Bernanke chiama, Trichet risponde. Le banche centrali tagliano di concerto i tassi d’interesse . Ma il problema è l’interbancario, e così la crisi non si risolverà
È successo l’impensabile: i capi dell’economia monetaria mondiale si sono accordati per tirar giù insieme i tassi. A conclusione di una conference-call Federal Reserve, BCE, Bank of England, Bank of Canada, Banca Nazionale Svizzera e Riksbank (Svezia) - e nonostante alcuni report di banche commerciali escludessero la prossimità di una mossa del genere - hanno tagliato i loro tassi di intervento di mezzo punto, Bank of China di 27 bps (più la riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria bancaria), e Bank
of Japan ha detto “bravi“, il tutto giusto dopo il taglio di un intero punto percentuale a Hong Kong e in Australia. Anzitutto, perché “impensabile“? Perché BCE, Bank of England, Riksbank e Bank of Australia ufficialmente hanno adottato la cornice operativa dell’Inflation Targeting, che vieta di fare mosse a sorpresa che spiazzino i mercati, e professa l’assoluta coerenza tra fatti e azioni; si sono così clamorosamente smentite e contraddette, tra l’altro solo pochi giorni dopo la riunione mensile della BCE, e questo non può che minare d’ora in poi la credibilità delle loro affermazioni. Le dichiarazioni immediate della BCE sono state del tipo “la recente intensificazione della crisi finanziaria ha aumentato i rischi verso il basso per la crescita e ha diminuito ulteriormente i rischi verso l’alto per la stabilità dei prezzi”. Possiamo provare a darle fiducia, ma allora perché sorprendere il mercato con questa mossa per lo meno teatrale, e non farlo una settimana fa? E poi, perché un allarmante taglio di mezzo punto? Tra l’altro la tensione sul mercato interbancario, misurata dalla distanza dei tassi Libor e Euribor rispetto ai tassi ufficiali (come appena esposto su IHC) pareva inferiore in Europa rispetto che negli USA, il che rende un po’ strana una mossa “omogenea” per queste due aree (e su questo mi metto un po’ in contrasto con l’opinione di Phastidio, ad esempio).
THE SHOW MUST GO ON - Certamente la teatralità di un “fronte comune” alla crisi ha un suo valore in un momento essenzialmente di panico (i titoli finanziari sono andati giù anche a due cifre quasi ad ogni seduta negli ultimi giorni), ma altrettanto sicuramente non era pensabile che la Fed tagliasse esponendo il dollaro (e il debito statale che rappresenta) ad un disastrosa fuga di capitali (tassi Fed all’1,5% possono ormai rendere il biglietto verde la nuova valuta da carry-trade mondiale), quindi per farlo aveva bisogno che i “concorrenti” principali al titolo di valuta di riserva mondiale si “piegassero” allo stesso modo lasciando invariato il cambio con il dollaro; che sia o meno questa la ragione della tempistica, alla fine è successo proprio questo. Se pensavo che la BCE potesse avere la forza di lasciar cadere il dollaro e rendere l’euro il nuovo “faro” delle monete mondiali, sono stato smentito; su Giornalettismo.com s’era detto più volte che l’ultimo trimestre
avrebbe rivelato la vera natura di Trichet, ed ecco a voi! Bernanke chiama - Trichet risponde. Cosa si legge ora dalla BCE? Dichiarazioni come “nell’area euro i rischi verso l’alto per l’inflazione si sono di recente ulteriormente ridotti. Resta imperativo evitare diffusi effetti “di ritorno” [second-round] nella fissazione di prezzi e stipendi” e “la mossa di oggi non deve essere vista come un primo passo in una possibile serie. La situazione deve essere valutata man mano che andiamo avanti”. Ora, questo come può conciliarsi con la dichiarazione dello stesso Trichet (diffusa alle 19:00) di voler “rendere disponibile illimitata liquidità nelle principali operazioni di rifinanziamento”? Illimitata liquidità significa garantire l’operatività del sistema bancario “a ogni costo”, e ogni costo significa “con qualsiasi tasso di inflazione“. La BCE sta decisamente dilapidando il suo asset principale: la credibilità della propria reputazione. Una spia di questo, credo si possa trovare nella reazione del mercato: i tassi IRS (il riferimento per operazioni oltre i 18 mesi) hanno fatto uno spike, cioè sono caduti (di 10/20 bps) per poi ritornare nel giro di un minuto al livello precedente; a fine giornata i tassi fino a 3 anni sono risultati di poco inferiori a quelli di ieri, mentre dai 4 anni in poi sono solo leggermente saliti. Le Borse europee intanto hanno chiuso ampiamente in negativo (verso le 21:00 quelle USA erano leggermente positive, invece). Che sulle aziende, e soprattutto sulle banche, abbiano pesato più le anticipazioni di un secondo trimestre in rosso per la crescita europea, nonostante la prospettiva di una sospensione del criterio contabile del Mark to Market per la terza trimestrale del 2008 (così da far riportare i bilanci in positivo)?

























