Brancher:”Niente processo, devo fare il ministero. Fino ad ottobre”
24/06/2010 - Le motivazioni del legittimo impedimento per il neoministro alla Devoluzione: gli adempimenti organizzativi del nuovo dicastero lo tengono lontano dalle aule giudiziarie. Per i prossimi cinque mesi. Un parto ciclopico. Un lavoro immane. Un carico insopportabile. Evidentemente, deve essere così
Le motivazioni del legittimo impedimento per il neoministro alla Devoluzione: gli adempimenti organizzativi del nuovo dicastero lo tengono lontano dalle aule giudiziarie. Per i prossimi cinque mesi.
Un parto ciclopico. Un lavoro immane. Un carico insopportabile. Evidentemente, deve essere così l’organizzare i lavori del nuovo ministero, per Aldo Brancher, se è vero che si è avvalso del legittimo impedimento per questo motivo: lo riporta l’Ansa. “Con il legittimo impedimento il ministro chiede la sospensione del processo fino al prossimo 7 ottobre e non per sei mesi.” Dunque solo un mese di meno del massimo stabilito dalla legge, ma sempre cinque sostanziosi mesi di stop a qualsiasi procedimento giudiziario ai suoi danni.
RIPASSATE – Il ministro assicura: dopo quella data “potrà essere in aula”. Per fortuna, diciamo noi. Cinque mesi di tempo per organizzare gli uffici, i dirigenti, i lavori di un ministero senza dicastero, ovvero senza portafoglio, il che vuol dire senza budget, senza edifici, senza possibilità di spesa. Formalmente un dipartimento della Presidenza del Consiglio, ovvero di un ente che già esiste e dal quale viene estrapolata, per gemmazione, la titolarità della nuova delega. Niente: la legge lo consente, e Brancher non sarà in aula fino ad ottobre. Comunque, c’è da dire che Brancher tutto questo lo aveva anticipato, già pochi giorni fa, in un’intervista a Repubblica. “È un lavoro enorme che mi preoccupa”, diceva “più lo capisco e più mi rendo conto che è una sfida enorme”,
negando, contestualmente, che la sua nomina avesse nulla a che fare “con i processi”.
UNIPOL – Sarà. Certo questa è una boccata d’aria fresca per Aldo Brancher, imputato insieme alla moglie a Milano per ricettazione e appropriazione indebita. Il perchè è presto detto: dall’inchiesta per la scalata ad Unipol-Bnl i Pm hanno stralciato un secondo procedimento. Ipotizzano infatti che nel periodo in cui Giampiero Fiorani era al vertice della Popolare di Lodi, le casse dell’istituto erano state messe a disposizione; non per tutti, ovviamente, ma per gli amici potenti un occhio si chiudeva. Per questo i Pm cercano di dimostrare che Aldo Brancher si sia pagato la campagna elettorale del 2005 per il Senato con i soldi dei correntisti di Banca Popolare di Lodi. Grazie al legittimo impedimento, non potranno farlo fino ad ottobre.













Un ministro per l’attuazione del legittimo impedimento
merde(r).
punto.
(ed ancor piú merde i loro elettori)
che mal pensanti!
Se uno ha un impedimento che colpa ne ha!
QUELLO CHE MI LASCIA BASITO È CHE IL CAPO FIRMI LA NOMINA DI UN PREGIUDICATO RISULTA LAMPANTE CHE QUALCHE COSA LO OBBLIGA, CERTO CHE L’EX PRINCIPE DELLA SINISTRA NON CONOSCE NE LA COSTITUZIONE NE LA VERGOGNA DICVA QUELLO CHE DICA
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