Pedofilia: preti e religiosi in America verranno processati. Strano!
28/06/2010 - Niente immunità per la Santa Sede nei casi di abusi sessuali. La Suprema Corte non ostacolerà i casi di processo al Vaticano. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non accogliere il ricorso a fermare l’azione legale presentato
Niente immunità per la Santa Sede nei casi di abusi sessuali. La Suprema Corte non ostacolerà i casi di processo al Vaticano.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non accogliere il ricorso a fermare l’azione legale presentato dal Vaticano nel merito del caso del reverendo Andrew Ronan. La Santa Sede è accusato di aver ripetutamente trasferito il prete irlandese da città a città nonostante
ripetuti casi di molestie sessuali su minori. L’appello alla Corte era stato presentato invocando il diritto all’immunità che spetta agli Stati sovrani: questo diritto, su cui si era espressa favorevolmente l’amministrazione Obama, era stato respinto nel corso di vari gradi di giudizio e in ultimo dalla Corte d’Appello di Sacramento. nel frattempo, il prete al centro del caso, Andrew Ronan, è morto. L’azione legale considera perciò il Vaticano corresponsabile dei suoi abusi avendolo trasferito dall’Irlanda a Chicago e poi a Portland nonostante fosse a conoscenza delle accuse contro di lui.
INTERROGATORI SOTTO GIURAMENTO - Un caso esemplare, secondo l’agenzia AFP che apre la strada ai sacerdoti negli Stati Uniti per affrontare eventuali processi per pedofilia. Consentire ad una Corte d’Appello federale di pronunciarsi, significa che i funzionari del Vaticano compreso Papa Benedetto XVI, in teoria potrebbero subire interrogatori sotto giuramento correlatI alla lunga sequela di casi di abusi sessuali su minori. La Corte suprema ha effettivamente confermato la decisione di un giudice d’Appello di revocare l’immunità del Vaticano, nel caso del presunto prete pedofilo, nello stato nord-occidentale di Oregon.
I DIPENDENTI DEL VATICANO - Il caso Oregon, che era stato presentato nel 2002, non affronta direttamente le questioni sollevate in un processo separato in Kentucky relativo al fatto che i vescovi degli Stati Uniti sono anche dipendenti della Santa Sede. Negli ultimi mesi, gli scandali di pedofilia su larga scala hanno scosso la Chiesa cattolica romana in un certo numero di paesi, tra cui Austria, Belgio, Irlanda, negli Stati Uniti e nella stessa patria di Benedetto XVI.Esponenti religiosi sono stati accusati di proteggere i preti coinvolti, spostandoli in altre parrocchie – dove spesso continuavano ad abusare delle vittime – invece di consegnarli alle autorità civili per il procedimento penale. Il Papa stesso, il quale ha affrontato le accuse di aver coperto lo scandalo, ha ripetutamente affermato che sacerdoti e religiosi colpevoli di abusi sui bambini devono rispondere dei loro crimini nei tribunali.
C’E’ UN GIUDICE IN OREGON - Le normative sull’ immunità sovrana ammettono che uno Stato sovrano – come il Vaticano – è generalmente immune da tali processi. Ma tribunali federali di grado inferiore hanno stabilito che in questo caso ci potrebbe essere una deroga al Foreign Sovereign Immunity Act che potrebbe coinvolgere il Vaticano. Un giudice dell’Oregon infatti, ha stabilito c’erano abbastanza collegamenti tra il Vaticano e Ronan per poter essere considerato a tutti gli effetti un dipendente del Vaticano in base al diritto dell’ Oregon e la sentenza è stata accolta dal 9 ° US Circuit Court of Appeals di Sacramento.”Ringraziamo i giudici per il coraggio con cui hanno lasciato che l’azione legale vada avanti. Finalmente c’è una possibilità di giustizia, c’è la possibilità di chiudere le ferite“.”L’azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti che finalmente avranno una chance di avere giustizia“. Lo ha detto Jeff Anderson, l’avvocato che accusa il Vaticano nel caso ‘Anonimo contro Santa Sede’ di cui oggi la Corte Suprema ha accettato l’esame.L’avvocato del Vaticano, Jeffrey Lena, avrebbe preferito risolvere la questione a livello della Corte Suprema, “ma la decisione di oggi non significa che eravamo in errore nella interpretazione della legge. Lena ha ricordato che su questo punto l’amministrazione Obama aveva dato ragione alla Santa Sede.I giudici di Washington hanno valutato che il caso non meritava di essere esaminato al loro livello per ora“.













Bel articolo, molto chiaro e deciso però mi chiedo dove siano le decine di commenti che richiamano la castrazione chimica per i pedofili e i loro complici? tutti a messa?
Chissà dov’è finito il famoso “pugno duro” di certi politici.
Finalmente cade un altro tabù, secondo il quale il Vaticano fosse intoccabile e godesse dell’immunità degli stati sovrani. L’avvocato Shea, difensore degli abusati negli USA, ha vinto la sua battaglia contro la cosiddetta Santa Sede. L’avvocato di Houston Shea, difensore delle vittime della pedofilia “religiosa” a Galveston, ha portato nel 2005 la questione davanti al tribunale della Corte distrettuale di Harris County (Texas), aprendo un procedimento a carico di Joseph Ratzinger. Costui è indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”. Ratzinger [eletto papa il 19 aprile del 2005] sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condoleezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. Ma Shea concluse già 5 anni fa: riconoscere il Vaticano come uno Stato violerebbe la Costituzione Statunitense, in particolare la “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose.
Insomma tutte le confessioni religiose sono uguali di fronte alla legge. L’Italia, da questo punto di vista è un paese illegale ed incostituzionale.
Adesso, Benedetto XVI può essere portato in tribunale. Staremo a vedere.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni), giugno, 2010.
517 pagine, 130 immagini, € 25
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