamente, solo fino al 1992!!!

  4. bepi scrive:

    era da aspettarla da una intelligentia tanto forte come quella del capo degli indagati

  5. franco scrive:

    Dice bene Berlusconi,doveva essere condannato Tartaglia perchè a sbagliato la mira

  6. mauri scrive:

    Dei suoi due complici almeno Tartaglia non ha ucciso nessuno, chiedetevi chi ha chiuso la bocca a Falcone e Borsellino! L’altro, quello che in sicilia al contrario del silvio, nessuno si permette di chiamarlo senza l’appellativo “don” e marcello sacerdote non é!

  7. INeuropa scrive:

    Dal portale Indymedia
    http://piemonte.indymedia.org/article/12185

    Silvio Berlusconi incapace di intendere e volere

    Scoop colossale. Meno di un anno fa il Premier è stato reputato “socialmente pericoloso”, “schizofrenico” e totalmente incapace “di intendere e volere”. Ecco il perché.

    Silvio Berlusconi dopo la crisi con Veronica ha intrecciato una relazione sentimentale con il Rag. Spinelli al quale presta una montagna di soldi (non ha preso quattrini solo Lele Mora). Dopo la rottura va fuori di testa e và in crisi. Lo rivela un documento riservato.

    In un pronto soccorso di Pistoia, Silvio Berlusconi và in escandescenze. Il nosocomio trasmette gli atti alla Procura competente ed il Magistrato incaricato ordina una perizia psichiatrica sul Primo Ministro. Esito: “delirio monotematico, strutturato e sistematizzato inseribile in un probabile quadro di schizofrenia paranoide”

    Berlusconi è anche ricoverato in day hospital con Codice ROSSO (che ironia). Ma quel che è più incredibile che le toghe rosse politicizzate di sinistra approfittano dell’occasione per sottoporre il premier all’iter umiliante della perizia mentale. Com’è possibile vi chiederete voi (soprattutto com’è possibile che gli organi d’informazione non ne abbiano avuto/dato notizia).

    Tutto accade meno d’un anno fa. Silvio Berlusconi è in visita (non ufficiale) a Pisa con il ministro Bondi per inauguare e dare il via ai lavori di consolidamento della torre. Mentre sta transitando con la sua scorta in prossimità di P.zza dei Miracoli un contestatore pisano (cattocomunista) gli sferra un colpo al volto con una miniatura della statuetta della Torre di Pisa, sfiorandolo all’avambraccio e provocando lievi contusioni alla mano destra. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Pisa vien messo in lista d’attesa con codice giallo (date la provvisoria prognosi non urgente). Berlusconi s’incazza. Non vuole fare la fila. Vuole passare avanti a tutti i costi. Il personale paramedico gli fa gentilmente presente che vi son gravi casi ed urgenti prima di lui, e che nonostante il suo status, non è possibile agevolarlo facendo favoritismi. Berlusconi manda letteralmente affanculo il personale ed il direttore sanitario (colà intervenuti dato in trambusto nel frattempo creatosi). Un agente della scorta avverte il Premier di non insistere e che ha già provveduto a chiamare l’elicottero. In un battibaleno posso essere sul piazzale dell’ospedale di Pistoia, dove il primario non è un bolscevico e ove sarà possibile ricevere cure immediate.

