Il fatto che questa settimana ero indeciso se andare a vedere The A-Team o Karate Kid la dovrebbe dire lunga. Si dia (ri)inizio al revival sconsiderato degli anni ’80!
La scelta alla fine è caduta su questo film perché, incredibile dictu, dalla rivisitazione 2010 di Hannibal Smith e soci ci si poteva perfino aspettare qualcosa. Sì perché Joe Carnahan, reo di aver consegnato al mondo quella bruttura di Smokin‘ Aces, è in realtà uno che ci sa fare (quando non pensa di essere il Ritchie rincoglionito da Madonna). Vedere Narc per credere: un bel poliziesco, noir a tinte blu, in grado di meritarsi quattro stellette su cinque. Messo tra produzioni e scrittori affidabili può sicuramente esprimere un ottimo potenziale. Non che entrambi gli elementi reggessero per questo A-Team, visto che dietro ci sono i fratelli Scott e lo sceneggiatore di vette della raffinatezza cinematografica quali X-men Wolverine e Codice Swordfish. Però insomma… Non
è che posso andare al cinema sempre col prontuario del critico snob sotto braccio, non trovate?
PRIMA DEL MERCENARIO – Il film è pensato come prequel ideale della serie televisiva girata tra il 1983 e il 1987. Si sostituisce l’Iraq al Vietnam, con un copia-incolla di quelli che ricorda da vicino quello che stiamo vivendo nella realtà, e l’A-Team viene ricomposto. Sono narrate le peripezie di questo quartetto di eroi, dalla loro composizione per caso in Messico fino al congedo con disonore. Tutta la storia ruota attorno a delle matrici che rendono possibile stampare dollari falsi indistinguibili da quelli veri. Attorno a queste piastre e al manipolo di commando ruotano: terroristi da varie parti del mondo, la CIA e Jessica Biel (la cui gnoccaggine appare l’unico motivo per cui debba essere inclusa nel film, visto che non ha un ruolo che non potrebbe essere sostituito da una comparsata a caso della durata di cinque minuti). Ovviamente da tutti gli angoli del globo a dominare sono i piani ben riusciti del mai troppo compianto Hannibal Smith, interpretato da un improponibilmente brizzolato Liam Neeson.
TUTTI ADORIAMO I PIANI BEN RIUSCITI – La prima cosa che salta all’occhio della pellicola è la sua piattezza. Stiamo parlando di un action Hollywoodiano, lo so, ma quanto accade su schermo sembra andare perfino oltre i soliti standard del cinema usa e getta senza troppi pensieri. Prendiamo la caratterizzazione dei personaggi. Basterebbe fermarsi ad Hannibal Smith: praticamente in ognuna delle sue linee di dialogo deve comparire per forza la parola “piano”. E’ un disco rotto incredibilmente grottesco al punto da risultare per forza voluto. Anche gli altri personaggi non sono altro che maschere ben prestabilite e previste dal genere: c’è il matto buffo (che purtroppo non riesce ad esserlo abbastanza quanto dovrebbe, e son certo che Sam Rockwell avrebbe dato la verve richiesta al personaggio), il gorilla manesco con cui duettare negli innumerevoli siparietti comici e il figaccione che conquista le donne. La serie originale non l’ho mai considerata molto, quindi non se se tali maschere siano una trasposizione fedele, sta di fatto che tutto il film è costruito su dei pilastri solidi come condomini. Lo spettatore non è mai abbandonato a se stesso: il fatto di trovarsi di fronte a un costante “more of the same” lo tranquillizza e lo intrattiene senza provocarlo.




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beh…ma allora sono riusciti a rendere l’ A-team come nella serie TV
era esattamente così…il matto, il figo, il bruto che ha paura di volare e quello dei “piani ben riusciti”. con azione spettacolare (per l’epoca) e storie che di reale avevano ben poco.
forse sono i film d’azione alla Die Hard (che adoro) che sono nati ispirandosi alla serie A-Team. per cui se alla fine del film sei nell’ordine:
-soddisfatto per la caciaronata che hai visto
-stupito dall’azione
-ti sei fatto due risate con Murdock e P.E.
…allora è davvero l’A-Team
Beh altra cosa, non deve MAI morire nessuno. Nell’Ateam potevano sparare per giorni e mai nemmeno un ferito.
vero!
anche nelle scazzottate non c’era mai neanche una goccia di sangue…eheheheh!!!
Qua invece è più o meno un’ecatombe (anche se…
)
Hai scritto un (bel) articolo senza (quasi) spoilerare, e lo fai nei commenti?!
Comunque, come dicevano hellequin e calvin, l’A-team era così… un telefilm per bambini dai 6 anni in su, fondamentalmente. Come (quasi) tutti i telefilm di quel periodo, celebri erano le scene delle macchine che saltavano da trampolini nascosti con dinamiche e traiettorie improponibili per simulare impatti con oggetti di qualsiasi tipo…
Esagerato sotto ogni aspetto, una caricatura continua. Quindi se hanno mantenuto questo spirito, direi che non hanno snaturato l’essenza della serie originale (anche se vedere neeson al posto peppard, e i tizi sconosciuti al posto di benedict, mr. T e schultz sarà difficile da digerire
)
Non ho detto chi come e quando, non ti preoccupare