Interni

Più case, meno roulotte

9 ottobre 2008

Nomadi, anche non volendolo. La vita romana di chi non è di Roma.

Ci risiamo. Dopo le promesse della campagna elettorale, in materia di nomadi a Roma è cambiato poco o niente. Tra una settimana finirà il censimento dei campi a cura della Croce Rossa Italiana, mentre contemporaneamente proseguono gli sgomberi dei cosiddetti insediamenti abusivi. Ma non solo, perché quello che è successo in settimana nella Capitale ha del surreale. Facciamo un passo indietro: prima dell’estate venne deciso il trasferimento dei nomadi che abitavano in zona Testaccio, in tutto 45 famiglie di Calderari in altrettante roulotte, presso un terreno di proprietà dell’Università di Tor Vergata. La soluzione, assicurò il Comune, doveva essere transitoria e durare una settimana. Sono passati quattro mesi.


LA VERITA’ -
Poi, qualche giorno fa, il nuovo sgombero (o trasferimento). Il campo da via Salamanca è passato in Via dei Schiavonetti, a meno di un chilometro di distanza. Sorpreso dall’operazione anche l’avvocato Fabrizio Consiglio, che sta seguendo da vicino la vicenda: “Di questo trasferimento non ne sapevamo nulla, non ci sono stati problemi nello spostamento delle roulotte, ma il Comune continua a non fornirci una risposta definitiva. Tempo fa ci avevano assicurato che erano stati individuati dei terreni confiscati alla malavita, poi non se n’è fatto nulla”. La notizia dello spostamento ha fatto piacere agli studenti di Tor Vergata che oggi si dicono più tranquilli. L’avvocato Consiglio però continua a denunciare un clima intimidatorio nei confronti delle famiglie nomadi: “Ci sono stati in passato momenti di tensione con i residenti del posto, gli stessi nomadi si sono organizzati in turni di guardia per la propria sicurezza”. Su tutte le furie invece la sezione di Forza Nuova del quartiere, che prima si è presa i meriti dello sgombero grazie alla minaccia di una manifestazione, per poi tornare a protestare.

Daniele Lopolito,
portavoce del movimento d’estrema destra in VIII municipio, non le manda a dire: “Pensano che siamo stupidi? Pensano che la gente sia stupida? Spostare il campo rom da una piazza ad un’altra a meno di un chilometro di distanza è ridicolo, una presa in giro! Da mesi noi di Forza Nuova stiamo protestando perché i vari insediamenti dei rom, sia quelli abusivi che abbiamo scoperto noi vicino al parcheggio del policlinico, sia quelli ufficiali voluti dall’amministrazione capitolina per ripulire il centro della città, vengano smantellati ed i rom espulsi”. E le proteste sono arrivate anche da Sandro Medici, presidente del X Municipio (via Schiavonettiè una strada di confine tra i municipi): “Trattandosi di un grumo sociale che crea acidità nelle relazioni del territorio, giustamente si è pensato di scaricarlo su un municipio di sinistra, tra l’altro informandoci a cose fatte”.

10 commenti a Più case, meno roulotte

  1. l'antirom

    è l’unica soluzione, spostarli tutti silenziosamente di kilometro in kilometro, fino dentro al tevere.
    peccato per le roulotte

  2. mi sa che sono gli stessi su cui ho fatto il pezzo tempo fa, dovrei avere il numero dell’avvocato da qualche parte

  3. Dobbiamo aiutare queste persone: o gli diamo una casa, o a Roma sorgeranno le favelas, come in Brasile”.
    Potrebbe essere un ottima soluzione! però il problema che si pone è un’altro: appartiene alla cultura dello zingaro essere libero dai catenacci dello Stato.. infatti è un popolo errante che ama spostarsi da un continente all’altro…quindi, costruire delle case sarebbe come privare ai pesciolini l’infinito mare…. :)

  4. Pingback: cronaca24.org

  5. @loska: sono quelli di campo boario, ricordo che ne avevi scritto.

    @l’antirom: sei talmente stupido da non riuscire a capire la superiorità del popolo rom. A chi potrebbe venire in mente di fregare il rame dai fili elettrici per rivenderlo ai carrozzieri a cui poi tu porti la tua auto ad aggiustare?

    [aNDy cAPp]

  6. l'antirom

    noantri: a dei ladri, forse?
    invidio la tua intelligenza che ti porta ad ammirare chi te lo mette in quel posto.

  7. @l’antirom: sono altri a mettercelo in quel posto. Se il tuo problema sono i rom significa che fai una vita da signore.
    [aNDy cAPp]

  8. l'antirom

    noantri: diamo una casa anche a quegli altri allora? sono sempre “altri”, i problemi. non è così? così giustifichiamo quelli che ci fanno sentire tanto buoni. fosse per me una casa la darei a tutti, sì, quelli che ce lo mettono in quel posto. una bella casa con le sbarre. semza esclusioni. ma capisco che schierarsi dalla parte della cultura dei rubarame fa chic.

  9. @l’antirom: vedi? Tu non afferri il problema: Caltagirone vuole solo costruirle le case, senza interessarsi minimamente ai futuri inquilini.
    [aNDy cAPp]

  10. l'antirom

    noantri: appunto. mi pare che a questo punto sia tu a non afferrarlo il problema. facciamogli fare le case al povero caltagirone, paghiamogliele, e poi diamogliele in mano a chi col rame non fa più manco le pentole, che costa troppa fatica. così siamo cornuti e mazziati, ma ci sentiamo tanto democratici.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>