NON SEMBRA MOLTO CONVINTA - Per motivi pratici più che “ideologici“, Ester, che dissente: “Ma voi siete matti, con quel che costano le rette devo pure perdere l’anno???
Qui bisogna togliere i vecchi dalle Università, dare spazio a nuove voci. Non si può restare sempre con i dottorati che non servono a un cavolo. Già l’Università italiana non vale un *%$&£…“. Punto di vista considerato un po’ superficiale da Ceciò, che urla: “Domani voglio andare alla manifestazione a Firenze al rettorato. Forse è contro il mio interesse di studente gridare al blocco dell’anno. Ma è nell’interesse della mia formazione non perdere importanti e particolari corsi! Così come poter sperare in un futuro più sicuro! CI STANNO DEPREDANDO DELLA CULTURA E DELLE RISORSE PER IL FUTURO, CHE GIÀ PURTROPPO SCARSEGGIANO! COSÌ SI PRIVA DI PENSIERO LA GENTE, COSÌ SI DÀ VITA AI REGIMI!“.
UAN IS MEGL CHE TRI? - “La maestra unica può avere l’unico vantaggio di creare un legame piu affettivo coi bambini, se proprio vogliamo trovarne uno. Ma la maestra non deve fare da mamma. Deve insegnare. Adesso voglio vedere chi mi trova un motivo per cui una persona sola che deve gestire tutte le ore e le materie dovrebbe essere meglio di più persone che possono dedicarsi ognuna a una cosa e farlo in modo piu specializzato; è una contraddizione in termini perché in tutti i campi giungere alla specializzazione è considerato un progresso. Diciamoci la verità, volevano risparmiare e hanno tagliato sulle maestre e si sono inventati una scusa per far credere che è meglio così“. Così sostiene Anna861 del forum Studenti.it, e appare difficile darle torto. “Il maestro unico è meglio” perché “tre maestri potenzialmente in conflitto tra di loro non sono in grado di trasmettere agli allievi un metodo di studio che è, e deve assolutamente essere, unico: per ragioni psicoattitudinali e cognitive, non solo didattiche“; e poi “ripristinare il maestro unico vuol dire restituire la responsabilità educativa a una sola figura,
senza che la possa scaricare sulle altre o che possa farsi scudo degli altri maestri per mascherare la sua incompetenza (che danneggiava comunque i bimbi, visto che gli altri sopperivano solo fino a un certo punto)“; difese di questo tipo, che si leggono su vari blog di Tocqueville (quello di janecalamity in questo caso), per quanto stupendamente scritte, sanno un po’ di arrampicata sugli specchi. Per un provvedimento che, se guardato senza gli occhiali da tifoso, non può che avere un’unica, ovvia giustificazione. E forse le spese da tagliare, prima, potrebbero essere altre.
FACCIAMO L’IPOTESI - Sì, “facciamo l’ipotesi, così, astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. […] Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A ‘quelle’ scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. [...] Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico“. Così tuonava mirabilmente - ignaro della Perego e del “futuro pornografico” dell’informazione - quel veggente di Piero Calamandrei (uno dei padri della nostra Costituzione, per chi non lo sapesse) in un discorso nel 1950. E, pur reputando esagerati - anche se “suggestivi” - certi articoli apocalittici sull’imminente/presente “ventennio berlusconiano“; e quasi fastidiose le voci fin troppo insistenti di “pericolo di deriva fasssssista” (dopotutto le manifestazioni, a tratti anche molto dure, dell’Opposizione si svolgono ancora in piena libertà, i blogger possono bloggare a piacimento e il contesto storico, economico e internazionale nel quale è inserita l’Italia è completamente diverso da quello degli anni 20) l’attualità vivissima di queste parole, a quasi sessant’anni di distanza, beh, forse qualche brividino lo fa venire.
Immagini di jacko83, taglialagelmini, La Stampa, yuk1k0, mollybezz.










questo post è fantastico!
Luigi, davvero complimenti. Un post (anzi, un articolo) che ricorderò a lungo, giù giù fino alla citazione di Piero Ccalamandrei. Che mi ha messo i brividi. Eppure non è una giornata fredda.
Un sorriso preoccupato
C.
anvedi, ahò, pure cipicomix legge giornalettismo!!!
Plauso per Prostata!
Ma veramente Gelmini ha proposto tutte queste cose? Ma probabilità di renderle effettive? No perché ci sono persino delle buone idee, mi sembra incredibile. Difetto del post: troppe citazioni di ragazzini - è risaputo che a quell’età non si capisce un cazzo - mentre quella di Calamandrei non l’ho capita, il partito dominante che vuole il fascismo strisciante non farebbe prima a ideologizzare i programmi come si faceva nella cara vecchia URSS? Ah no perché nella scuola pubblica c’era/c’è resistenza… Dovendo dare un numero, direi 12/1200, che fa l’1% (per chi non avesse colto suggerisco l’anno, 1931).
nuooo calvin, questo articolo semplicemente fa da controaltare a gente che ascolta due ragazzini dire “perché sciopero..boh!” e da ciò deduce che la generazione è da buttare alle ortiche.
Presto speciale riforma in tutte le salse, anzi, se vuoi collaborare scrivici!
MA ANDATE A STUDIARE DIOCAN
ah ho capito, è un articolo sui 10 nazisti buoni
vabbé dai che dicano “boh” o che dicano “beh cioé la cultura” non è che cambi molto, continuano a non capire niente come non capivamo niente noi alla loro età. peggio di loro sono solo quelli che parlano di generazioni da buttare e poi magari alla loro età tiravano le molotov, vero babbi/mamme in ascolto?
Io mi sono chiesto se gli studenti in piazza nei giorni scorsi conoscessero qualcosa di più del problema della scuola che non frasette per slogan e cantilene.
Riassumo: visto come è messa la scuola oggi, va bene così? Non tocchiamo nulla? Mi dite qualche proposta non “da beata ignoranza”?
Semplifico: se volete vi scrivo duecento slogan d’effetto; se mi chiedete un rimedio concreto: non lo so.
Io ammiro chi almeno ci prova. O no?
P.S. Correggo, su un rimedio non ho dubbi: tolleranza (sott)ozero per la disciplina.