La mossa cinese l’ho trovata molto interessante (dal punto di vista geopolitico), che io ricordi non aveva mosso i tassi neppure durante la crisi del far east.
La Bce purtroppo ha ceduto alle pressioni. Io avrei puntato ad una immediata operazione trasparenza. Tanto in casi simili tacere aumenta incertezza e sfiducia, meglio alzare il tappetto, vedere cosa c’e’ sotto ed eventualmente punire i responsabili (che ingenuo che sono).
Ti incuriosisce la Cina? Pensa all’Indonesia che invece ha alzato allora (conteranno forse come il due di picche, però sono curiosi).
“BCE, Bank of England, Riksbank e Bank of Australia ufficialmente hanno adottato la cornice operativa dell’Inflation Targeting”
Ma perchè tutti sono convinti di questa cosa?
NON E’ VERO.
E’ un errore fattuale, tranne che per il caso svedese.
Per la BCE, si veda pag. 60 di questo documento http://www.ecb.int/pub/pdf/oth.....2004it.pdf per uno statement esplicito del perchè essa NON fa inflation targeting.
La Fed poi avendo il doppio mandato ne fa ancora di meno.
In linea di principio, fa spavento anche a me il taglio di ieri (vedo inflazione 5-6% nel 2008 se va bene), ma commenti come questo non tengono in conto un elemento importantissimo. Come al solito, quando si parla di decisioni di politica monetaria non abbiamo il controfattuale: cosa sarebbe accaduto se il taglio non ci fosse stato? Ciò non si può sapere con certezza, però visto l’andamento dei mercati delle ultime 2 settimane una previsione si può fare. Ovvero: sarebbe successo un disastro.
E’ chiaro che tagliare i tassi non risolve i problemi strutturali, però limita i danni, e a questo punto mi sembra davvero l’unica cosa che si può fare.
Per l’inflazione volevo dire 2009, non 2008.
forse sono in errore
ma quando l’ inflazione era al 10-15-20 %, dai miei piccoli risparmi di 20.000 euri riuscivo a ricavare una rendita di 2000-3000-4000 euri l’ anno che, associata ala pensione di zia Concetta, mi davano quel respiro in più per arrotondare il magro stipendio …….
si, avevo qualche debituccio, ma anche il mio stipendio cresceva piuèù o meno automaticamente ed in misura tale da consentirmi di pagarli specialmente se senza interessi o a tasso fisso
eppoi il soldo circolava e mio cuggino commerciante mi diceva che spaventava sempre i clienti con minacce di aumenti dei prezzi in giornata e così li spingeva a comprare, comprare
ed anche la concorrenza non era feroce……guadagnava dippiù chi riusciva più rapidamente ad aggiornare in aumento i prezzi di listino
ma questa inflazione, se accompagnata ad aumento di stipendi adeguato è poi cosi teribbbileeeeee ?
approposito,,,,i paesi stranieri li fottevamo con la svalutazione monetaria che tant piaceva a confindustria
…..si stava meglio quando si stava peggio
(ringrazio giornalettismo che mi permette di ragionare di economia e Patrizio che mi stimola)
oddio.
Invece ha ragione Leonardo tranne che per la BCE. UK, Australia e Svezia FANNO inflation targeting. La Fed non mi pare sia stata citata.
Dell’Australia non so assolutamente nulla (mea culpa), su Uk hai ovviamente ragione tu e ho dimenticato di dirlo, ma resta il fatto che i grossi volumi li fanno BCE e Fed.
