Dopo le polemiche il comico affida al giornale di Padellaro e Travaglio una replica in forma di intervista. Che però i dubbi sulla storia li fa aumentare.
E’ difficile che rimanga negli Annali del giornalismo italiano come la più completa intervista “antipatizzante” nei confronti di un personaggio che deve delle risposte all’opinione pubblica, quella realizzata da Ferruccio Sansa per il Fatto Quotidiano a Daniele Luttazzi, nella quale il comico “spiega” le sue ragioni in merito al video che lo accusava di aver copiato interi repertori e sketches di comici americani e inglesi.
NEL METODO – Sansa, ex Secolo XIX e Repubblica, è un ottimo professionista, anche se su internet è rimasto famoso per aver dedicato un intero articolo sul quotidiano diretto da Ezio Mauro ai Bonsaikitten (uscito nel febbraio 2002), i gattini rinchiusi in bottiglia che facevano gridare all’orrore gli amici degli animali poi rivelatasi una bufala bella e buona. Il Fatto, invece, distribuisce un dvd degli spettacoli di Luttazzi in abbinamento al giornale da qualche tempo, ma la circostanza non è ricordata nell’articolo né nelle didascalie. Il testo completo, in attesa di vederlo sull’Antefatto, potete leggerlo qui con tanto di commenti di Ntvox, il blogger che ha raccolto e confrontato il repertorio dei comici stranieri e di quelo italiano. Nell’intervista Luttazzi comincia subito con una bugia, quando risponde “Nessun giornale mi ha chiesto davvero cosa è successo” alla domanda sul perché non abbia spiegato prima le circostanze: tutti in privato, e in pubblico anche l’Unità, hanno proposto interviste sul punto, che il comico ha preferito non fare preferendo rispondere a chiunque con la “replica ciclostilata” degli ovvi motivi pubblicata un po’ ovunque. Poi si comincia con la finta ammissione: “E’ vero, copio, lo dico da anni, e lo faccio apposta, per motivi precisi. Non ho mai nascosto nulla. Dov’è la notizia?“. La notizia, direbbe uno maligno, è nel fatto che in un sacco di risposte private ad email di richiesta spiegazioni ha invece sempre negato le circostanze, e in alcune occasioni pubbliche (intervista a Repubblica) ha allo stesso modo negato. Questa circostanza non viene ricordata dall’intervistatore.
LE CINQUECENTO BATTUTE – Dice poi Luttazzi a proposito delle 500 battute che lo accusano di aver copiato: “Sono molte di meno, di mie ne ho scritte a migliaia. Ma i numeri, usati a fini di scalpore, sono irrilevanti: nessuna battuta di quelle che cito è plagio, sia perché invito a scoprirle (non è plagio se è dichiarato, è un gioco intellettuale), sia perché si tratta di calchi o di riscritture con variazioni e aggiunte, procedimenti legittimi. Buona parte del repertorio di David Letterman, ad esempio, si fonda su calchi di vecchie battute di Johnny Carson , aggiornate alla bisogna. E l’aggiornamento di una battuta generica (calco) è già un potenziamento, amplificato dall’inevitabile allusione al precedente. È l’arte del comico“. E qui, per la controreplica, non avendo avuto la possibilità di averla dall’intervista, la affidiamo al blog Ntvox: “Le battute (riconosciute come copiate) sono circa 250-260 al momento. Alcune però sono monologhi di 10 minuti, come il pezzo dei dinosauri di Izzard. Se ne aggiungono ogni settimana almeno 8-10. Sono tutti plagi. E anche questo per confermarlo basta fare una omparazione dei testi”. E poi si ricorda che alcune battute “riprese” sono di prima del 1996, quindi precedenti alla “Caccia al tesoro” usata come giustificazione e indetta nel 2005.
