Non sempre i libri che arrivano alla pubblicazione sono di qualità apprezzabile. Anzi, spesso ad essere pubblicati sono dei veri e propri obbrobri, come nel caso di questa blogger poetessa maledetta.
(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)
Da qualche tempo collaboro con una casa editrice e ho notato che la gran parte dei manoscritti che arrivano in redazione sembrano essere stati vergati da un oligofrenico cresciuto in un befotrofio. Non parlo solo di quelli che serviranno soltanto a deliziare le serate del redattore e dei suoi amici, con lui che li declama in piedi su una sedia e i fan che hanno crisi isteriche tipo concerto dei Beatles, ma anche di quelli che in un modo o nell’altro finiranno per giungere alla pubblicazione, contro ogni logica che ne suggerirebbe invece la privatizzazione. Nella mia età dell’innocenza editoriale pensavo che scrivere libri fosse una cosa seria, per non parlare poi di pubblicarli. Errore. Scrivere libri è da analfabeti. La gente a modo i libri non li scrive, li legge, e il numero di libri scritti è non di rado inversamente proporzionale al numero di libri letti. Il lettore avveduto sa infatti che quello che vuole dire lui, l’ha già detto qualcun altro, l’ha già detto meglio, e che non c’è alcun motivo al mondo per cui la storia di elfi erotomani che ha nel cassetto debba proprio vedere la luce.
POESIE MALEDETTE - Badate bene che non parlo di scrivere po’ con l’accento o un con l’apostrofo, parlo di gente che ha smarrito il senno sulla Luna, di livelli di subnormalità che renderebbero arduo persino usare un telecomando. La scrittura è infatti l’unica attività per la quale non sono richiesti talenti particolari, neanche quello in questione. Un calciatore deve perlomeno saper calciare, un pilota pilotare, un matador deve saper matare, ma per quanto riguarda gli scrittori, saper scrivere non è assolutamente necessario e in qualche caso persino deleterio. Se pensate io stia esagerando, che stia facendo di tutta l’erba un fascio, vi consiglio di dare una letta a questo blog: www.missmiss.splinder.com. Come ci avverte la solerte proprietaria sarà infatti disponibile a breve nelle librerie il suo “libro di poesie maledette” Croce & Sangue e prossimamente, così temiamo, anche il romanzo Autobiografia di una ribelle. A parte l’assoluta beltà dei titoli (sono un ribelle mamma) ci si potrebbe chiedere in cosa le poesie maledette si differenzino da quelle normali, se ad esempio leggerle attiri su di sé il malocchio, oppure se girandole sul giradischi all’incontrario si possano udire i versi dei Black Sabbath, ma forse la spiegazione più vera è che le poesie maledette sono quelle scritte dai poeti maledetti, come Verlaine, Rimbaud, Baudelaire e giustappunto Missmiss. Ma caliamoci con lo scafandro nella viva prosa della nostra scrittrice-poetessa e leggiamone insieme alcuni testi, per arricchirci interiormente.
Non ero mai stata con un ragazzo di colore, ma la cosa mi intrigava molto. La mia amica mi presentò Omar, un altissimo ragazzo osannato dalla sua cultura.
Una sera lo invito a casa mia.
Già da queste scarne righe si capisce che la ragazza ha talento da vendere. Come non pensare per lei subito a Fazi, Castelvecchi o financo Bompiani? (la vedrei molto bene vicino al cesso, con un mocho vileda in mano). Quest’incipit non ha chiaramente nulla da invidiare a Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Ci piace assai anche il tema poco abusato del ragazzo di colore, e non possiamo non essere contenti per Omar, che è osannato dalla sua cultura. In attesa di ulteriori chiarimenti, che certo non tarderanno a venire, ci contentiamo di immaginare l’intera cultura di Omar (quale non si sa, ma tanto è negro) che gli tributa un meritato osanna osanna nell’alto dei cieli. Che poi mentre si raccoglie il cotone cantare un gospel fa passare il tempo.
Iniziamo a parlare, poi ci accarezziamo e giochiamo con le nostre lingue a tempo di perla.
Con le sue mani grandi mi accarezza i seni fino ad arrivare ai fianchi, Sento le sue labbra sul mio collo.
Notate che tra l’invito a cena e le lingue incrociate in segno di reciproca stima interculturale sono passate appena due righe. Non sappiamo come siamo arrivati a questo punto ma si sa, Omar non ha mica l’anello al naso, e una bella pollastrella scrittrice e poetessa, non se la fa certo sfuggire. Ci sfugge invece cosa voglia dire “giochiamo con le nostre lingue a tempo di perla” ma siamo certi che si tratti di un ritmo afro-caraibico come la samba e la rumba. D’altronde leggere libri serve anche a imparare cose nuove.