Si prova significa accettare una situazione che non va bene - fin qui ci siamo - e dare nuove soluzioni. Il maestro unico e lo smantellamento dell’istituzione pubblica, a mio parere, non lo sono. Così come la bocciatura per il voto in condotta, che rischia di creare molti più bulli (ripetenti “grandi” in classi di alunni più piccoli di loro) di quanti non ne elimini, in realtà. Ovviamente questa è la mia opinione
In più: tu te lo sei chiesto, ma lo hai chiesto a loro? Perché il tentativo mainstream è farli passare per ebeti e idioti ma io in questo pezzo (e altrove) ho letto molte idee che non sono ebeti per niente. In questo paese si sta cercando di eliminare il confronto civile, perché fa comodo. Dato che confrontarsi nel merito sui problemi non è di destra o di sinistra, ma solo intelligente, non facciamoci fregare
Non che sia una grossa controprova, lo ammetto, ma io ho avuto il maestro unico, e come me parecchi di quelli che collaborano a questo blog. Dato che credo di riuscire a farmi piu’ o meno capire in italiano e di sapere le tabelline fino a quella del 12 (quelle che stavano sull’ultima pagina dei quaderni PIGNA), mi spiegate a cosa servono 3-4 maestri? Ripeto, sono rimasto stupito dall’incipit dell’articolo perché la tanto paventata riforma mi sembrava stracarica di idee quanto meno sensate (università di serie A, B e C? dov’è il problema?), al punto che dubito che le idee migliori verranno messe effettivamente in pratica - siamo pur sempre in Italia. Comunque aspetto l’articolo per farmi un’idea su questa riforma.
Per definizione lo studente NON deve avere tutte le soluzioni, altrimenti sarebbe insegnate!
Gli studenti fanno notare quali sono i problemi che vivono (scuole fatiscenti, doppi turni per la stessa classe, mancanza di corsi di recupero, mancanza di corsi per discipline non produttive (arte-musica), ecc…)
Sta agli “adulti” trovare la soluzione a questi problemi (che esistevano anche 30-40 anni fà!!!!).
Qui di RIFORMA non c’è aria, ne il profumo!
Mi sta bene che si ottimizzino le spese, non che si tagli indiscriminatamente!
Vogliamo professori più preparati?
Andiamo avanti con la meritocrazia e non con l’anzianità nuda e cruda o peggio ancora con il nepotismo (chi ha detto La Sapienza?), ma non tornando al maestro unico (inutile dire che non ha nessun vantaggio istruttivo, a parte la “nostalgia” dei 50-60enni) oppure fermando il turn-over delle assunzioni (cosi il nuovo che avanza, lo mettiamo in frigo e lo mangiamo domani)… serve una riforma dei paini didattici, serve una riforma sulle competenze degli insegnanti (corsi di aggiornamento, no?), serve una riforma sulle strutture edilizie e sui laboratori… qui si taglia e basta… e poi si dice il grembilino, l’educazione civica, il voto in condotta… cose apprezzabili o meno, ma che non spostano di una virgola i problemi della scuola italiana.
clap tetsuo!
comunque ricordo a tutti
giornalettismo@gmail.com
scrivetemi un articolino PRO o CONTRO la riforma e perché, se ne avete voglia
e voi ne avete voglia, vero? *-*
Persino lei, la tetragona (come tutti gli stupidi, o i servi, fate vobis) Gelmini, ha avuto un sussulto (l’unico) di verità nel chiamarla “riforma”, significato che implica evidentemente un disegno, una visione, una filosofia e un progetto organico. Un SISTEMA. La chiama infatti “manutenzione”. Bene. Da un anno la 5B del terzo piano è senza porta e la classe è in preda alla furia degli spifferi, fusse che fusse?
Riguardo al maestro unico: qualcuno avrebbe il coraggio di affermare che i ragazzini odierni sono come quelli della mia generazione e di quelle di poco sucecssive, belli buoni e calmi, facilissimi da “tenere” tutta la mattinata e, se necessario, anche il pomeriggio nel tempo pieno? Infatti mi pare di aver capito che la ministra ha intenzione di usare, nel tempo pieno delle ore pomeridiane, lo stesso maestro unico della mattina, magari con 27-28 ragazzini. Inoltre: vogliamo riproporre una scuola elementare che miri solo a insegnare a leggere-scrivere-fardiconto, con tutti i passi avanti che nel frattempo sono stati fatti dalle discipline specialistiche e quindi non improvvisabili da un maestro unico “generalista”?
Inoltre bis. Se funzionava così bene, il sistema modulare, perché estirparlo con i tagli, invece di affrontare il sacrificio di mantenerlo? Il problema è che non ci si rende conto che gli investimenti fatti nella scuola non possono essere valutati con una mentalità efficientistica, generalmente economica. Quegli investimenti hanno risultati non immediati, lontani nel tempo, ma solidi, e infungibili. Quelli che vedi quando dopo anni un allievo ti viene a trovare perché voleva parlare con te di una pagina di Gomorra, o della campagna elettorale negli Usa.
oops, dimenticavo una cosa, come ho potuto?
Bravo Prostata!
Cordina, notato che da oggi tutti i giornali (sole, il tempo, corriere) fanno la corsa a chi insulta di più i liceali che “scioperano e non capiscono niente”? E nessuno che invece dica perché questo abominio dovrebbe essere fatto? Possibile che nessuno si accorga che ormai si fa politica insultando chi la pensa diversamente E BASTA? Non è lampante? Vedi se non ci infinocchiano pure questa volta.
loskina, come diresti tu: GASPARRI RULEZ!!!!
volevo comunicare a tutti che io invece sono pro-riforma. Tié!
e perché lo sei?
(loska, massacralo, cioé..colonizzalo!:.)
Crumiro.
“vogliamo riproporre una scuola elementare che miri solo a insegnare a leggere-scrivere-fardiconto”
a me sembrerebbe già un bel risultato… scusate ma adesso cosa insegnano a queste creature? elementi di topologia? teoria dei numeri? calcolo differenziale?
“Il problema è che non ci si rende conto che gli investimenti fatti nella scuola non possono essere valutati con una mentalità efficientistica, generalmente economica”.
