Lavoratori? Prrrr. Quasi 50mila a rischio fra comuni e regioni: colpa di Brunetta, che elimina la stabilizzazione voluta da Prodi
È in discussione alla Camera in questi giorni l’emendamento Brunetta che pretende di abrogare la procedura di “stabilizzazione” del personale precario con almeno tre anni di contratto a tempo determinato, avviata nel 2007 dal governo Prodi. Ciò potrebbe comportare il licenziamento circa 50mila lavoratori dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. A subirne le conseguenze anche figure importanti per lo sviluppo tecnologico e culturale del nostro Paese, come i ricercatori. In centinaia in pericolo. A Parma quelli del CNR stanno manifestando il proprio dissenso. E non sono i soli.
SONO IN TREDICI SONO GIOVANI E FORTI - E protestano: “Mmmazza precari Brunetta! Ricerca in mutande!“. Lunedì mattina hanno indirettamente bloccato il traffico sulla tangenziale che porta al Campus di Parma,
che ospita l’ente per cui lavorano e molte strutture dell’Ateneo (facoltà scientifiche, Cup, ecc.), unendosi alla protesta informativa, semplice ma efficace, di ricercatori e studenti universitari contro la legge 133 di Tremonti. (Ne parleremo presto). È da giovedì scorso, poi, che occupano il proprio istituto. Sono i ricercatori dell’IMEM (Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo ) un “ramo” del CNR. Striscioni a urlare la rabbia, volantini e magliette per comunicare e speranza che qualcuno ascolti, dal proprio punto di vista non possono che disprezzare la cosiddetta “Ammazza precari” del ministro Brunetta.
30 GIUGNO 2009: A CASA! - Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, che, pur essendo un ente pubblico, non grava – scrivono nel comunicato stampa diffuso ai media – sulle casse dello Stato, aveva previsto circa 700 nuovi assunti negli anni 2008-2009, tra coloro che ne avevano i requisiti per anzianità. Questo emendamento ne dispone invece il licenziamento in tronco il 30-6-2009. Proprio così, cacciati via. Anche quelli che potrebbero farci sentire più orgogliosi di essere italiani. “Tale norma incide su persone che, a causa del blocco delle assunzioni dal 2002 a tutto il 2006 non hanno avuto altra possibilità che essere reclutati con contratti a termine“.
La scorsa legislatura Prodi forse ci aveva provato a metterli “a posto“, ad assicurar per loro come per altri l’opportunità di far fruttare la propria preparazione in modo un po’ meno instabile. Alcuni nei mesi scorsi hanno anche fatto in tempo a “sistemarsi“, un centinaio circa. Ma è arrivato Brunetta e ha pensato che non si poteva più fare, senza distinzioni e che non dovevano esser assunti: occorreva proprio mandarli via! “A decorrere dal 1 luglio 2009, alla data di scadenza dei relativi contratti le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato in contrasto con la disciplina di cui agli articoli 7 [...]“. Così recita in un punto l’emendamento contestato. Non convince i ragazzi del IMEM, né altri, neanche la sua modifica recente nello slittamento di sei mesi di attesa per il termine delle “vite” precarie.
AMMAZZATECI TUTTI – Non sarebbe, secondo i ragazzi del CNR, che una conferma dell’intenzione di “ammazzarli tutti“. “
Si sottolinea che le modifiche apportate nell’ultima stesura dell’emendamento non sono migliorative, ma anzi, il posticipo al primo luglio 2009 conferma la grave intenzione di eliminare i precari, licenziandoli. Al tempo stesso il nuovo comma 7 stabilisce un periodo, di sei mesi, in cui il Dipartimento della Funzione Pubblica dovrebbe nuovamente valutare le graduatorie e le richieste delle Amministrazioni. Questa richiesta appare chiaramente dilatoria e nasconde l’intento di non procedere alle stabilizzazioni in quanto le informazioni necessarie sono già state comunicate alla Funzione Pubblica nell’aprile scorso“. Così scrivono nel verbale dell’assemblea che hanno tenuto lo scorso 2 ottobre, giorno in cui hanno deciso di occupare la propria sede, tutti e cinquanta i dipendenti, personale amministrativo compreso.