Io iniziavo a muovermi lentamente di piacere, ero cosciente che la notte sarebbe stata lunga.
Volevo esplorare un essere diverso dal mio, una virilità di umana bellezza.
Mentre Omar le tocca i seni e le bacia il collo Missmiss si muove di piacere – balla? – e prende coscienza in un sol colpo della longitudine della notte, strizzando l’occhio al suo collega e affezionato lettore Céline. Voleva solo esplorare un essere diverso dal suo la nostra antropologa della nerchia perché se il piercing fa sangue l’anello al naso ancor di più. E come si fa a resistere ad una virilità di umana bellezza? Laddove la bellezza suina o equina la lascia un po’ algida, lei per l’umana bellezza farebbe follie.
Ci spogliamo
Glielo tiro fuori …..lo aveva lungo e grande…..
Avete presente quando Hannibal Lecter scappa utilizzando come travestimento la faccia di un secondino? Ebbene, il thrilling che si prova per questo passaggio è su per giù il medesimo. Che lui ce l’avesse lungo e grande non potevamo certo immaginarlo, al massimo lungo e piccolo, o corto e grande, ma si sa, questi negroni hanno il ritmo nel sangue e non disdegnano nemmeno di fare due tiri a canestro.
Ed era già duro… non esito un istante e inizio a leccarlo piano piano e poi a succhiare cercando di ingoiare più spazio possibile.
Nel porno scritto lui ce l’ha sempre già duro, lei inizia sempre a leccarlo piano piano. Ma la vera novità, che qui diventa precisa cifra stilistica, è che lei ingoia spazio, come una specie di buco nero, tracima materia e antimateria come un acceleratore di particelle impazzito (“Per piacere, invece di ingoiare spazio, succhiami il cazzo, grazie”).























Credo che la nostra sia tutta invidia: ammettiamolo, nemmeno se ci impegnassimo di brutto riusciremmo a giungere a tali vette (e dove lo troviamo un eserrcito scimmiesco che fa in nostra vece??).
standing ovation per vertigoz, la tua cultura ti osanna sappilo
cacchio… li vogliamo si i nomi di chi pubblicherà sta cosa, anzi mettici pure i cognomi, che di pagine così ne avrei una marea da mandare alle case editrici… però sai una cosa, potrebbero farci un libricino magari illustrato da distribuire alle clienti che acquistano la biancheria della Marini, tipo a Natale, sarebbe una strenna deliziosa no? …
In attesa di recarmi in libreria ad acquistare “cotanta nobile prosa”, ti auguro buon pomeriggio…
ciao..
ps: ehm, essendo decisamente ignorante credi che dovrei astenermi dal commentare fatti culturali? uhmm …
ps2: ehmm, io fossi in te darei una letta anche ai commenti dei suoi lettori nel suo blog,quella si che è un’apoteosi…. cacchio qui ci va l’apostrofo ad un, no? …
Vertigoz ha un periodare sexy… con tutte le subordinate al punto giusto e pure l’incipit di Lolita, ecco!
Magari la missmiss voleva emulare le esperienze ancestrali della Margaret Mead con gli autoctoni (la chiamano “osservazione partecipante” tra gli antropologi, ehm:-) che ne sappiamo?
pezzo smagliante
Stavolta mi limito a rotolarmi dal ridere, nient’altro da dire.
NUOOOOOOOOO vertie dove hai sbagliato?
Pezzo memorabile. Per amore della critica letteraria, ci tengo a sottolineare che quando la Missmiss dice “Io aggrappata al mio incanto , con la gambe ai sui fianchi , mi preparo a godere di estremi, attirandoli a me”, con “attirandoli” si riferisce evidentemente ai “sui fianchi”. Capirai bene che questo getta tutta un’altra luce sull’opera.
E en passant, la mia citazione preferita della nostra, da uno dei post successivo a questo: “Godevo ….. perchè stava domando la mia spiccata versatilità”.
succhiava lo spazio infinito di sapienza dell’uomo che in quel momento era colmo di universo e possente scrutava il futuro del mondo, mentre lei svelava alla sua mente i misteri della creazione
Tutta invidia la tua (e la mia)
Il commento più recente al suo post è:
Sempre più intriganti i tuoi racconti;intriganti,espliciti,ma del tutto poetici.Lucio
Ai miei racconti nessuno ha mai fatto un commento così. Sigh
è tutto tradotto con babelfish.
“Per piacere, invece di ingoiare spazio, succhiami il cazzo, grazie.”