@Topin
forse perché viene comunque detto dalla BCE stessa, e non me lo sono sognato, che l’inflazione al 4% non era un problema perché nell’arco di due anni sarebbe tornata sotto il target del 2%, oltre al fatto che quando la BCE è partita questa era stata dichiarata come sua politica.
Magari mi vedo meglio quel documento, però non vorrei che si confondesse l’inflation target, cioè un obiettivo di inflazione secco, con l’inflation targeting, che è una cornice operatova, una cosa più vasta che riguarda visione prospettica, elasticità di approcci (non una secca taylor rule, per capirci), indipendenza operativa, e chiarezza comunicativa. Qui parlavo del secondo concetto, essendo il semplice target sull’inflazione sputtanatissimo ormai. Ho richiamato questa cornice perché comprende la perfetta leggibilità della politica monetaria senza sorprese, così come è stata condotta fino a due giorni prima, ed è questo che è mancato stavolta. Che poi facciano un forecast puntuale o diffusivo, con ottica a due anni o tre o più, con un target secco o una banda, non cambia l’impostazione di fondo, la cornice appunto.
Se poi vuoi dirmi che i suoi proclama di controllo dell’inflazione entro una certa banca e un certo periodo, fatti finora, era solo stronzate comunicative per tranquillizare le persone, questo aggrava solo la sua posizione.
L’idea della politica monetaria della BCE è di ancorare le aspettative, non il tasso di inflazione realizzato. Quello poi è una conseguenza (second round effects), però un target di inflazione tecnicamente è un’altra cosa.
In ogni caso capisco quello che vuoi dire, in linea generale hai ragione, anche se non l’avrei detto in quei termini - non parlerei di cornice di inflation targeting ma di mandato sulla stabilità dei prezzi.
Australia fu influenzata dai buoni esiti del primo esperimento di IT (Nuova Zelanda 1992 se la memoria non mi inganna).
“Come al solito, quando si parla di decisioni di politica monetaria non abbiamo il controfattuale: cosa sarebbe accaduto se il taglio non ci fosse stato? Ciò non si può sapere con certezza, però visto l’andamento dei mercati delle ultime 2 settimane una previsione si può fare. Ovvero: sarebbe successo un disastro”
Ehm, non sono d’accordo con l’analisi; proprio perché non si sa con certezza cosa sarebbe successo altrimenti, non si può nemmeno dire che sarebbe successo un disastro. E poi disastro di cosa? Disastro Borsistico o distrastro nel credito? Perché se si parla di Borsa ci sarebbe da ridere, è stato vietato il short selling e i finanziari andavano comunque giù a sasso, e vista da questa prospettiva si potrebbe dire che il taglio dei tassi vuol funzionare per metterci un’altra pezza dopo che la prima si è dimostrata inutile.
Se si voleva evitare il credit crunch, andrebbe detto come mi pare di aver fatto intendere, che non si è formato per mancanza di liquido ma per deterioramento medio degli impieghi; aggiungerne altro è un accanimento su un morto, gli investimenti insostenibili per sproporzione tra impieghi e risparmi reali restano tali; questa è una recessione da ciclo e ci vorrebbe dall’alto un po’ di realismo ammettendo che gli Stati non hanno più i superpoteri che pensavano. A meno che la cosa non sia voluta per giustificare l’espansionismo Governativo… vedete un po’ voi.
@ Calvin
non ti inganni
era l’esempio preferito da L.E.O. Svensson (svedese) nella sua produzione accademica.
@ topin
ok, ma il semplice mandato sulla stabilità dei prezzi è un termine un po’ troppo generale, che può o meno comprendere la trasparenza operativa, mentre io voglio fare riferimento a principi che la BCE ha diffuso come suoi capisaldi (se si è rimangiata tutto, evidentemente siamo in tanti a non averlo sentito dire), e non mi viene in mente un’altra cornice operativa formale che prescriva la piena trasparenza come punto fondamentale.
L’euribor3mesi ha fissato al livello di ieri, pari pari. Peggio di quanto pensassi.
Ho già spiegato nel post linkato il motivo del taglio concertato e di uguale magnitudine. Qui lo fa anche l’Economist:
It also minimised the risk of currency instability: a unilateral rate cut by one central bank could have hurt its currency. It may also have prevented accusations that one country was trying to shift the burden of economic weakness onto others.