I GIORNALI DI DESTRA? – Nell’intervista si raggiunge il massimo della fregnaccia quando si dice che in prima fila tra gli accusatori ci sono i giornali di destra. Cosa falsa, perché è vero che Massimiliano Lussana del Giornale qualche tempo fa, e Libero ieri hanno dedicato alla storia degli spazi, ma questi sono stati infinitamente più irrilevanti rispetto a quelli utilizzati da Repubblica e l’Unità, che hanno riportato i fatti in maniera molto più circostanziata e, almeno in un caso, chiedendo repliche all’interessato. Mai arrivate. Tutte queste circostanze sono pubbliche, ma Sansa nell’intervista non le ricorda per chiederne conto a Luttazzi. Quindi si arriva al punto dell’io-so’-io e voi-nun-sete-un-cazzo, dove, in perfetto stile Marchese del Grillo, Luttazzi spiega che gli attacchi sono frutto dell’ignoranza, perché non tengono conto della semiotica, dei ruoli attanziali, della comunicazione comica e via circostanziando: “Estrapolare battute da un testo dicendo “Sono simili, quindi è plagio” è una solenne baggianata. Primo, perché non esiste messaggio senza contesto. Il contesto guida l’interpretazione, sia inducendo attese che renderanno la battuta più o meno sorprendente, sia aggiungendo significati altri che permettono risate aggiuntive. [...]Secondo, perché quello che fa scattare la risata non è tanto il contenuto della battuta, come si crede ingenuamente, ma la tecnica. [...] Ogni modifica tecnica, anche minima, può quindi migliorare una battuta. [...] Terzo, perché il testo di una battuta è solo uno dei tre elementi che la caratterizzano come joke”.
“SIETE VOI CHE NON CAPITE” – Anche qui replicare è abbastanza facile: il cambio di contesto è un passaggio obbligato in molte delle battute sotto accusa, visto che molte sono state fatte attingendo da società e politica americana; è anche vero che in molti casi sono stati copiati intere parti di monologhi e sketches, spesso attuando una ricontestualizzazione minima (tredicenni al posto di minorenni, Betamax al posto di Commodore 64). Davvero basta questo per attribuirsi una patente di verginità, e sentirsi in diritto, in molti casi, di non citare nemmeno la fonte, anche quando questa non è di “grandi comici americani conosciuti da tutti”? Pure questa domanda non viene fatta. Poi c’è l’argomento “tecnologico”, la cui reale valenza e intenzione è stata perfettamente spiegata dalla stessa fonte del messaggio (e il comico, dopo averla linkata sul suo blog, ha deciso di farla sparire quando ha letto meglio).
LE DOMANDE CHE MANCANO – Dopo aver detto di sentirsi come un professore giudicato da un branco di ripetenti, il comico entra poi di diritto nel novero di quelli per i quali ogni critica fa parte di un complotto contro il criticato, un club il cui fondatore è tessera numero Uno rimane il “nemico pubblico” del Fatto, Berlusconi: “Non sarà l’ultimo attacco. Ma qualcuno si è chiesto almeno chi è l’autore del video anonimo che diffama il mio lavoro. Perché è stato diffuso con un’azione così capillare?“. E qui l’intervistatore dimentica sia di rilevare la stronzata detta che di fare la domanda ultima e più importante. Nell’ordine: non c’è stata per niente una diffusione capillare: da quando il video è stato pubblicato per la prima volta su Youtube, Facebook e altri servizi di hosting, capillare è stato soltanto il numero di reclami effettuati dalla Krassner s.r.l. di Daniele Luttazzi per chiederne e ottenerne la rimozione. E sinceramente non se ne capisce mica il motivo, se è vero che per Luttazzi il video non scopriva niente di nuovo. In più, il comico ha continuato nelle sue difese a sostenere l’esistenza di due reati: la diffamazione e la violazione del copyright. A parte tutte le considerazioni giuridiche sulla sussistenza delle accuse, sarebbe stato giusto chiedere da parte di Sansa a Luttazzi se lui ha denunciato Repubblica e Unità, che hanno hostato il video, reclamando la presenza di uno o entrambi i reati. Perché se lo ha fatto, allora ne vedremo delle belle, specialmente se, come è probabile, alla fine a soccombere in giudizio sarà proprio lui. Se invece, come è altamente probabile, non lo ha fatto, allora anche le prime pretese di rimozione del video erano infondate. Purtroppo non sapremo mai come è andata su questo punto. L’unica cosa certa è che Luttazzi usa lo spazio dell’intervista per non rispondere su tutta la serie di questioni, o di farlo soltanto in maniera parziale, e che il giornalista non gliene chiede conto. Pazienza. Se questo è l’ultimo atto della vicenda – in attesa di una presa di posizione oltreoceano, che pare sia in arrivo – la tragedia si chiude nel modo più triste: con la morte del protagonista.