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
“La sua pelle emanava spirito”. Mistero risolto: si è ubriacato per non sentire le sue stronzate e poi l’ha bombata selvaggiamente—
Mr Garamond from Umberto Eco’s Foucault’s Pendulum would be really amused!!11!1eleven
Ambasciator non porta pen*
Sono d’accordo: standing ovation per vertigoz. Però l’espressione “ingoiare spazio” è molto più profonda e non meritava di essere liquidata banalmente. Ingoiare spazio, siamo alla metafisica, forse c’entra addirittura la teoria dei quanti, insomma vertigoz, soffermati, concentrati, intuisci, approfondisci…!
Ecco le vere vesti di Vertigoz!…non posso non ridere…Bravo!
anais nin chi?
Mamma mia. Complimenti per il post. Anche gli sgrammaticati scrivono. Almeno i politici si comprano un ghost writer..
“Per piacere, invece di ingoiare spazio, succhiami il cazzo, grazie.”
Questa è stupenda!
un vero talento!
io non so se questa miss… sappia scrivere oppure no ma quel che è certo che tu -vertigoz- sei veramente fantastico!!!!
sì vabbè, so’ tutti froci cor cullo dell’artri (mi andava di dirlo) ma di tutte voialtre che cianciate di quanto io sia scompiscievole ce ne fosse una che mi ha offerto le sue grazie.
meditate.
queste cose mi fanno venire i brividi … ma veramente le donne pensano queste cose mentre si scopa ??
;-)))
P.S. sei un grande !
Evidentemente, Omar è l’editore.
Non trovo altra spiegazione.
AIUTO, da infoiato, maschio, assatanato, arrapato (troppi aggettivi?) ho linkato il blog di miss aiuto! Alla lettura di questo passaggio: mentre lo infilava nella mia testa rossa. Sono svenuto troppo arrapato. Una testa rossa? metterlo in una macchina? na, testa di cazzo rossa? allora è un trans? dopo essermi definito maschio mi metto a cuccia e penso che la mia lettura di svago per oggi è anche troppa, torno alle cose serie và.
P.S. sono ignorante (per fortuna).
“…la sua pelle emanava nientepopodimeno che spirito. He’s a soul man!”
AHAHAHAHAH è lei la scimmia che pigia a caso…
Si, si, ricordo che anch’io una volta ho goduto di estremi. Ah ah ah!
C’e’ poco da dire , articolo da applausi!
Mi chiedevo:leggere sta tizia prima della visione di un porno, sara’ controproducente?
“Ecco che tutti e due , svelti si alzano e io in ginocchio bevo il tacere .”
ma l’ora di odio su questa no? a me sta sul cazzo in modo spaventoso, chi cazzo si crede di essere
Dopo questo, non avrò mai più timore di scrivere cazzate. Grazie Vertì.
Vertigoz, sei il Serpico della blogosfera! (che non so neanche bene cosa vuole dire, ma mi piace)
l’uso dei tempi verbali nelle ultime citazioni mi ha sinceramente dato le vertigini (ora attendo nausea e conati, e non ho nemmeno un travelgum…).
comunque l’articolo é chiaramente scritto con il polygen (tra l’altro il polygen di un’altra, ah!)
http://polygen.org/web/Melissa_P.639.0.html
ahah, grande vertigoz. una tizia che chiama la sua vagina “testarossa” ha la merda nel cervello!
purtroppo nella casa editrice dove faccio uno stage capita di leggere cose ben peggiori, tipo gente che mette la virgola tra il soggetto e il verbo, che pure mia nipote di sette anni sa che è sbagliato, ed è tuttavia convinta di aver scritto un piccolo grande capolavoro..
andrea anch’io bazzico il mondo delle case editrici e ho amici che fanno altrettanto, quindi so di che stai parlando. purtroppo pare poco deontologico pubblicare online i manoscritti che mandano in redazione, altrimenti ti assicuro che missmiss ci farebbe al confronto un figurone! (maledetta rima interna)
giuspe, non sapevo dell’esistenza del polygen, ma mentre leggevo missmiss ho avuto la netta sensazione che le frasi fossero generate casualmente. per una iniziativa simile (ma tecnologicamente molto più ingenua) ti rimando a: http://vertigoz.splinder.com/p.....7#15868307)
Stò ridendo ancora adesso con le lacrime agli occhi mentre scrivo il commento. Pensavo di aver raschiato e bucato il fondo con il mio blog, ma vedo che la concorrenza è spietata….
Ciao
@vertigoz
il polygen é una piccola grande genialata…
quando hai tempo, consiglio un giro tra i loro best seller (il generatore di edizioni di studio aperto va visto una volta nella vita, la prima volta non riuscivo a smettere di premere F5…).
Vertigoz sei un grande, facci sognare.
Vertigoz, ti prego: tienici aggiornato sulle prossime novità editoriali della Nostra
Cioè, praticamente il tipo s’è scopato la Ferrari di missmiss?
ne ho trovato un altro che è pure mejo. lo scoprirete giovedì, o almeno così mi ha detto di dire il mio editore per vendere più copie