Tutto si può valutare con una mentalità efficientistica - generalmente economica, pensare che l’economia finisca con l’analisi di costi e ricavi vuol dire averne una visione piuttosto macchiettistica. Soprattutto, meglio provare a farla un’analisi “costi-benefici” per quanto imperfetta che andare per tentativi cambiando tutto a cicli di 5 anni… (nb non che io creda che Gelmini abbia in mente una seria analisi costi benefici, figurarsi…)
Calvin,le analisi costi-benefici della elementare italiana, comparate con le omologhe esperienze europee, vedono la scuola nazionale nelle prime posizioni: per risultati, competenze e obiettivi raggiunti, per “saper fare” insomma. Risultati che spesso vengono persi per strada nel passaggio alle medie. Per quello mi chiedo: se funziona, perché cambiare?
Io sarei per licenziare tutti gli insegnanti e indire concorsi (seri) per riassumerne il numero necessario. Alzare le tasse universitarie, e puntare sul merito (criterio da utilizzare anche per i docenti) per le agevolazioni. Chi è meritevole se gli viene data la possibilità economica potrà tranquillamente frequentare università di serie A.
Franco, guarda che è già così nelle università. Tutte. La borsa di studio guarda al merito e al reddito. Non va a chi la merita solo perché *storia vera* la figlia di madre multimilionaria (causa hotel del nonno, un po’ come paris) che però risulta cameriera, ha la faccia di ca**o di chiedere la borsa di studio e scipparla a qualcuno che senza NON PUO’ PERMETTERSI DI STUDIARE. Sono i furbi il problema dell’Italia, non i maestri.
franco, ai lav iu!!! kissoli, tvtb, tvumdb, ioete3msc!
Per la riforma della scuola hanno trovato la scusa dei tagli. La Scuola Costa Troppo| E quelli che costano di più sono i docenti a cui si sono aggiunti quelli del personale ATA. Proprio che l’arroganza, da qualunque parte provenga, è l’unica nota dominante. Volevate risparmiare? Cominciate a tagliare i vostri superstipendi, i vostri super privilegi, le vostre super auto-blu, i vostri appartamenti pagati in affitto a quattro soldi. Volevate risparmiare? Dimezzatevi! Sembra che il libro che è uscito lo scorso anno di Gian Antonio Stella “La Casta”, non li abbia neppure sfiorati. Trovano i soldi per tutto, perfino per salvare i regni della finanza e dell’economia, ma non trovano i soldi per sanare i debiti di qualche povero imprenditore (che pure può sbagliare è umano come le banche o no?!) di qualche signora, pagari ipo-pensionata, che esce da un negozio (per avere comprato un chilo di pane fino a quando lo potrà ancora comprare) senza lo scontrino e fli fanno una multa che la ricorderà per interi anni (finchè vivrà). O qualcuno che non si è potuto (non voluto) pagare le tasse e allora SE.RI.T., multe, aggi, sanzioni e poi ti arriva il grande Valentino Rossi e ottiene un maxi-sconto (poverino) di non so quanti milioni di euro. Un piccolo lavoratore a cui arriva una multa e si permette di chiedere una rateizzazione o non gliela concedono o gli fanno vedere i sorci verdi. Che c’ entra con la scuola. Niente! E’ l’ Italia che funziuona così. Di paradossi che si rivoltano addosso a chi non HA POTERE.
Cordapazza, la classifica dipende dagli ambiti disciplinari, su 21 paesi siamo quinti in lettura (anche per la semplicità dell’italiano) ma tredicesimi in scienze e quindicesimi in matematica (indagini Pirls 2006 e Timss 2003).
Semplicità dell’italiano?
Non vorrai dirmi che leggere in inglese è più semplice che leggere l’italiano. Parlo di lettura non grammatica.
Franco, ma i tuoi dati sono riferiti strettamente alle elementari? A me ricordano quelli relativi agli studenti diplomati.
credo che questo sig. Luigi ruffolo abbia scritto l’articolo sotto un attacco di prostata (pardon di emicrania)perchè NON confuta razionalmente,chiaramente e liberamente tre provvedimenti ovvi ( maestro unico:non deve essere uno scienziato,ma conoscere grammatica ,aritmetica ,storia e geografia e educazione civica- grembiule- e voto di condotta embè che c’è di strano?) ma fa una minestra e getta tanto fumo che deriva dal non avere mai avuto un maestro unico e una scuola che gli abbia insegnato soprattutto a ragionare!
Ultima Nota: gli esuberi della scuola non sono un problema dell’istruzione ,ma devono essere risolti al ministero del Lavoro!
Non vorrai dirmi che leggere in inglese è più semplice che leggere l’italiano. Parlo di lettura non grammatica.
Per te che sei italiano. Dimentichiamo troppo spesso che “italiano” è molto altro rispetto a come parliamo: http://www.locuta.com/accent.html (ed è solo un esempio). Non è vero che è la lingua più facile solo perchè I si legge I mentre in inglese è ai. Mi sembra un po’ riduttivo.
Comunque possiamo fare una prova. prendiamo un cinese: imparerà prima a parità di condizioni iniziali, l’inglese o l’italiano?
No, l’indagine PIRLS riguarda proprio le primary school.
Io stavo per citare questo passaggio di Perotti: “L’unico modo per rispondere rigorosamente a questa domanda (La scuola elementare italiana è migliore di quella della maggior parte dei paesi industrializzati?) è usare le valutazioni scientifiche internazionali. Tali valutazioni esistono, oltre che per la scuola superiore, anche per la scuola elementare. Nel 2001 l’indagine PIRLS ha esaminato la capacità di lettura degli studenti di quarta elementare in 35 paesi, inclusi nel 2003 l’indagine TIMMS ha fatto lo stesso per matematica e scienze (su un campione leggermente inferiore di paesi). Gli studenti elementari italiani si collocano sopra la media per capacità di lettura; ma agli ultimi posti fra i paesi industrializzati, in capacità di applicare e di ragionare in matematica”.
Purtroppo non ci sono serie storiche molto estese su questo tipo di indagini, quindi non possiamo dire se la vecchia scuola elementare ottenesse risultati migliori o peggiori.
Parlo da giovane genitore.
