“Se il ddl intercettazioni non cambierà potremo anche votare la fiducia, ma non il provvedimento“. Il finiano Fabio Granata – fa sapere l’Ansa – risponde così a chi gli chiede cosa succederà se il testo verrà presentato in Aula così com’è e con il voto di fiducia. “Il fatto – aggiunge il parlamentare - è che questo provvedimento così come è stato licenziato dal Senato non piace anche a due parlamentari che sono stati tra i co-fondatori di Forza Italia come Gaetano Pecorella e Giuseppe Pisanu. E non credo che loro possano essere accusati di puntare a poltrone o altro come è stato detto di noi. Questo è semplicemente un testo sbagliato che è un grande regalo alla mafia e basta. E come tale non possiamo accettarlo”. Nel giorno in cui il presidente della Camera Gianfranco Fini riceve il figlio di Pio La Torre che donerà a Montecitorio una parte “importante dell’archivio del padre“, osserva sempre Granata, l’idea di avallare un progetto che potrebbe “favorire” in qualche modo Cosa Nostra proprio non gli va giù. “Ci sono delle modifiche da fare come quelle che riguardano le intercettazioni ambientali e i ‘reati satellitè e quelle vanno fatte – ribadisce il deputato – anche per evitare che poi comunque il testo venga bocciato. Perchè non lo capiscono?“.
Interni
I finiani e l’ultimatum del governo: “Niente regali a Cosa Nostra”
15 giugno 2010


