Freedom Flotilla, l’inchiesta di Israele non convince la stampa
14/06/2010 - Dopo diversi giorni di negoziazioni con Washington, Tel Aviv ha finalmente annunciato la creazione di una “Commissione indipendente pubblica” a partecipazione straniera, due settimane dopo l’assalto contro la flotta internazionale che ha ucciso nove persone. Le Nazioni Unite e diversi
Dopo diversi giorni di negoziazioni con Washington, Tel Aviv ha finalmente annunciato la creazione di una “Commissione indipendente pubblica” a partecipazione straniera, due settimane dopo l’assalto contro la flotta internazionale che ha ucciso nove persone.
Le Nazioni Unite e diversi paesi, tra cui la Francia e la Gran Bretagna avevano chiesto una commissione internazionale, una proposta sempre respinta da parte di Israele, che vuole svolgere l’indagine con i propri mezzi. Secondo un comunicato dell’ufficio del primo ministro,
Netanyahu, il Comitato israeliano avrà l’obiettivo di “studiare gli aspetti delle azioni intraprese da Israele per impedire alle navi di raggiungere le coste di Gaza“.
LA FARSA - Ma il quotidiano Haaretz denuncia in un editoriale: ”Gli sforzi del governo per evitare un’indagine approfondita e credibile assomiglia sempre più a una farsa” e ha invitato il giudice Yaakov Tirkel, nominato a capo della Commissione, a dimettersi. Questo ex giudice della Corte Suprema finisce in una posizione pericolosa, ha scritto Haaretz, dopo aver auspicato un diverso tipo di commissione solo pochi giorni prima della sua nomina.
L’AMICO DI ISRAELE - La nomina di due osservatori internazionali – senza diritto di voto – risponde alle richieste della comunità internazionale e in particolare degli Stati Uniti, che avevano sostenuto una partecipazione internazionale nell’ inchiesta. Ma l’imparzialità di David Trimble, ex primo ministro dell’Irlanda del Nord e nominato ieri, è discutibile. Il Premio Nobel per la Pace 1998 farebbe parte degli “Amici di Israele” una iniziativa inaugurata il 31 maggio a Parigi, in particolare la notte dell’ assalto. Il gruppo si definisce come “una iniziativa di lotta contro la delegittimazione dello Stato di Israele“. Il gruppo conta fra i suoi membri Jose Maria Aznar, ex primo ministro spagnolo. La cerimonia è stata introdotta da Dore Gold, ex ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite e vicino a Netanyahu. L’altro osservatore internazionale, il generale Ken Watkin, ex consigliere per l’esercito canadese, è accolto più favorevolmente. Come spiega il quotidiano canadese The Chronicle Herald, Ken Watkin è conosciuto per il suo coinvolgimento con i militari canadesi in Afghanistan. In una nota inviata allo Stato Maggiore canadese, nel contesto del suo lavoro, ha ricordato che ignorare deliberatamente gli abusi sui prigionieri era un reato. Il ministro degli Esteri canadese si è detto sicuro che la carriera di Watkin lo raccomandava per questo ruolo.
LA TURCHIA NON SI FIDA - Da parte sua, la Turchia non è soddisfatta di questo compromesso. “Non abbiamo fiducia nel fatto che Israele, un paese che ha commesso un attacco a un convoglio civile in acque internazionali, condurrà una ricerca imparziale“, ha affermato il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu alla stampa. Il governo insiste sulla creazione di una commissione d’inchiesta “sotto il controllo diretto delle Nazioni Unite“, che includa rappresentanti turchi e israeliani. Il paese è interessato in prima linea a questo caso, poiché le nove persone uccise durante l’assalto avevano cittadinanza turca (uno di loro aveva anche la cittadinanza americana).Israele ha ripetutamente rifiutato una commissione internazionale di indagine, spiegando che”Israele è una democrazia“. “Israele ha la capacità e il diritto di indagare per suo conto, di non essere oggetto di indagine da parte di un organismo internazionale” ha spiegato il suo ambasciatore negli Stati Uniti, Michael Oren. Gli Stati Uniti ritengono che “la presenza internazionale” in seno alla Commissione “consoliderà la credibilità dell’ inchiesta”. La Casa Bianca ha precisato che non “pregiudicherà l’esito del processo e attenderà i risultati prima di trarre conclusioni“.













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Che pagliacciata!
Se non si fosse trattato di una tragedia, ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate.
Come se ad un ladro-assassino si desse la direzione di un’inchiesta su un suo efferato delitto.
Gli occidentali si vergognino per la loro viscida lecchineria nei confronti di Israele!