La realtà è che stiamo scivolando lentamente in un abisso fatto di ignoranza riservata al “popolaccio” e “a chi è contro alla maggioranza che si trova al governo”. I soldi che vengono tagliati nella scuola pubblica stanno andando o meglio si stanno sperperando per portare militari nelle città. Ma ci rendiamo conto di che futuro ci si prospetta? Invece di insegnare il rispetto, la cultura e la civiltà ai bambini (perchè è da piccoli che si impara ad essere degli onesti e rispettosi cittadini), li lasciamo crescere in modo disorganizzato (noi famiglie abbiamo un bel dire ai nostri figli di essere bravi quando a partire dalla scuola non ci saranno più modelli di valori da imparare e rispettare) e poi che si fa?Si militarizzano le città!!! Wow, questa si che è democrazia! E’ una democrazia che mi ricorda molto un regime, dove chi la pensa diversamente dal governo o anche solo chi pensa, viene ELIMINATO. Stiamo molto attenti, non lasciamo che ci luccichino gli occhi davanti alla TV che ci riempie di qualsivoglia stupidaggine che ci impedisca di pensare e di ricordarci in quale abisso stiamo sprofondando. Teniamo gli occhi aperti sulle cose veramente importanti. Perchè solo difendendo il diritto ad un istruzione pubblica imparziale e di qualità si potrà sperare di formare dei cittadini e delle persone migliori. Soprattutto se tutto ciò che avete letto vi sembra importante e giusto, non annuite da soli nella vostra cameretta pensando “sì, sì è proprio vero, bisognerebbe cambiare le cose” e poi aspettate che qualcun altro si batta per i vostri diritti. Ognuno di noi si deve far sentire, ognuno deve essere parte del cambiamento. Come scrisse Gandhi “Devi essere il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”
Eh Calvin, secondo te miglioriamo questo deficit in matematica e scienze prendendo un maestro (quale oltretutto? come si sceglie chi rimane? E se è di italiano? Basta un corso per fargli insegnare bene scienze e matematica?) e dando a lui da insegnare italiano, scienze e matematica? O bisogna puntare al miglioramento dei deficit, invece di livellare tutto allo zero assoluto?
Loska, mi sembra pignoleria però. Allora siamo più bravi a leggere perchè è più difficile, invece matematica e scienze che sono identiche siamo meno bravi? Insomma, è la difficoltà che ci spinge ad essere migliori?
E scusa, perché gli inglesi (a parità del fatto che nascono imparando la loro lingua, dunque per loro è facile quanto per noi l’italiano) non sanno leggere e invece sanno far di conto? (faccio esempio eh). Sono atavicamente illetterati?
Si fa un bel test e si vede chi ha ottenuto risultati più alti in media?
Comunque spero bene che uno che di professione fa l’insegnante e che presumibilmente ha una laurea (si può ancora insegnare alle elementari col diploma di magistrali?) non abbia problemi ad insegnare qualunque materia a livello ELEMENTARE (credo si chiami scuola elementare per questo!)… Ai miei tempi alle elementari si arrivava alle aree (in geometria), si faceva solo aritmetica (no algebra), analisi logica (no sintassi) e geografia e storia su un programma “normale”, a parte la mia maestra che era fanatica del risorgimento e ci faceva imparare a memoria tutte le vicende dei patrioti (tito speri, i fratelli bandiera e il mio idolo amatore sciesa). Sono io che ignoro l’evoluzione dei programmi negli ultimi 20 anni? O sopravvaluto gli insegnanti?
x la giovane mamma sara: io per educare dei figli (non ne ho, ma ho una nipote!) piu’ che Ghandi terrei presente “mazza e panell’ fanno i figli bell’”, meno poetica ma piu’ funzionale
X CALVIN. Io prima di dire buffonate proverei a fare un figlio e sperare che ti esca meno retrogrado!
Franco-Loska: credo che il test PISA più che la lettura in senso di dizione riguardi la comprensione del testo. Quindi non c’entra la difficoltà a leggere correttamente il testo - comunque leggere correttamente in inglese è più difficle, anche solo per il fatto che bisognerebbe conoscere l’alfabeto fonetico (bitch/beach?)mentre in italiano basta saper leggere gli accenti (prìncipi/princìpi) - ma la capacità di comprensione: e anche qua credo che gli inglesi siano svantaggiati perché la loro è una lingua “lessicale” (non so il termine tecnico) mentre la nostra è una lingua “sintattica” (chiedo umilmente scusa ai linguisti per la spiegazione approssimativa…).
Calvin, si parla di qualche test che tu sappia nella riforma? Secondo te chi verrà tagliato? Non si terrà conto della graduatoria? E chi c’è più in alto? Chi ha più anzianità. Fai tu.
Ecco perché chi non conosce la scuola non può arrivare e pretendere di essere un esperto (o addirittura riformarla, come la Gelmini).
Un maestro non deve solo insegnare la cantilena a 30 ebeti formato mini.
Comunque ribadisco a tutti (Sara, Calvin, Franco etc) l’invito ad inviarmi anche dieci righe in cui nel merito dite perché SI/NO alla riforma
thaaaaanks :*
La cosa che mi ha piu’ sorpreso della riforma e’ la reintroduzione del voto in condotta.
Ma perche’, l’avevano tolto?
E secondo quale assurda logica?
E poi ci sorprendiamo se gli alunni fan cazzate e le mettono su youtube, per la gioia dei Giornalettisti?
Io avrei prima bisogno di 10 righe sulla riforma, ho smesso di guardare tg italiani (sai che perdita) e ancor prima di leggere giornali (idem)… Dove si trova una sintesi fatta decentemente?
Io penso che alla base della riforma non ci sia stata nessuna valutazione “tecnica”.
Non si può relegare la questione maestro unico o trino a valutazione così superficiali come la legge lascia supporre, ma dovrebbe essere fatto uno studio da parte di esperti e un confronto che non si basa solo sui ricordi.
Inoltre il vero problema è la preparazione (e ancor di più la stabilità psichica ed emotiva) di ogni insegnante, che si sente di più se è unico, un po’ meno se è trino.