CHISSENEFREGA!!!
ottimo articolo! Condivido punto per punto
vabbè aggiungiamo tristezza alla tristezza….
“Il segreto della creatività è saper nascondere le proprie fonti.”
[A. Einstein]
Ne deduco che, essendosi fatto sgamare, Luttazzi non sia molto creativo…
bravi!!tenetevi i vostri originlissimi “comici” da colorado e zelig che io mi tengo luttazzi.copierà ma almeno copia dai grandi.grandi che, senza luttazzi, la maggiorparte di voi-noi probabilmente manco avrebbe conosciuto.e poi non so, ma quest’attacco a luttazzi sembra tanto frutto di una bella campagna di discredito in puro stile berlusconiano. e non venitemi a dire che repubblica e l’unità sono fuori da questi giochi perchè mi scapprebbe da ridere.
Nessuno ha detto che i comici di Colorado e Zelig sono meglio oppure originalissimi, non c’entra proprio niente quello che dici. E questa storia della campagna di discredito “in puro stile bersluconiano” è un’evidente fregnaccia paracomplottista.
guarda so che nessuno ha detto che zelig e colorado sono meglio. ma se ci pensi sarebbero gli unici rimsti in italia. detto questo, quando dici che “questa storia della campagna di discredito “in puro stile bersluconiano” è un’evidente fregnaccia paracomplottista” mi fai ridere. e molto.
Non importa se, a tuo dire, in Italia gli altri comici sono scadenti. Luttazzi copia, questo è il punto. Il confronto con gli altri comici non c’entra proprio; anzi, se Luttazzi sembra tanto migliore perché copia le battute, il confronto potrebbe non essere a suo favore. È se copia un dato di fatto, non c’è una campagna di discredito, ci sono prove oggettive, c’è una sua difesa traballante, non ci sono insinuazioni o indizi inventati. Semmai, lo stile berlusconiano consiste proprio nel negare l’evidenza e gridare alla persecuzione, esattamente come fai tu. Sei berlusconiano, praticamente. Lulz
Ridi pure e anche molto, se ti garba, ma Zio ha ragione. Il problema di Luttazzi non è l’aver copiato, pratica che, appunto, è comune. È l’atteggiamento. Dice bene Aldo Grasso (Aldo Grasso, da sempre suo fan: mica i superpirla di Libero e Giornale) che si sta difendendo in maniera patetica, con uno stile a metà tra lo Scajola a cui regalano gli appartamenti e il secchioncello isterico. Massima stima a Daniele, ma l’arroganza, che a volte è inseparabile dal genio, in questo caso gli sta facendo fare una figura da fesso dopo l’altra: prima la censure, poi le domande senza risposta (io ancora aspetto una presa di posizione sul discorso dei post retrodatati, ad esempio), poi il vittimismo. Dimenticandosi, o facendo finta di dimenticarsi, che la campagna è animata al 90% da suoi fan a cui farebbe piacere un po’ di franchezza e un discorso pacato e argomentato. Altro che le tiratine da maestrino dove butta lì a vanvera una citazione di Rabelais e un “joke” al posto di battuta per fare il tecnico.
