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pubblicato il 21 giugno 2010 alle 09:40 dallo stesso autore - torna alla home

“Anche Bossi mi attacca”: il premier non ne può più del clima nella maggioranza. E medita: “Sto pensando di prendermi una bella vacanza e di abbandonare tutti, così voglio vedere cosa faranno senza di me”.

E’ il Secolo XIX a raccontare il nuovo fronte aperto nella maggioranza, quello tra Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi. Che parte dalla nomina di Aldo Brancher a “nuovo” ministro del Federalismo, che la Lega, secondo il giornale, avrebbe appreso soltanto dai quotidiani: “Dovevamo farlo per dargli la possibilità di usare il legittimo impedimento”, sembra che si siano giustificati i berluscones nei confronti degli uomini del Carroccio.

E SILVIO S’ARRABBIA – Bossi adesso teme lo stop di Berlusconi sul federalismo, e pensa che il premier stia facendo melina, scrive il Secolo XIX; e proprio in questo ambito vanno inquadrati i recenti scossoni dati da Umberto alla maggioranza, con un neonato asse con Fini alla prima prova nella legge sulle intercettazioni, che ha già riportato il presidente del Consiglio a più miti consigli. Ma soprattutto, il premier starebbe ragionando intorno a un abbandono, temporaneo ma significativo: “Basta, ho una grana al giorno. Sto pensando di prendermi una bella vacanza e di abbandonare tutti: voglio vedere cosa fanno senza di me…“, scrive il Secolo XIX riferendo il pensiero di Silvio confidato ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

BRANCHER RETROMARSH – Intanto si profila già un cambio di destinazione per il neoministero per l’Attuazione del Federalismo, che dovrebbe diventare Ministero del Decentramento. A chiedere che sia cambiato il nome al dicastero è il neo ministro Brancher che, all’indomani del comizio leghista a Pontida, in cui Bossi ha sottolineato il fatto di essere l’unico ministro del federalismo, in un’intervista a La Repubblica getta acqua sul fuoco e tranquillizza il Carroccio. «La mia è stata una nomina del tutto condivisa – dice Brancher - . Non porto via nulla a Bossi. Io sono il garante, colui che garantisce un coordinamento ed una regia al federalismo». Brancher aggiunge che «Berlusconi ha capito che il federalismo va completato entro i prossimi tre anni» ed è importante che «sia un ministro del Pdl a fare da congiunzione tra la Lega, che fa le leggi sul federalismo e i ministeri sui quali queste leggi impattano, che sono tutti del Pdl». Un «ministro operativo e poco sbilanciato» si definisce Brancher che tranquillizza anche i finiani, dicendo che sarà «un anello di congiunzione» e a Fini dice che il suo ministero sarà «anche una risposta ai timori sui costi del federalismo». Non c’è nessun legame tra la nomina a ministro e la possibilità di usufruire del legittimo impedimento, secondo Brancher che su questo argomento afferma: «di questo incarico ne parliamo d alcune settimane, non è stato improvviso. Se il legittimo impedimento fosse stato così urgente sarei diventato ministro due mesi fa»