Ovviamente, questo ragionamento si estende anche a tagli differenziati, che da domani torneranno ad essere regola.
http://www.economist.com/finan.....p;fsrc=rss
“Ehm, non sono d’accordo con l’analisi; proprio perché non si sa con certezza cosa sarebbe successo altrimenti, non si può nemmeno dire che sarebbe successo un disastro.”
Si, ok, non si può dire con certezza, però i rischi erano a quanto capisco veramente troppo alti. Il disastro _immediato_ da evitare era, evidentemente, il panico dei risparmiatori con annessa corsa agli sportelli, o anzi peggio alla liquidazione di tutte le posizioni in titoli di investitori non istituzionali. E’ chiaro che il taglio dei tassi non evita nè le future svalutazioni degli attivi delle banche nè il rallentamento dell’economia reale. Tuttavia, data la pressione sui mercati negli ultimi giorni, un segnale di quel genere serviva per evitare effetti valanga. Non è detto che sarà sufficiente.
Il fixing dell’Euribor è altro discorso. Finchè le banche continuano a prendere a prestito dalle banche centrali e ridepositare presso le stesse, perdendoci quanto ci perdevano prima perchè il corridoio non cambia d’ampiezza, l’Euribor farà esattamente quello che faceva fino a ieri. Negli USA si è sentito un effetto anche lì; leggevo in questo momento su Bloomberg che l’interbancario è tornato al 5% dal 9.5% dell’altro ieri. Non escludo che scenda anche in Europa.
Tutti per uno, mezzo punto per tutti!…
Bernanke chiama, Trichet risponde. Le banche centrali tagliano di concerto i tassi d’interesse . Ma il problema è l’interbancario, e così la crisi non si risolverà.
È successo l’impensabile: i capi dell’economia monetaria mondiale si sono a…
OT (Phastidio & Calvin): ecco a voi “l’amico toscano”
Be’ il taglio avrà in parte efficacia dal 15 e in parte efficacia immediata, qualcosa si doveva pur vedere.
“Il disastro _immediato_ da evitare era, evidentemente, il panico dei risparmiatori con annessa corsa agli sportelli, o anzi peggio alla liquidazione di tutte le posizioni in titoli di investitori non istituzionali. E’ chiaro che il taglio dei tassi non evita nè le future svalutazioni degli attivi delle banche nè il rallentamento dell’economia reale.”
Riguardo i risparmiatori, tagliare i tassi significa remunerar loro meno i loro depositi, quindi che sia nel loro interesse… E poi la paura da bank running è dovuta al non poter rivedere i propri depositi, e questo si può risolvere ampliando le garanzie statali (che già ci sono, e i fondi a copertura sono stati pure aumentati).
Riguardo i portafogli… riducendo i tassi si riduce il valore di mercato degli swap, tanto per dirne una; si può sostenere la Borsa, ma le azioni sono più sensibili a prospettive di reddito e fiducia che al fattore di sconto, a parte inevitabili immediati rimbalzi (insomma, le azioni non sono Bot, lo sai bene).
Solo che il “panico” borsistico è figlio dell’aridità dell’interbancario, per cui chi ha bisogno di liquidità urgente rischia di chiudere; una manovra che non risolve questa aridità non è la giusta risposta al panico.
Strano che nessuno abbia detto “lo hanno fatto per abbassare le rate dei mutui”.
> Strano che nessuno abbia detto “lo hanno fatto per abbassare le rate dei mutui”.
Sul Sole24Ore di oggi c’e’ un’intervista a Bini Smaghi, in cui parla della necessita’ di legare il tasso sui mutui al tasso di riferimento della Bce anziche’ all’Euribor.
va’ be’, meglio che stia zitto, porto male, se dico che Gregorj si spacca una gamba finisce che se ne tronca due in 20 minuti…
Il motivo del concerto transatlantico (perché se due aziende si mettono d’accordo colludono e due governi concertano o cooperano o collaborano? Double moral standards! :D) mi è abbastanza chiaro. L’utilità del taglio mi sembra trascurabile, a meno che tagliare i tassi abbia un effetto notevole sul patrimonio delle banche, rendendole meno avverse al rischio. Non ho dati per dirlo, ma non ci credo granché.