Certo, come no. Se aspettavo DL per conoscere Carlin, Hicks, Wright, Maher e compagnia bella stavo fresco, visto che dimentica regolarmente di citarli quando ne usa il materiale. Li ho scoperti tutti per caso, non certo grazie a lui. Bel servizio che ha fatto alla satira internazionale, complimentoni.
secondo me il grandissimo torto di luttassi non è di avere spudoratamente copiato (che già insomma),ma è la pretesa odierna di continuare a negare ed a giustificarsi prendendoci per i fondelli e raccontando ridicole frottole. il tutto avendo pure la pretesa di passare per un povero genio incompreso vittima di una congiura dei giudici comunisti… ah no spe quello era berlusconi…
niente di più vero…
non so, sulle prime ero deluso, ora però le sensazioni si mescolano: da un lato cntinuerò a ridere alle “sue” battute, dall’altro… dall’altro luttazzi mi è sceso dal piedistallo. Resterà un buon “copiatore”…
questo lo hanno scovato in rete che figuraccia ci fa il nostro luttazzi…… comincia a farmi pena
Benvenuto!
Un quesito vagliato da un altro blog: ci spieghi il senso e il significato pratico di quel “copyright © krassner ecc. ecc.” in fondo alla pagina? Non sarebbe bastato un …gentile invito a citare autore e provenienza dell’eventuale asporto? Grazie ^^v^^
By pipistro at 12 Ottobre, 2005 – 21:10 |
http://web.archive.org/web/20060513151839/www.danieleluttazzi.it/?q=node/94/298
Il motivo è semplice:
all’inizio avevo pensato di utilizzare Creative Commons, ma con questo tipo di licenza chiunque è autorizzato a recitare in teatro i testi che trova scritti sul blog e questo non voglio che succeda. L’unica è il copyright ( le battute sono pepite d’oro, vanno protette ).
By Daniele Luttazzi at 13 Ottobre, 2005 – 01:47
http://web.archive.org/web/20060513152120/www.danieleluttazzi.it/?q=node/94/314
Secondo me c’è un po di confusione.
Chiunque abbia a che fare con una qualsiasi forma di espressione artistica sa benissimo che giudizi come quelli che sono stati fatti nei confronti di Luttazzi sono assolutamente irrilevanti dal punto della valutazione sull’artista in sè, si può essere terribilemante antipatici , presuntuosi, copiare a man bassa le battute, far finta di niente e arrabbiarsi anche se qualcun altro fa lo stesso, ma rimanere lo stesso grandi ( o discreti come nel caso di Luttazzi ) artisti.
Insomma ci si può anche arrabbiare, criticarne il comportamento, ma chi crede che Luttazzi debba il proprio successo a un centinaio di battute copiate dovrebe provare a salire su un palco con un copione interamente scritto da altri e vedere che risultati ottiene.
qui non è un fatto di antipatia, qui è un problema di onestà intellettuale che è un elemento assolutamente rilevante quando l’opera ha una dimensione politica.
ti faccio un esempio molto stupido: metti che luttazzi avesse fatto satira sulla nota tendenza del nostro beneamato presidente del consiglio a dire spudorate bugie ed ad accusare poi la stampa comunista di averlo frainteso.
ora si scopre che lo stesso luttazzi ha mentito prima in ordine alla proprietà intellettuale di una fetta non proprio irrilevante della sua produzione affermando di non avere mai copiato ed anzi di aver sempre affermato di detestare le persone che gli scopiazzavano le battute (ad es bonolis). dopodichè una volta sbugiardato ha continuato in maniera pervicace a mentire con la storia della caccia al tesoro (subito smentita dalla manipolazione delle date sul suo forum) e nelle varie interviste ed interventi.
allora si può valutare la produzione satirica di luttazzi su berlusconi trascendendo completamente dal fatto che lo stesso luttazzi dimostri di essere altrettanto bugiardo e di difendersi praticamente allo stesso modo?
che valore ha la critica contenuta nella satira se viene da un soggetto che si comporta esattamente nello stesso modo della persona criticata? ovvio che, al di là della verità di fondo della critica che resta intatta, la satira di luttazzi perde di credibilità intellettuale.