    Meno di mezz’ora dopo il Presidente del Consiglio fa scalo sulla terrazza del pronto soccorso dell’Ospedale di Pescia (Pistoia) e mette subito piede nella sala medicazione. Vien immediatamente assegnato il codice rosso. Nel frattempo però a Pescia ricevono comunicazioni da Pisa sul casino combinato dall’entourage del Premier Berlusconi. Sfiga vuole che il massimo dirigente dell’Ospadale di Pescia sia anche un ex allievo del direttore del nosocomio di Pisa (ospedale dal quale è arrivato Berlusconi). All’istante viene stoppata la visita d’urgenza. Silvio Berlusconi vien messo in lista d’attesa. Il Premier non ci sta. Sbotta e inveisce contro i sanitari. Impreca contro tutto e tutti ordinando agli agenti della scorta di chiamare il Prefetto ed il Questore per far scoppiare un casino. Và letteralmente fuori di cotenna, sproloquia inveendo contro medici, giudici, magistrati, dicendo che tutti – magistrati e medici – son d’accordo per farlo fuori (in seguito diramerà paranoici messaggi video dove afferma ciò anche su Youtube). Telefona seduta stante anche all’Avv. Niccolò Ghedini minacciando testè denunce e querele contro tutta la Toscana. L’exploit però non sortisce l’effetto desiderato. I referti dell’Ospedale (che trovate qui riprodotti integralmente ed allegati pdf) recitano implacabilmente (e testualmente):

    “accede al Pronto Soccorso accompagnato dalle Forze dell’Ordine tutti in agitazione psicomotoria. Paziente vigile, orientato, disforico, e agitato ma comunque accessibile e disponibile al colloquio… sembra che ci siano stati altri analoghi episodi e che il paziente abbia in corso da anni svariate azioni legali di cui riferisce durante il colloquio … emergono aspetti del pensiero caratterizzati da … rivendicatività. Significative alterazioni dell’asse timico… nega pregressa patologia psichiatrica … abusa di sostanze. Dopo lungo colloquio accetta di eseguire ECG ma non esami ematochimici. Si somministra Valium e Talofen. Al momento di assumere la terapia il paziente rifiuta. Si consiglia osservazione in SPDC che il paziente rifiuta. Sussistono gli estremi per un trattamento sanitario obbligatorio poiché al momento il paziente non è lucido, tranquillo e adeguato sul piano comportamentale. Si consiglia visita di controllo domani presso CSM di Montecatini che il paziente non accetta…”

    Berlusconi verrà visitato e dimesso, ma l’incidente (o gli incidenti) non finiranno quì. Dai due presidi sanitari parte un dettagliato esposto/denuncia (che finisce dritto dritto alla Procura della Repubblica) dove vengono descritte analiticamente le escandescenze del Premier. Il direttore sanitario dell’Ospedale segnala – tra l’altro – che il premier avrebbe anche fatto uso di sostanze. Il Procuratore Capo incarica il Magistrato di turno di predisporre subito una richiesta di perizia personale sulle facoltà mentali del visitando (e che visita specialista). Una visita Psichiatrica in piena regola.

    L’incarico peritale viene conferito per competenza dal Tribunale di Pistoia al Dr. Giovanni Casalesi, specialista in psichiatria-psicoterapeuta, iscritto all’Ordine dei Medici di Empoli (con studio in Firenze, P.zza Veronico Lario, 69).

    In quesito peritale è il seguente:

    “dica il perito esaminati gli atti acquisiti… effettuata la visita sulla persona di Berlusconi se il periziando presenti disturbo o patologia psichica di che tipo e gravità, ed in particolare se questi possano determinare un comportamento improntato a sentimenti di persecutorietà autoriferita e più specificatamente possano determinare o aver determinato al momento dei fatti per cui è processo atti conseguenti ad una produzione delirante, che escluda o riduca la capacità di intendere e volere … inoltre in caso di accertata infermità mentale dica il perito se l’imputato è socialmente pericoloso…”.

    Risponde ai questi lo specialista fiorentino:

