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pubblicato il 8 ottobre 2008 alle 14:35 dallo stesso autore - torna alla home

Lavoratori? Prrrr. Quasi 50mila a rischio fra comuni e regioni: colpa di Brunetta, che elimina la stabilizzazione voluta da Prodi

È in discussione alla Camera in questi giorni l’emendamento Brunetta che pretende di abrogare la procedura di “stabilizzazione” del personale precario con almeno tre anni di contratto a tempo determinato, avviata nel 2007 dal governo Prodi. Ciò potrebbe comportare il licenziamento circa 50mila lavoratori dello Stato, delle Regioni e dei Comuni. A subirne le conseguenze anche figure importanti per lo sviluppo tecnologico e culturale del nostro Paese, come i ricercatori. In centinaia in pericolo. A Parma quelli del CNR stanno manifestando il proprio dissenso. E non sono i soli.

SONO IN TREDICI SONO GIOVANI E FORTI - E protestano: “Mmmazza precari Brunetta! Ricerca in mutande!“. Lunedì mattina hanno indirettamente bloccato il traffico sulla tangenziale che porta al Campus di Parma, 2922489320 a763cefc98 Cervelli in sciopero contro lAmmazza precariche ospita l’ente per cui lavorano e molte strutture dell’Ateneo (facoltà scientifiche, Cup, ecc.), unendosi alla protesta informativa, semplice ma efficace, di ricercatori e studenti universitari contro la legge 133 di Tremonti. (Ne parleremo presto). È da giovedì scorso, poi, che occupano il proprio istituto. Sono i ricercatori dell’IMEM (Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo ) un “ramo” del CNR. Striscioni a urlare la rabbia, volantini e magliette per comunicare e speranza che qualcuno ascolti, dal proprio punto di vista non possono che disprezzare la cosiddetta “Ammazza precari” del ministro Brunetta.

30 GIUGNO 2009: A CASA! - Il CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche, che, pur essendo un ente pubblico, non grava – scrivono nel comunicato stampa diffuso ai media – sulle casse dello Stato, aveva previsto circa 700 nuovi assunti negli anni 2008-2009, tra coloro che ne avevano i requisiti per anzianità. Questo emendamento ne dispone invece il licenziamento in tronco il 30-6-2009. Proprio così, cacciati via. Anche quelli che potrebbero farci sentire più orgogliosi di essere italiani. “Tale norma incide su persone che, a causa del blocco delle assunzioni dal 2002 a tutto il 2006 non hanno avuto altra possibilità che essere reclutati con contratti a termine“. 2922501128 c4ddcf9f72 Cervelli in sciopero contro lAmmazza precariLa scorsa legislatura Prodi forse ci aveva provato a metterli “a posto“, ad assicurar per loro come per altri l’opportunità di far fruttare la propria preparazione in modo un po’ meno instabile. Alcuni nei mesi scorsi hanno anche fatto in tempo a “sistemarsi“, un centinaio circa. Ma è arrivato Brunetta e ha pensato che non si poteva più fare, senza distinzioni e che non dovevano esser assunti: occorreva proprio mandarli via! “A decorrere dal 1 luglio 2009, alla data di scadenza dei relativi contratti le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di lavoro subordinato a tempo determinato in contrasto con la disciplina di cui agli articoli 7 [...]“. Così recita in un punto l’emendamento contestato. Non convince i ragazzi del IMEM, né altri, neanche la sua modifica recente nello slittamento di sei mesi di attesa per il termine delle “vite” precarie.

AMMAZZATECI TUTTI – Non sarebbe, secondo i ragazzi del CNR, che una conferma dell’intenzione di “ammazzarli tutti“. “2922501110 7a253cdf21 Cervelli in sciopero contro lAmmazza precariSi sottolinea che le modifiche apportate nell’ultima stesura dell’emendamento non sono migliorative, ma anzi, il posticipo al primo luglio 2009 conferma la grave intenzione di eliminare i precari, licenziandoli. Al tempo stesso il nuovo comma 7 stabilisce un periodo, di sei mesi, in cui il Dipartimento della Funzione Pubblica dovrebbe nuovamente valutare le graduatorie e le richieste delle Amministrazioni. Questa richiesta appare chiaramente dilatoria e nasconde l’intento di non procedere alle stabilizzazioni in quanto le informazioni necessarie sono già state comunicate alla Funzione Pubblica nell’aprile scorso“. Così scrivono nel verbale dell’assemblea che hanno tenuto lo scorso 2 ottobre, giorno in cui hanno deciso di occupare la propria sede, tutti e cinquanta i dipendenti, personale amministrativo compreso.

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