“Insomma ci si può anche arrabbiare, criticarne il comportamento, ma chi crede che Luttazzi debba il proprio successo a un centinaio di battute copiate dovrebe provare a salire su un palco con un copione interamente scritto da altri e vedere che risultati ottiene.”
Quando qualcuno dirà che Luttazzi deve il proprio successo unicamente alle battute copiate, allora verrai a dirci di salire sul palco.
Che poi, diciamola tutta, gli autori originali, nel famigerato video, hanno una mimica e una gestualità, per me, migliore di Luttazzi, che spesso nemmeno ha imparato a memoria il monologo o lo sketch, ma li legge (invece l’autore vero e proprio recita senza leggio; ci si può domandare in cosa consista il miglioramento di Luttazzi, in questi casi. Si dovrebbe parlare di adattamento, casomai, giacché spesso gli originali sono molto più divertenti – prendete Carlin quando parla di Dio).
Non dicevo che Luttazzio sia un grande attore o un grande comico, dicevo che è un discreto cabarettista e che le vbattute copiate non tolgono nè aggiungono granchè al suo valore.
Io dicevo solo che le polemica sulle battute copiate è assolutamente sproprozionata al problema.
Anche le critiche “politiche” sono secondo me insignificanti, l’idea che un espressione artistica o qualsiasi prodotto della mente umana ( teatro, musica giornalismo e altro ) debbano essere valutate in base a giudizi “ad hominem” è un artificio retorico privo di valore.
Come diceva Oscar Wilde se un criminale efferato dice una cosa giusta e vera, forse questa perde di valore?
IO criticavo l’idea che il Lavoro di Luttazzi possa essere valutato in base a giudizi moralistici o etici sull’uomo Luttazzi.
Mi sembra esattamente lo stesso argomento usato da Feltri per dire che siccome Dario Fo è stato un entusiasta sostenitore del fascismo da ragazzo le sue opere siano spazzatura di un ipocrita contaballe.
Insomma la frase “qui è un problema di onestà intellettuale che è un elemento assolutamente rilevante quando l’opera ha una dimensione politica” è leggeremente Znadoviana…..
http://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Aleksandrovi%C4%8D_%C5%BDdanov
” dicevo che è un discreto cabarettista e che le vbattute copiate non tolgono nè aggiungono granchè al suo valore.”
Pietro, se la tua posizione è questa, allora concordiamo tutti (avendogli tolto l’aura di genio della comicità e bla bla bla)
il discorso sarebbe lungo, c’è chi pensa che l’opera viva di una vita sua c’è chi pensa che la valutazione dell’autore incida su quella della sua opera.
personalmente penso che per quanto riguarda la parte squisitamente “politica” (vedi riga 2 del post) non si possa prescindere dall’autore. una critica politica può anche essere vera ma il suo valore è dato anche dalla posizione di chi la fa.
l’esempio che tu fai di feltri è del tutto fuorviante, dario fo, come molti della sua generazione è stato da ragazzino fascista, dopodichè ha rivisto criticamente la sua posizione, ha ritenuto di avere sbagliato ed ha cambiato orientamento politico. il che mi sembra una cosa in nessun modo contestabile dato che solo gli stupidi non cambiano mai idea (tra l’altro potremmo anche sottolineare che dario fo ha vissuto la sua infanzia nell’italia fascista sotto l’influenza degli apparati di comunicazione rpopaganda del regime).