Detto questo è riduttivo pensare che non c’è bisogno di specializzazioni nell’insegnamento perchè un laureato deve saper insegnare tutto visto che le cose a livello elementare gli devono essere note. Con questo principio i migliori studenti delle medie potrebbero insegnare ai ragazzi delle elementari (chissà se sarebbe davvero un peggioramento…)
Poi mi piacerebbe sapere: chi l’ha scritta la riforma? Siccome è certo che la Gelmini è una portavoce chi ha deciso veramente di tagliare in questo modo? I vari direttori generali del ministero (che non cambiano tra una elezione e l’altra) o direttamente gli uomini di Tremonti?
stavo leggendo i vari commenti ma mi sono fermato a metà perchè stavo esplodendo.
premetto che sono uno studente di quinta liceo.
avrei diverse cose da dire:
1 - come altri non vedo il male nell’avere scuole di serie a, b, c, d, e, f, e così via: se la scuola non ci invoglia a studiare idem la società, ci proverà la reputazione
2 - il mercato funziona per concorrenza, perchè non estenderlo alle scuole? quelle migliori avranno un certo numero di alunni, le altre (spero) molto meno.
3 - sul maestro unico: perchè la scuola si deve ridurre ad ammortizzatore sociale? di professori nella mia scuola ce ne sono tanti, e le scelte dall’alto (preside) certo non aiutano mantenendo classi da 12-13 alunni (seconda, non quinta).
4 - si vede che siete contro a quello che si sta cercando di fare: non conoscete minimamente l’italiano elementare (ho letto persino un fa con l’accento per indicare un arco di tempo trascorso), e guarda caso siete tutti contro, così come sareste stati contro agli esami di settembre.
5 - esami a settembre: non c’entra con il post ma rientra nel discorso, perchè il livello nn ci deve essere solo all’università (deve, non può) ma anche ai licei, perchè se uno non è portato a una scuola ne fa un’altra, ce ne sono fin troppe di specializzazioni…
gateo: infatti il voto in condotta c’è sempre stato, l’unica differenza è che ora il consiglio di classe può bocciare con l’insufficienza in condotta, prima no; aggiungo che il tanto sventolato grembiulino è solo “consigliato” e non obbligatorio; per l’educazione civica, se leggi le schede delle scuole medie, è già prevista dalla designazione della disciplina, ovvero “storia, geografia ed educazione civica”, mentre nei licei si fa GIA’ studio della Costituzione italiana del biennio. Nel triennio i miei colleghi di filosofia adottano invece un testo sullo studio della Costituzione europea, perché se sono inteligenti non aspettano di farsi dire le cose dal ministro, le fanno prima. Il tanto enfatizzato ritorno del voto al posto del giudizio? Si tratta di una mera indicazione numerica che nella scuola dell’obbligo accompagna ma NON SOSTITUISCE il giudizio scritto, motivato e articolato: il giudizio quindi resta eccome, ma accompagnato dal voto.
Ma sai che bella impressione presentare tutte ’ste cose come novità che confermano l’attivismo indefesso dell’esecutivo?
chi volesse può scrivere una mail al Presidente Napolitano (oggetto: NO AL DECRETO GELMINI) chiedendogli di non firmare il decreto. 20000 mail potrebbero bloccare tutto. andate su http://www.quirinale.it e cliccate su “la posta”
“chiedendogli di non firmare il decreto”
Arrivi tardi mi sa, il decreto è stato firmato il primo settembre da Napolitano.
“20000 mail potrebbero bloccare tutto”
Il server di posta del Quirinale.
Sì Guccio però se accusi la gente di non sapere l’italiano elementare e poi scrivi “contro a quello che si sta cercando di fare” e poi rincari “contro agli esami a settembre” ci fai una magra figura. Corri a studiare!
“1 - come altri non vedo il male nell’avere scuole di serie a, b, c, d, e, f, e così via: se la scuola non ci invoglia a studiare idem la società, ci proverà la reputazione”
E se non ho i soldi per mantenermi alla scuola di serie A, ma solo a quella di serie C?
Solo perchè non sono ricco, non ho diritto all’istruzione come te che hai i soldi?
“2 - il mercato funziona per concorrenza, perchè non estenderlo alle scuole? quelle migliori avranno un certo numero di alunni, le altre (spero) molto meno.”
Forse uno sceglie la scuola anche vicino casa, non tutti si sobbarcano ore di mezzi pubblici (o motorino) per andare a scuola (e giustamente).
“3 - sul maestro unico: perchè la scuola si deve ridurre ad ammortizzatore sociale? di professori nella mia scuola ce ne sono tanti, e le scelte dall’alto (preside) certo non aiutano mantenendo classi da 12-13 alunni (seconda, non quinta).”
Concordo che la scuola deve far lavorare chi merita di lavorare, ma non capisco il nesso maestro unico=migliore educazione. Mi sta bene evitare sprechi, ma la base della scuola è insegnare bene, il resto è contorno.
“4 - si vede che siete contro a quello che si sta cercando di fare: non conoscete minimamente l’italiano elementare (ho letto persino un fa con l’accento per indicare un arco di tempo trascorso), e guarda caso siete tutti contro, così come sareste stati contro agli esami di settembre.”
Questa potevi risparmiarcela, non perchè io sia un membro dell’Accademia della CRUSCA (anzi da buon romano di borgata ci litigo con l’italiano), ma perchè dimostra una certa superbia che non sta mai bene nella vita.
“5 - esami a settembre: non c’entra con il post ma rientra nel discorso, perchè il livello nn ci deve essere solo all’università (deve, non può) ma anche ai licei, perchè se uno non è portato a una scuola ne fa un’altra, ce ne sono fin troppe di specializzazioni…”
Concordo che uno deve scegliere la scuola che più gli piace e più gli si addice… ma che c’entra con l’esame a settembre?
@cordapazza: ai miei tempi il 7 in condotta implicava la bocciatura automatica pero’, ergo ad un certo punto questo automatismo e’ stato tolto, no?
O mi han sempre contato una balla per farmi star buono?
Piu’ che la Costituzione poi metterei un po’ di diritto, visto che la Costituzione viene poi interpretata come fa comodo, vedi i vari casi di blogger condannati.
La Costituzione Europea poi la salterei proprio, sperando che non passi: oh,ci ho dato un’occhiata e sembra scritta da Veltroni!
