Economia

Tremonti e la crisi economica: “Bisogna regolare i derivati”

21 giugno 2010

Il Ministro dell’Economia, ospite ad un dibattito alla Biblioteca Ambrosiana sull’ enciclica Caritas in Veritate torna a battere il tasto sulla mancanza di quella che definisce “la regola delle regole”.

Per due anni” per affrontare la crisi “non è stato fatto niente” e, pur se messe in campo numerose regole, è mancata fino ad ora quella “fondamentale” è cioè una regola sui derivati. Parole del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti che ospite ad un dibattito alla Biblioteca Ambrosiana sull’ enciclica Caritas in Veritate torna a battere il tasto sulla mancanza di quella che definisce “la regola delle regole“.

RIDURRE LE DIMENSIONI DELLE BANCHE -Non c’è – ha sostenuto Tremonti - una proposta di contabilizzare i derivati in base al Nav (net asset value ndr) che impedisca l’utilizzo dei contratti dei derivati per anticipare una ricchezza futura che ancora non c’è, e poi la rimetta in circolo”. Il ministro nel suo intervento ha quindi sottolineato che “è sicuramente una regola ridurre le dimensioni delle banche” e “l’uso eccessivo della leva finanziaria“, ma anche “imporre dei limiti sul capitale” così come è “un criterio quello della tassazione” per la creazione di “fondo di garanzia per eventuali collassi“. Ma tutto questo non basta perchè “sono tutte forme necessarie ma non sufficienti” e, tra l’altro “tutte ex post” cioè studiate una volta che la crisi si è manifestata.

“NON E’ STATO FATTO NIENTE” - Per questo Tremonti è tornato a ribadire la necessità di una regolamentazione sui derivati il cui numero è diventato “un multiplo pressochè illimitato, una massa inimmaginabile“. Ma il ministro ha anche rilevato come contro la crisi “per due anni non è stato fatto niente” ma solo sono “stati attivati strumenti di reazione allo shock. Il tema delle regole - ha affermato - è stato rinviato a sedi tecniche” con “la politica che ha abdicato alla sua funzione nell’attesa salvifica che fosse prodotto un qualcosa dai tecnici”. Nel ripercorrere gli interventi attuati per correggere le cause della crisi Tremonti ha ricordato che la Casa Bianca ha mandato “al Congresso un testo a cifra altamente politica” e che l’Europa sta “formulando dei testi” in proposito, ma ha anche ribadito come la finanza ha “perso il collegamento che aveva con l’economia reale” diventando “fine a stessa”. Ora la priorità deve essere quella di “rompere il meccanismo della massa della finanza che preme sull’economia reale”. E per farlo bisogna partire da una regolamentazione dei derivati.

(Ansa)

Un commento a Tremonti e la crisi economica: “Bisogna regolare i derivati”

  1. Si potrebbero togliere di mezzo pure banche e borse, volendo. Credo che il voto di Ferrero e del Pmli ci sarebbe. Ecco il famoso “Partito liberale di massa”, in tutto e per tutto uguale al Pcus di Stalin.

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