luttazzi no, si è atteggiato a censore politico attraverso la sua satira ed ora, una volta venuto fuori il casino, senza fare nessun tipo di operazione di rivisitazione critica del suo agire (ma anzi pretendendo di difenderlo anche quando è indifendibile) pretende di conservare questo suo ruolo anche a fronte di comportamenti tenuti in contrasto con le critiche da lui rivolte.
ora come ho premesso questo fatto non incide sulla consistenza della critica satirica (ad esempio che berlusconi racconti palle resta un dato di fatto) ma certo la voce di luttazzi ha perso di credibilità essendo lui stesso un rifilatore di cazzate.
poi di riflesso al venire meno della credibilità del critico fatalmente viene meno nella percezione collettiva anche la credibilità della critica.
quando si tratta di opera con un contenuto politico (e solo a questa ho fatto riferimento nel post) a mio giudizio non si può prescindere tout court dall’autore dell’opera. poi per carità luttazzi avrà detto anche le verità più vere del mondo ma saranno verità sempre venate dal gusto dell’ipocrisia.
…luttazzi come morgan?!?
[...] Potrebbero interessarti: Luttazzi al Fatto: “Io non copio, cito. E voi siete tutti ignoranti” [...]
Apro un OT.
Tutto questo sacrosanto casino su DL ha le sue radici nell’atavica palude sul “Diritto d’Autore” – “Diritto di copia”.
Il vero scandalo, come fa notare Grasso (aiuto, condivido in linea di massima un pezzo di Aldo Grasso!), è il fatto che DL si sia fottuto del “Diritto d’Autore” di Bruce&Co. (non citando i loro nomi “affianco” alle citazioni (o copiature o mine o comecavolovoletechiamarle)) e guadagnandoci anzi sopra (cosa che però sarebbe lecita in caso di piccoli impresti o adattamenti-rielaborazioni), per poi pretendere di censurare video con la scusa che violavano il “Diritto di copia” delle sue opere e giustificare (pateticamente: DL sta facendo una figura di M non per il suo comportamento, ma per come lo sta giustificando) tutto ciò come: 1) dotte citazioni messa qua e là per pararsi il culo in caso di eventuali cause/censure; 2) erano video palesemente (?) diffamatori. (Quando citare anche l’autore non disinnescherebbe le mine e per sbugiardare i diffamatori basta farli passare per deficienti confutandoli).
Tutto ciò non invita (come lascia intendere (a modo suo) tra le righe Grasso) a riflette su “Diritto d’Autore”, “Diritto di copia”, “Creative Commons”, etc etc? Si veda qua sopra il commento di baskerville del 12 giugno.
È un suggerimento ai redattori di G per approfittare costruttivamente del Luttazzigate dopo 5 articoli (e le relative 5 paginate di commenti) praticamente identici.
“Il vero scandalo, come fa notare Grasso (aiuto, condivido in linea di massima un pezzo di Aldo Grasso!), è il fatto che DL si sia fottuto del “Diritto d’Autore” di Bruce&Co. (non citando i loro nomi “affianco” alle citazioni (o copiature o mine o comecavolovoletechiamarle)) e guadagnandoci anzi sopra (cosa che però sarebbe lecita in caso di piccoli impresti o adattamenti-rielaborazioni), per poi pretendere di censurare video con la scusa che violavano il “Diritto di copia” delle sue opere”
J., è quello che abbiamo scritto qui a partire dal 24 maggio, eh?
Volevo riassumere in un paragrafo il succo di 20 giorni di articoli e commenti per dire: “partendo da tutto ciò, si potrebbe andare oltre?”
Anche nel pezzo che hai pubblicato oggi (ho scritto il commento mentre usciva) non mi pare di leggere una riflessione generale che parta dalla mera cronaca: esiste una differenza tra il soggetto e l’oggetto di una discussione. Sono cinque articoli (uno è un video di commento di Giardina, gli altri sono uno l’aggiornamento del precedente) in cui la discussione “langue” su quello che Luttazzi ha fatto, su quello che hanno detto riguardo a quello che Luttazzi a fatto, su come Luttazzi ha giustificato quello che ha fatto e adesso su quello che hanno detto riguardo a come Luttazzi ha giustificato quello che ha fatto.