Guccio caro, si scrive “non” e non “nn”, “perché” e non “perchè”. Corri a studiare!
“infatti il voto in condotta c’è sempre stato, l’unica differenza è che ora il consiglio di classe può bocciare con l’insufficienza in condotta, prima no”
che è come dire che l’avevano tolto. ma chi ha avuto la geniale idea? quel minus habens di berlinguer? la pia moreatti?
@TETSUO
1. se il problema è quello dell’accesso allora lo risolvi con le borse di studio, non facendo sì che tutte le scuole siano di serie c. che poi non diciamo minchiate, anche adesso ci sono scuole di serie a, b e c, con l’aggravante che la selezione è fatta su che principio? la residenza?
2. beati cazzi suoi non credi? se la pizzeria che fa la pizza piu’ buona è a 20 minuti tu che fai, ti fai 20 minuti di strada o fai una manifestazione perché tutte le pizzerie siano parificate per legge??
5. io ho colto un sia pur labile nesso, ma non escludo che il fanciullo sia semplicemente confuso.
@ gateo: ai nostri tempi il sette in condotta nel secondo quadrimestre portava autoamaticamente alla bocciatura (ricordo che veniva peresino usato, indegnamente, anche come punizione nei confronti degli studenti impegnati politicamente e che partecipavano alle occupazioni del liceo, per “riportarli all’ordine”). In seguito invece si è deciso che la valutazione del comportamento, anche negativa, non interagiva con la valutazione nelle varie discipline né poteva determinare una eventuale bocciatura.
@calvin: ho forse scritto da qualche parte che sono contraria agli effetti sulla bocciatura o sulla promozione del voto in condotta? Ho solo, in quel caso, fatto notare che non è tutta ’sta novità come si sta sbandierando. Ed è una decisione che invece mi trova d’accordo, quella.
sempre a gateo: indipendentemente dai giudizi di merito o ideologici sulla Costituzione europea, devi tener conto che le tracce di maturità spesso e volentieri la tirano in ballo. Un professore di storia che fa bene il suo mestiere ha quindi il dovere di affrontarla a prescindere da quelle che sono le sue peesonali convinzioni a riguardo.
@Calvin
1.Borsa di studio alle elementari-medie-superiori?
Mi sembra decisamente troppo.
E’ cosi assurdo chiedere che le scuole siano “mediamente” di pari livello nell’età dell’obbligo?
Che facciamo se tutte le scuolòe migliori stanno a Milano… mandiamo tutti i figli a milano?
Oppure andiamo a Reggio come la Gelmini?
2.Non è obbligatorio mangiare la pizza… andare a scuola fino ad una certa età si!
Vale il discorso di prima, visto che la nazionalità è uguale per tutti, visto che le tasse le pagano (in teoria) tutti… mi sembra il minimo che la scuola sia uguale per tutti!
Poi ci possono essere scuole private, con fondi PRIVATI (manco un euro pubblico) e se vuoi le fai eccellento come ti pare… basta che il pubblico sia di buon livello.
5. aho io sto nesso mica l’ho visto
sarà che so confuso pure io
@cordapazza
I provvedimenti non si valutano se sono nuovi o fashion, si valutano se servono o meno. Gelmini ha reintrodotto la bocciatura per condotta? Applausoni alla Gelmini, non “eh non è questa grossa novità”. Più che altro, dove stavano i professori mani-festaioli quando hanno eliminato la bocciatura per condotta? Si pensavano che i ragazzini avrebbero continuato a rispettarli per intervento divino o si erano fatti troppi trip di pseudopedagogia postsessantottina?
@Tetsuo
1. trascuri che, al contrario dell’università, la scuola dell’obbligo non rischia “crisi di domanda” perché essendo dell’obbligo tutti ci devono andare (fatte salve considerazioni demografiche). In un paesino di 40.000 abitanti, con un tasso di crescita della popolazione del 3%, ci sono 1200 bambini l’anno; a 200 a scuola (10 classi da venti sono già tante per una elementare) fanno almeno 6 scuole. Ogni scuola ha un incentivo molto forte ad offrire un insegnamento di qualità, visto che becca rette (dallo stato o dalle famiglie) in proporzione al numero di alunni. Quindi mi sembra difficile che tutte le elementari calabresi inizino a fare schifo. Sull’università può invece essere un problema, visto che solo una percentuale della popolazione ci va (ma a 18 anni puoi anche alzare le natiche e andare a vivere da solo!).
2. discorso scuole private/pubbliche: scusa perché neppure un euro di tasse alle private? fammi capire, se io mando i miei figli dai gesuiti devo pagare con le mie tasse la scuola pubblica che non uso e in piu’ pagare la retta?
calvin, lo so che è così, cioé che un intervento va valutato se serve o meno e non in base alla sua età etc, ma visto che il governo ha impostato le sue parole d’ordine e la sua propaganda sullo “svecchiare la scuola, sulle novità e sul riformismo necessario”, volevo cogliere questa contraddizione. Ricordo a tal proposito, comunque, che sono stati gli attuali membri dell’esecutivo, quando erano all’opposizione, a gridare allo scandalo perché Fioroni aveva reintrodotto gli esami di “riparazione” a settembre dei debiti,con la possibilità di essere bocciati in caso di prove insufficienti.Blateravano di controriforma e di ritorno al passato della scuola italiana.
Molti professori, quando è stata eliminata la bocciatura anche per condotta, si sono visti scippare uno strumento importante dalle mani, e hanno protestato, ma devi sapere che le decisioni dei vari ministri dell’Istruzione passano sopra le teste di noi docenti, che al limite veniamo consultati.. Nei casi estremi, decretano con urgenza e vanno avanti con la fiducia. Certamente non ci si poteva aspettare all’epoca, per il voto in condotta, una mobilitazione di piazza come quella che vediamo oggi sotto i nostri occhi di studenti, genitori, sindacati, insegnanti: perché oggi, se permetti, le questioni in ballo sono più determinanti. Fatali. Perché investono la sopravvivenza stessa della scuola pubblica, del suo senso e della sua dignità.
