Il presidente della Repubblica sconfessa la richiesta del neoministro di avvalersi della legge che sospende i procedimenti giudiziari a carico di esponenti dell’esecutivo: “non c’è nessun ministero da organizzare”. Le opposizioni: “ora dimissioni”.
L’aveva anticipato Giornalettismo ieri, lo ribadisce addirittura la Presidenza della Repubblica oggi: non c’è nessun ministero da organizzare, dunque la richiesta di avvalersi di legittimo impedimento avanzata da Aldo Brancher, neoministro alla Devoluzione (anche se le deleghe sono ancora confuse) è da ritenersi irricevibile.” In rapporto a quanto si è letto su qualche quotidiano questa mattina a proposito del ricorso dell’on. Aldo Brancher alla facoltà prevista per i ministri dalla legge sul legittimo impedimento”, scrive infatti la Presidenza della Repubblica in un comunicato, “si rileva che non c’è nessun nuovo Ministero da organizzare in quanto l’on. Brancher è stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio”.
UN DIPARTIMENTO – Aldo Brancher è stato infatti nominato Ministro senza portafoglio: ovvero, gli è stato affidato un Ministero senza che ci sia il corrispondente Dicastero, intendendosi con quest’ultimo le pertinenze oggettive che spettano a una carica di governo. Ovvero, in sostanza, gli edifici, gli uffici, le risorse autonome, quelle da spendere: in pratica, tutto quello che deve essere organizzato. Giustificazione, l’organizzazione, che Brancher aveva dato alla sua richiesta di usufruire del legittimo impedimento fino ad Ottobre. Ma, come fa notare anche la Presidenza della Repubblica, un Ministero senza Portafoglio è, formalmente, un Dipartimento della Presidenza del Consiglio, ovvero un ente già esistente. Allora delle due l’una: o la Presidenza del Consiglio è disorganizzata, tanto che Brancher deve prendersi cinque mesi per organizzarla, il che è quantomeno preoccupante; oppure non c’è niente da organizzare perchè l’ente, gli uffici e tutto il resto già esistono e sono già organizzati, e allora Brancher mente.
DIMISSIONI – “Non so, non so niente”, replica a caldo Aldo Brancher a Repubblica. Il Ministro, se non trova alla svelta un’altra motivazione valida per avvalersi del legittimo impedimento, dovrà andare a processo per i suoi rapporti con la Banca Popolare di Lodi di
Giampiero Fiorani, che gli avrebbe pagato la campagna elettorale del 2006, con i soldi dei correntisti. Subito il PD all’attacco: “le parole del Quirinale sono un macigno,” dichiara Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico all’ADNKronos. “Solo le dimissioni del ministro Aldo Brancher possono sanare questo scandalo. Le chiediamo per il bene del Paese e per il rispetto delle istituzioni”. Anche Walter Veltroni dichiara all’ADN che “ll Quirinale ha reso evidente, con la sua nota, la pretestuosità delle motivazioni con le quali il neo ministro ha tentato di usare la sua carica per non rispondere ai magistrati”, aggiungendo che “le sue dimissioni mi sembrano il minimo atto di responsabilità richiesta” in questo caso. Sulla stessa linea l’Italia dei Valori, con Antonio di Pietro che annuncia una mozione di sfiducia, che i gruppi parlamentari vorrebbero presentare a breve. “La nota del Quirinale dimostra come Brancher abbia preso in giro non solo i magistrati ma lo stesso Presidente della Repubblica“, spiega Di Pietro in una nota, raccolta dal Sole24ore. “L’IdV chiede le immediate dimissioni di Aldo Brancher e, per questo, presenterà una mozione di sfiducia. Vogliamo vedere il Parlamento da che parte si schiererà. D’altronde il caso Brancher è peggio del caso Scajola”.


Bravo Giorgio!
Ecchecazzo! ci hanno preso tutti per deficienti?
e bravo pure caldarelli, ziocàn!1!
Bene, e grazie Sig.Presidente !
non ditemi che il Presidente si è svegliato?|incredibile!
QUE A MARONNA T’ACCOMPAGNI PRESIDENTE SONO BASITO – NON POTREBBE CONSIGLIARE LA STESSA CURA CHE HA FATTO HA BERLUCAZ? grazie
Caro Presidente, era chiaro a lei come era chiaro a tutti che il ministero a cui Berlusconi le chiedeva di nominare Aldo Brancher era solo un ‘ministero di legittimo impedimento’, un ministero per potersi rifiutare – in barba alla ‘legge eguale per tutti’ – di andare in tribunale a difendersi da accuse assai pesanti. Perché, nonostante tutto ciò, lei ha deciso di nominare Brancher ministro?”
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Pingback: Brancher, una rinuncia finta come un ministro del federalismo
Si sveglia sempre un po’ troppo tardi, il nostro Presidente.
Firma le leggi, ma le critica (allora non firmare: non sono limitate alla costituzionalità le tue possibili obiezioni…).
Nomina ministri assolutamente non nominabili, e poi critica (fuori tempo massimo, perché per quanto mi piaccia ciò che ha fatto, ora non ha titolo per farlo…) se essi utilizzano una norma FIRMATA DA LUI QUANDO TUTTI, tra i quali il da lui criticato Di Pietro, gli dicevano di non firmarla, perché sarebbe stata utilizzata proprio per queste cose.