No, non è colpa di Henry Paulson, né dei suoi amici della Goldman Sachs, non è colpa di George W. Bush e dei guerrafondai texani, né di Jean-Claude Trichet che non abbassa i tassi. E nemmeno di Alessandro Profumo, “il compagno che sbaglia”. Acqua, acqua.
(Luca Conforti è lo pseudonimo di un giornalista che lavora per uno dei più importanti quotidiani nazionali. La sua rubrica, Parco Buoi, si occuperà con cadenza settimanale di imprese, finanza e mercati, con un occhio al risparmiatore).
State perdendo soldi sui vostri sudati risparmi e giustamente volete qualcuno con cui prendervela. A ogni ondata che sconvolge i mercati, non siete mai sulla cresta, ma sempre sulla costa a cercare una palma a cui aggrapparsi.
PER TROVARE IL RESPONSABILE – Non serve guardare così lontano, non chiedete spiegazioni agli arabi ingordi che tengono alto il prezzo del petrolio; non maledite Berlusconi che promette, ma non abbassa le tasse, e nemmeno Prodi che le ha alzate.
Non ve la prendete con l’euro troppo caro o il dollaro troppo basso, con l’imprenditore che alza i margini nonostante sfrutti cinesi e rumeni o con il commerciante che arrotonda per pagarsi le rate del SUV. Cercate più vicino: in banca. Chiedete all’impiegato che normalmente si occupa dei vostri risparmi: “Quando hai guadagnato con le ultime ‘campagne prodotto’? E vendendo cosa?”. Tra le molte pratiche discutibili del mondo bancario la più deleteria è proprio l’incentivazione della “forza vendita” riconoscendo direttamente al bancario-piazzista un premio extra su un determinato titolo o prodotto bancario venduto in un dato periodo.




Tutto vero quello descritto nell’articolo, sono una ex bancaria/consulente finanziaria e vi assicuro che è proprio così: La nostra professionalità, come consulente, era del tutto venificata dagli “ordini di scuderia” nel piazzare un prodotto o l’altro. Naturalmente dovevamo vendere ai clienti principalmente quelli prodotti dalla Banca stessa: Sapeste quante volte mi sono trovata in imbarazzo nel giustificare le scelte aziendali, quando i clienti si accorgevano che il prodotto consigliato generava solo perdite di capitale e non reddito naturalmente si rivolgeva al “consulente” che aveva consigliato tale prodotto e in quel caso la banca se ne lavava le mani! Ma non credete che tutto questo portava dei benefici al consulente, non c’era alcun ritorno “economico” particolare al massimo ho usufruito di un viaggio premio o di articoli generici (telefoni, sveglie, radioline etc e scemenze di questo genere)
tina, perché non ci racconti la tua esperienza?
giornalettismo@gmail.com
Gregorj, sarebbe un lungo racconto ho lavorato 24 anni in quella “azienda” soppravivendo a ben 3 fusioni aziendali poi scelsi la “libera professione” proprio perchè non sopportavo più lo “snaturare” della mia professione di consulente finanziario. Come libera professionista lavoravo comunque per una “azienda Bancaria” ma non avevo più l’obbligo di collocare prodotti della banca ma curare un po di più gli interessi dei “miei” clienti. Ma naturalmente non tutti i consulenti sono uguali, molti guardano più al proprio portafoglio che a quello del cliente ed è chiaro che essendo i guadagni legati ai prodotti collocati(i consulenti non hanno uno stipendio ma guadagnano una “fee” sui prodotti collocati e sul mantenimento degli stessi) e ovviamente le banche pagano una “fee” maggiore (a volte anche il doppio) per i propri prodotti: lascio a te le conclusioni. Anche tu ti occupi di finanza?
qui ce ne occupiamo in molti
se ci scrivi, ne parliamo
Non sapevo, è la prima volta che vi leggo
uso la casella mail citata?
yesss
l’articolo dice il vero, con le incentivazioni legate a punteggi sulla vendita di tutti i prodotti,honno portato i dipendenti di banca a vendere di tutto in parecchi casi senza sapere cosa stanno vendendo. Le pressioni sono davvero tremende. di piu’ gli incentivi al venditore …macche consulente sono miseri in rapporto a quelli dei capimercato e piu su.
Dovrebbero essere fermati, altro che patti chiari!!!!!
qui la colpa è sempre di qualcun altro,io stesso insulto e impreco contro tizio piuttosto che caio,ma noi siamo prorio tutti dei coglioni? cazzo ma possibile che ci si faccia sempre fregare?le banche fanno il loro lavoro,guadagnare,la colpa è solo nostra che ci facciamo menare per il naso,che non siamo capaci di distinguere un bot da un future,che non abbiamo nessuna cognizione di cosa sia il rischio,che quando il mercato tirava tutti contenti perchè si guadagnava,che quando vai a fare il mutuo non sai neanche farti i conti per capire se ci stai dentro o meno,sempre pronti a piangere quando le cose vanno male e a dare la colpa a qualcuno.Lavorare è fatica,il risparmio è fatica,il risparmio è linfa vitale in questo tipo di società,e allora informati invece di restare lì come un rimambito a guardare le partite e a demandare a qualcun altro il tuo destino,qui tutti sanno di calcio e nessuno di investimenti,o siamo un popolo talmente ignorante che non meritiamo niente o fino a quando le cose vanno bene,tutto a posto,quando vanno male, a piangere dalla mamma,falsi e ipocriti,sempre con la paura d\’aver perso l\’occassione o l\’affare, salvo poi.. ma io non sapevo, ma non ho letto,ma quello non mi ha detto niente,ma mi avevano promesso il 50% all\’anno,ma basta….Noi siamo gli unici artefici del nostro destino possiamo e dobbiamo scegliere se essere \” uomini,ominicchi o quaqquaraquà.
LA COLPA E’ DEL SISTEMA BANCARIO E DI QUEI GIUDICI CHE PER ANNI HANNO TOLLERATO UN SIMILE SCONCIO.
FUORI DAI PIEDI.
BUTTATELI IN GALERA.
CAMBIATE SISTEMA
AVVOCATO AGATONE CENCETTI
CON STUDIO IN LIVORNO
VIA PISA-CANE
abbiamo dei “pentiti”
.
Ex direttore (come ti chiamiamo adesso? Insulti a parte) mi raccomando. Massima protezione ma portiamo a casa qualche storia carina.
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