Guccio, io per gli esami di settembre ero a favore. E questo la dice lunga sulla tua meticolosa analisi. Tralascio gli errori che hanno sottolineato gli altri
Calvin, cerco qualcosa, comunque puoi scrivermele anche solo su quello che sai. In fondo si tratta anche di spiegare l’opinione della gente rispetto alle informazioni che ha avuto
mah, io la maestra unica l’ho avuta (e ho 42 anni, mica i 50/60 di qualche commento prima….), andavo a scuola tutti i giorni tranne la domenica per quattro ore al mattino, e ringrazio ancora adesso della grazia ricevuta. le mie figlie hanno avuto “tre maestre su due classi”, e il modulo, e il sabato a casa….. e sinceramente sono uscite dalle elementari con crateri (nel senso ci voragini) di conoscenza spaventose.
fortuna che hanno trovato una scuola media preparata alla situazione, che in tre anni ha riportato la prima a livelli umani, e sta facendo lo stesso - con gran fatica - alla seconda.
e a proposito dei deliri sulla “specializzazione” dei maestri elementari, la mia seconda ne ha cambiati 8 (più svariati supplenti) in cinque anni, con quella che in prima insegnava italiano che in terza era passata a matematica, mentre nell’altra classe continuava con l’italiano, ma poi in una terza insegnava francese. l’unica che è rimasta fissa per tre anni (purtroppo) era un attrezzo indefinibile, analfabeta rozza e isterica, che ha devastato due classi macinando grossolanamente storia e geografia dell’Italia e dell’Europa, tale Assunta da Potenza.
in definitiva, alla fine della quinta mi sono sentito dire “ma lo sa che sua figlia non sa fare le moltiplicazioni?” (al che risposi: “dando per scontato che lo so, mi sapete spiegare come ci è arrivata in quinta?”).
insomma, così com’è la scuola fa schifo e pena, e costa pure tantissimo senza rendere in proporzione (anche perché i fondi servono per il 97% a pagare lo stipendio di troppi docenti di tutti i livelli). quindi qualsiasi tentativo di cambiarla io lo vedo con favore. non potranno goderne (o esserne ancor più danneggiate, sia chiaro) le mie figlie, ma magari farà del bene a chi le seguirà.
p.s., le moltiplicazioni poi le sapeva fare, era l’Assunta che le sbagliava, ma GUAI a farglielo notare…..
l’unica che è rimasta fissa per tre anni (purtroppo) era un attrezzo indefinibile, analfabeta rozza e isterica, che ha devastato due classi macinando grossolanamente storia e geografia dell’Italia e dell’Europa, tale Assunta da Potenza.
Immaginatela come maestra unica (altamente probabile visto che, se rimaneva fissa solo lei, aveva un posto in graduatoria più alto)
@Calvin
1.Dalle elementari all’università ce ne passa di strada e di fatiscenza/incompetenza.
Le università meritano un discroso a parte ed “esulano” da questa riforma.
Io mi concentro sulla qualità della scuola dell’obbligo, visto che tutti la dobbiamo fare.ì, almeno che sia di buon livello. Poi è ovvio che le Università ci sono più o meno prestigiose ed è ovvio che uno può cambiare città per seguire le proprie attitudini o capacità.
2.Si neanche un euro pubblico per chi và al privato. La scuola dell’obbligo è fornita dallo stato e per questo dico deve essere di buon livello, proprio per poter fornire servizi adeguati.Nessuno ti obbliga a mandare tuo figlio al privato, se esite una buona scuola pubblica. Non capisco perchè le private devono prendere i soldi dai genitori e dallo stato, per fornire lo stesso servizio che fornisce lo stato. Risparmiamo soldi ed aumentiamo il livello del pubblico.
@baron litron
Be le esperienze personali, per quanto empiriche, non sono per forza statistiche.
Mia nipote ha 8 anni ed a scuola gli insegnano benissimo l’inglese, cosa che a me non ha mai insegnato nessuno in maniera decente ne alle medie, ne alle superiori.Ma non credo che sia un valore statistico, comprendo e credo che ci siano molte altre scuole dove invece lo insegnano male o non lo insegnano proprio. Resta il fatto che per logica, 3 maestri sono più specializzati di uno solo e sicuramente tre maestri riescono a coprire meglio il tempo pieno di uno solo.
Qui però sta uscendo un discorso diverso.
Non si può parlare solo del singolo caso o del singiolo provvedimento, ma dell’insieme della riforma.
Nella riforma non c’è nessun piano didattico.
Si dice “la scuola pubblica italiana ha docenti impreparati, studenti mediocri e strutture spesso fatiscenti o non consone all’obbiettivo”.
Bene concordo.
Si propone un taglio dei finanziamenti (8 mld o 4 mld che siano, sono sempre una cifra enorme, considerando che già adesso gli edifici scolastici cascano a pezzi e che gli studenti spesso non hanno ne palestre, ne alule tecniche ed a volte sono costretti a fare i turni pomeridiani per mancanza di aule), un blocco del turn-over (si smette di assumere nuovi docenti e quindi si rimane con gli stessi che si critica di non avere preparazione, tagliando fuori le nuove leve più al passo con i tempi).
Altro non vedo.
Non si parla di corsi di aggiornamento, di strutture moderne, di cambio dei programmi scolastici.
Quindi non è una riforma per aumentare la qualità di docenti e studenti, ma è una riforma per fare cassa.
La scuola và riformata davvero, forse solo la primaria si salva, va incentivata la meritocrazia, sia nei docenti che nelle scuole (con piani di aggiornamento, iniziative social-culturali, ottimizzazione/risparmio dei fondi pubblici), vanno cambiati i programmi scolastici con un occhio al presente ed un pò meno al passato (studiare latino e greco è interessante ed utile, ma decisamente anacronistico se lo si ritiene fondamentale, come stare anni sull’impero romano e dante alighieri/manzoni e non arrivare al 20 secolo ed alla letteratura moderna).
Insomma di cose da fare ce ne sono tante, ma in questa riforma non si vede questo, si vedono solo conti economici.