Riformulo il mio OT: “Secondo me sarebbe interessante, partendo dal Luttazzigate, portare la discussione ad un livello successivo. Redazione di G. che ne dite?”
sì che lo sarebbe, si potrebbe pensare all’articolo di Faenza come un punto di partenza, anche se mal riuscito, di un discorso più ampio. Nel quale però ci sarebbero molti conflitti d’interesse fra gli attori della discussione. Faccio un esempio ipotetico con Giornalettismo per non offendere nessuno: se per caso noi scriviamo un bel pezzo e questo viene riportato (con o senza link) da qualche altra parte causandoci un oggettivo danno economico (è difficile che ciò avvenga qui e nei termini semplificativi che ho scritto: per capire il senso del discorso sostituite G. con un qualsiasi altro organo che leggete), cosa volete che scriva a proposito del copyright, chessò, dico in via ipotetica, il legale del Sole 24 Ore?
Perché la regola enunciata da Faenza sul web per le battute, a maggior ragione vale per le informazioni, nelle quali, in generale, c’è un maggior interesse pubblico alla circolazione rispetto ai motti di spirito. La Fieg, e il Web, e persino Wikipedia cosa ne pensano?
(e con questo però lo facciamo diventare un affare di Stato, J.
Sei sicuro che a qualcuno interessi o convenga?
)
Tutti a frignare se Luttazzi s’ispira alle battute di qualcun altro (non mi pare che ci sia il reato di plagio per le barzellette da bar che racconta Berlusconi o qualunque altro cittadino, vero?) e noi che citiamo e plagiamo continuamente il vocabolario ogni giorno?
ma che articolo circense.
Che commento idiota. Luttazzi non si ispira, traduce paro paro. Secondo te, visto che le parole contenute in un romanzo si trovano anche in un vocabolario, allora il romanziere commette una sorta di plagio uguale a quello di Luttazzi e quindi, perdonato il primo perdonato il secondo? Uno che ragiona così dovrebbe essere privato del diritto di voto e di riproduzione.
luttazzziiii!! chiedi scusa e ricomincia di nuovo!!
CHE FIGURA DI MERDA. Mi immagino ora Luttazzi che gira su internet tra blog e wikipedia mangiandosi le mani.
io sono convinto, e lo dico senza ironia, che tutti questi fan di luttazzi che prendono per buone le sue para-argomentazioni, al confronto delle quali ci fa una signora figura anche il signor berlusconi, altri non siano che daniele luttazzi che smanetta da mane a sera per cercare di riportare l’acqua al suo mulino. altrimenti proprio non me lo spiego, come si possano scrivere panzane del genere.
> non mi pare che ci sia il reato di plagio per le barzellette da bar che racconta Berlusconi o qualunque altro cittadino, vero?
certo. perché se io racconto una barzelletta ci prendo i soldi vero? ti risulti che io lavori come comico?
non mi capacito.
Avete mai provato a togliere la l di luttazzi e metterci un r……..
Salute.
Mah chissà, visto chi ha sfottuto, papa, berlusca e il resto degli “onesti” e bravo a venirne fuori.
Non è che mi piaccia molto, qualche volta copia pure, ma lo fanno tutti a quanto mi risulta, dovrà chiedere scusa? a chi……
[...] dovrebbe smascherare chi dice una cazzata. Vi rimando al post di Ntvox sull’argomento, e all’articolo di giornalettismo.com, pure critico nei confronti del fatto, che com’è noto vende dal proprio sito il DvD dello [...]
[...] dovrebbe smascherare chi dice una cazzata. Vi rimando al post di Ntvox sull’argomento, e all’articolo di giornalettismo.com, pure critico nei confronti del fatto, che com’è noto vende dal proprio sito il DvD dello [...]