    “Il 7/10/2010 il Sig. Silvio Berlusconi non si è presentato alla visita peritale, questa perizia viene eseguita prevalentemente su materiale accluso agli atti giudiziari… il panorama è quello di un angosciante tourbillon di denunce, querele, scritti autografi, rivendicazioni … come se fosse una furia rivendicativa… gran parte del pensiero sembra dominato da contenuti monotematici, incentrati sull’autoriferimento, sulla persecutorietà, sulla rivendicatività. S’intuisce che l’ideazione è avvolta dal fumus persecutionis e fortemente improntata da emozioni profonde di collera ed aggressività o d’intensa frustrazione. Emergono spesso sentimenti d’onnipotenza attraverso i quali controlla il “persecutore” o i “persecutori” …A questo proposito è interessante notare come durante l’udienza di affidamento dell’incarico di consulenza , nella quale interrompeva continuamente i giudici e avvocati e sollevava una miriade di eccezioni, invitato ad un certo punto a moderare i toni, li ha ancor più elevatie al momento nel quale il giudice l’ha invitato ad allontanarsi, facendo poi intervenire le forze dell’ordine per allontanarlo dall’aula, lui ha pronunciato all’indirizzo del giudice la seguente frase (spinto dall’onnipotenza) … ‘LA DICHIARO IN ARRESTO”… Il livello di agitazione comportamentale e l’aggressività verbale sono notevoli, specialmente quando viene contraddetto. Tende spesso a sostituirsi alle figure di giudizio mostando difficoltà ad aderire al contesto di realtà. La decontestualizzazione lo spinge a fare affermazioni paradossali quando s’attribuisce poteri che non gli competono, e lo fa di frequente. Dalle carte processuali si evince che è convinto di un complotto nel quale sarebbero implicati un numero enorme di magistrati ed avvocati. Chi entra in contatto con lui per via delle questioni legali o ad esse connesse, finisce inevitabilmente inglobato nel ‘complotto’ mafioso-massonico… Mette in atto una sorta di sfida a vincere tutti e trae una sorta di esaltazione a ‘tenere in pugno’ i giudici, gli avvocati ecc. e chiunque inerisca alle sue vicende a vario titolo. La sfida diventa spesso minacciosa e aggressiva. In sintesi possiamo formulare la seguente diagnosi psicopatologica: delirio querulomane (di rivendicazion-querela) monotematico, strutturato e sistematizzato inseribile in un probabile quadro di schizofrenia paranoie. Il delirio è diventato nel tempo tenace, rigido, si è ingigantito anche a causa dell’assenza di contenimento farmacologico e sanitario del qaule, come si sa, non ha usufruito né usufruisce. Si è così arricchito di contenuti onnipotenti. Tutto ciò oltrechè dare luogo ai comportamenti di disturbo sociopatico ha costituito per lui una fonte di angoscia profonda… Viste le ripetute sollecitazioni e il perdurare della sintomatologia, se non il peggiorare della stessa nel corso degli anni, tale quadro avrebbe meritato un contenimento ed un aiuto sanitario. Per risparmiare anche a lui infelicità e sofferenze in più. Nella mia carriera, sia nel servizio pubblico che nella professione privata, non ho mai visto un delirio querulomanico così complesso e strutturato. Spesso alla base dello sviluppo di tali forme c’è un dolore esistenziale subito… L’evento scatenante risale a molti anni fa, più di venti a quanto ho capito, ma forse molti di più… Mi riferisco al complesso caso giudiziario del Rag. Spinelli. Una relazione affettiva finita e per giunta con ingenti somme prestate (un miliardo, mezzo miliardo di lire..) delle quali non ha più visto la restituzione … Ritengo che per quanto detto sopra e soprattutto per l’impotenza del sistema delirante che informa in modo costante e insistente il pensiero del soggetto, sia da ritenere incapace di intendere e volere al momento dei fatti a lui contestati. E che lo sia in maniera totale… La capacità del soggetto di recare danno è notevole … L’impegno in termini di contenimento di tali atti è notevole e spesso infruttuoso per la propensione all’esaltazione onnipotente del soggetto che non cede mai e persegue con accanimento i suoi intenti di rivendicatività minacciosa… ritengo che sussistano elementi obiettivi per una sua pericolosità sociale… ”.

    Toh quì la soluzione. Silvio non è più perseguibile.

    Quindi niente più processi.

    Doc. pdf.: “Perizia_Psichiatrica_Silvio_Berlusconi”
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/apr2011/perizia_psichiatrica_silvio_berlusconi.pdf

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