Per questo sono contro, perchè non c’è un piano, ma solo cassa.
beh direi che (a) ti sfugge il criterio di “libertà di scelta” per cui dovrei poter scegliere liberamente dove mandare a studiare i miei figli (b) il tuo ragionamento è facilmente estendibile a qualunque settore (se abbiamo i panettoni fatti dallo stato non vedo perché dobbiamo avere il privato che offre il medesimo servizio! aumentiamo la qualità del panettone di stato!) e se lo estendi per bene si chiama socialismo reale. dovresti trovare qualche motivazione un po’ piu’ solida a “nessun euro per le scuole private”.
loska, cero che immaginarla come maestra unica fa venire i brividi, ma questo è un altro discorso, legato all’impossibilità (voluta) o all’incapacità (manifesta) di valutare la preparazione di un qualunque pubblico dipendente dopo che ha passato il concorso (e con qualsiasi mezzo, aggiungerei).
vale per le maestre, come per i giudici, i poliziotti e gli impiegati del catasto: una volta preso il posto non sono più tenuti ad aggiornarsi o migliorare.
comunque, se l’attrezzo in questione fosse stata maestra unica, non si sarebbe potuta nascondere (come ha fatto per i tre anni nei quali l’ho conosciuta, e presumibilmente per tutta la sua carriera) dietro la “collegialità” e la “comunanza di competenze e intenti” del corpo docente. se sei un maestro unico analfabeta,le conseguenze sugli alunni sono immediate, evidenti e inequivocabili.
A Milano ci sono alcuni licei in cui si sono adoperate ore di lezione per fare le “prove di manifestazione”con slogan, marce e coreografie nei corridoi.
(La fonte della notizia è diretta e nessuno la può smentire)
E’ questa la scuola che ci piace!!!
@Calvin
liberta di scelta? e chi la vieta, ma non a spese del contribuente che a scuola privata non ci và.
io devo pagare una parte delle mie tasse per mandare tuo figlio alle private? se vuoi mandarcelo sei libero, ma ti paghi tu le rette e tutto il resto.
Il panettone di stato? La scuola è un diritto costituzionale, non cercare di farti tornare i conti allargando il campo.Perchè a questo punto il TUO ragionamento è estendibile a tutto, si mette tutto a pagamento (sanità ad esempio) e non si pagano tasse.
Sei tu che devi spiegarmi perchè si dovrebbero sovvenzionare le scuole private, togliendo i soldi alle pubbliche.
“(La fonte della notizia è diretta e nessuno la può smentire)”
Altra lezione di giornalismo da qualcuno che solo due settimane fa si lamentava delle poche letture ricevute da un articolo che era stato postato mezz’ora prima (e che poi ne ha ricevute tantissime). E che ovviamente poi non ha avuto l’onestà intellettuale di scusarsi della tavanata galattica affermata.
“Fonte diretta” nel giornalismo vuol dire una cosa sola, e questa cosa è molto diversa da un commento buttato su internet sotto pseudonimo. Nello specifico, una cosa ripetuta - e non vista - senza prove documentali o testimonianze di fonti presenti o che hanno reso testimonianza del fatto a un’autorità giudiziaria (ad esempio, rispondendo a domande di un pubblico ufficiale, che le ha confermate) NON è roba che viene da una fonte diretta. A prescindere dalla verità o dalla falsità dell’aneddoto.
Domani, su Giornalettismo, ci sarà uno speciale scuola con chi difende e chi non apprezza la riforma. Perché noi siamo per il pluralismo, anche se qualche becerone si ostina a non riconoscerlo, e a non ammettere i propri errori.
liberta di scelta? e chi la vieta, ma non a spese del contribuente che a scuola privata non ci và.
io devo pagare una parte delle mie tasse per mandare tuo figlio alle private? se vuoi mandarcelo sei libero, ma ti paghi tu le rette e tutto il resto.
Vedo che no entiendes. Otra vez.
Tra le tasse che paga il contribuente ce n’è una porzione che finanzia l’istruzione. Mi sta bene non instrodurre una tariffa solo per chi utilizza il servizio perché si tradurrebbe in un disincentivo a fare figli. Diciamo quindi che ogni genitore ha a disposizione (figurativamente) risorse pari a X (pagate in parte da lui e in parte da altri) per mandare i figli a scuola.
Tu dici: se il genitore vuole mandare i figli alla scuola pubblica ha diritto a quelle risorse; se li vuole mandare alla privata no. Ragione economica? Boh.
Effetti di lungo termine: la scuola pubblica è gestita dallo stato a membro di cane e va a ramengo, mentre quella privata - dovendo autofinanziarsi - è costretta a offrire un servizio di qualità elevata. I figli dei ricchi vanno alla scuola privata che funziona, i figli dei poveri alla scuola pubblica che fa schifo.
Il tuo problema è che la vedi dal lato sbagliato, c’è la spesa pubblica che finanzia la scuola e ed essendo spesa pubblica non può finanziare il privato. Vedila così: ci sono le tasse che il cittadino paga per dei servizi; e al cittadino interessa ricevere servizi di qualità soddisfacente, non chi glieli fornisce. Se un privato è in grado di fornire quei servizi in maniera più efficiente mi sembrerebbe logico farglielo fare, soprattutto considerando che la sua efficienza può servire d’impulso al pubblico per cercare di funzionare meglio.
Quanto al fatto che il mio discorso è estendibile a piacere hai perfettamente ragione, ma non è farina del mio sacco: la teoria dello stato minimo l’hanno scritta che non ero ancora nato!
Tra le tasse che paghiamo ci sono anche quelle per la sanità, ma nessuno ti vieta di andare all’estero od alla superclinica privata non convenzaionata perchè ti operano prima e meglio… o sbaglio?
Seguendo la tua logica (miglior servizio) allora perchè non sovvenzionare le cliniche private NON convenzionate?
A questo punto eliminiamo la scuola pubblica, cosi si risparmiano un sacco di soldi, diamo tutto ai privati ed a lunga scadenza cediamo che succede (non che ci voglia molta fantasia a prevedere che succede).
Tu dici a me di vederla dal lato sbagliato, be sono punti di vista, io ancora non ho capito perchè lo stato deve finanziare la scuola privata e togliere fondi alla pubblica, considerando che in Italia la privata è quasi peggio della pubblica (a differenza del resto del mondo), tranne in alcune rare e costosissime eccezioni.
In ultimo… io non parlavo della base del socialismo, ma della tua base liberista
ultimo giorno per mandarmi le dieci righe sulla riforma via mail!
domani esce lo speciale