PRECARIATO:
UNA SITUAZIONE DI COMODO PER LO STATO CHE CI PORTERÀ ALLA FAME
Si chiede:“ La stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, dei precari che da oltre un triennio – con contratto di lavoro a tempo determinato prestano servizio alle dipendenze scolastiche restando nelle graduatorie permanenti di 1 Fascia, del personale Docente e ATA. Si tenga presente che essere nella prima fascia da un triennio vuol dire aver prestato minimo 5 anni di servizio da precari, considerando che per il passaggio in prima fascia sono richiesti almeno 24 mesi di servizio presso le Scuole Statali e nella categoria di appartenenza. (Se non erro cinque anni equivalgono ad una legislatura con la quale i nostri onorevoli acquisiscono il diritto ad una pensione vitalizia alquanto riguardevole) Si reclama, pertanto, un sacrosanto diritto per il personale scolastico: non quello di acquisire la pensione dopo un quinquennio… ma quello di un contratto a tempo indeterminato. PRECARIATO: un vero problema, un cancro che coinvolge milioni di lavoratori pubblici e privati, influenzando l’intera economia del paese (le statistiche ufficiali in Italia parlano di oltre 2,5 milioni di precari); precariato che di sicuro fa comodo al governo e ai datori di lavoro, della pubblica Amministrazione e soprattutto della scuola. Mi riferisco in particolar modo ai precari ATA, che ogni anno al 31 di agosto vengono licenziati a migliaia, per poi essere riassunti col primo di settembre, senza avere alcuna garanzia. Servitori dello Stato mal pagati, poco riconosciuti: precari cronici. Quel che è sicuro è che vi è una precisa volontà dei nostri governanti di rendere inefficiente la pubblica amministrazione (scuola) e di ricattare la forza di lavoro precaria. Basta tener presenti le ingenti somme di danaro pubblico che vengono spostate verso le Scuole private, ove sia il personale ATA che docente entra non per concorso, ma per conoscenza: un regno di pochi prediletti dove si consegue un punteggio che permette l’accesso alle scuole statali) (Prediletti per il punteggio ma ricattati economicamente. Mi vien da pensare al film di Fantozzi: “Se vuoi lavorare paga”) –NON RICONOSCENDO A QUESTI LAVORATORI ALCUN PUNTEGGIO, potrebbero cessare i ricatti economici. Inoltre ……[omissis] La Precarietà, la privatizzazione e la diminuzione del personale portano ad una disorganizzazione dei servizi pubblici, con conseguenze che ben si notano sulle ex aziende Statali passate ai privati: treni e traghetti invasi da zecche, pulci, ratti, per non parlare delle aziende sanitarie dove persone sane vengono operate per arricchire il budget di alcuni dirigenti. Dunque la mentalità dei nostri governanti supera ogni pudore quando si tratta di tagliare la spesa pubblica e di ridurre in modo drastico la quantità e la qualità dei pubblici servizi. Tutto ciò incide notevolmente sul commercio, considerato che chi è di ruolo può acquistare una macchina a rate o accedere ad un mutuo bancario; chi invece è precario viene bloccato, e con esso è bloccato anche lo sviluppo economico del paese. Come se ciò non bastasse, entra in gioco il potere di acquisto dei salari sempre più inadeguati, con le immissioni in ruolo al ribasso o addirittura bloccate, e l’annullamento dei diritti acquisiti dai lavoratori e della loro dignità. Di questo passo possiamo affermare che il tanto agognato “posto fisso” sarà solo una chimera, o la indignitosa riserva di alcuni personaggi poco onorevoli che ci governano.
Basilio SANTOCRILE.
Proprietà letteraria riservata di Basilio Santocrile, viene consentita la riproduzione dei racconti poesie detti ecc. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citandone l’ autore. – santocrile@virgilio.it
uhmamma, speriamo bene santocrile.
Ma onestamente, qualcuno spera sul serio che in Italia un giorno si investa seriamente in ricerca? Ho vari amici all’estero a fare dottorati, e ogni volta che ci parlo assieme mi convinco sempre di più che se uno ne ha la possibilità dovrebbe _scappare_ il più in fretta possibile. Io mi sto attrezzando proprio in questi giorni
Comunque, a quanto pare hanno almeno aumentato gli stipendi dei dottorandi portandoli a circa 1000 euro…un passettino in avanti (e 200 indietro).
Konx.
spero che il Ministro Brunetta trovi una soluzione per questi giovani promettenti e meritevoli, ma come mai non scendono mai in piazza per le altre schifezze dell’università?
vedi:
http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1000655.html
@m. Sono scesi lunedì scorso anche alcuni ricercatori dell’università a Parma e non solo…e non per protestare contro l’ammazzaprecari ma contro la legge 133 approvata quest’estate quando erano in vacanza…Ho sentito anche loro. Spero di farvi leggere presto
e alla manifestazione dei ricercatori dell’università si sono uniti anche questi ragazzi del Cern…è una protesta nella protesta per certi versi…
NON SIAMO DEL CERN, SIAMO DEL CNR!!!!!!!
ahi ahi ahi!! lo sapevo che mi scappava di nuovo!
CHIAMATE FROID!
corretto ;P
grazie Loska!
Bravo Brunetta continua cosi troppi parassiti in Italia-BRAVOOOOOO
@ gloria, mi raccomando: si scrive froid, ma si pronuncia fruad.
si Brunetta, troppi parassiti. Ha ragione Alfonso.Magari stanno da altre parti però! Prova a cambiare prospettiva… In ogni caso:i ricercatori del IMEM (CNR) oltre che essere anelli importanti per lo sviluppo tecnologico del nostro Paese, si avvalgono di finanziamenti esterni. Da quello che ho capito non gravano sulle casse dello Stato
@Gregory…io scrivo come parlo:D questo è il problema!
Quasi quasi al posto di fare il loro gioco facendo la fame mi metto in piazza da laureato e mi metto a fare l’unica cosa che spero mi riesca: suonare la chitarra e fare un giro col capello in mano!
Non si sa mai….magari è la volta buona!!!
Pingback: cronaca24.org
Precari significa che si puo essere licenziati, quindi bisogna avere il posto fisso in modo che lo stato, o chi per Lui non possa più licenziarti. Esiste il divorzio, tra coniugi, norma moderna e illuminata, ma non tra datore di lavoro e lavoratore.In Cina c’é più di un miliardo di lavoratori, tutti licenziabili, quindi tutti precari. La grande maggioranza di tutti i lavoratori nel mondo, sono licenziabili (specie i fannulloni perché quelli che rendono non li licenzia nessuno). In Italia invece bisogna continuare a lottare strenuamente, perchè il divorzio non deve esistere.