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Ecco cosa causano i fucili antisommossa

Non pochi sono i dubbi, in tutta Europa, sulla sicurezza e la liceità delle armi antisommossa utilizzate dalla polizia: un problema rimbalzato ai vertici dell’agenda mediatica, nell’era dell’austerity e del rigore, anche in Spagna, dove spesso le proteste di piazza si sono concluse con la repressione e gli scontri con le forze dell’ordine. Come spiega la BBC, un’inchiesta giudiziaria si è aperta, dopo che una donna ha perso l’occhio sinistro, per essere stata colpita in faccia durante una manifestazione pacifica.

ARMI – Ester Quintana, una donna di 42 anni, stava partecipando ad un corteo a Barcellona il 14 novembre scorso. All’improvviso si è dovuta accasciare a terra, sanguinante: “Qualcosa mi aveva colpito in faccia”, ha spiegato alla Bbc. Per capire cosa è stata quindi aperta un’indagine: dopo le accuse dell’opinione pubblica, la polizia locale si è difesa, affermando di non aver utilizzato fucili in grado di sparare palle di gomma contro i manifestanti. Le forze dell’ordine catalane hanno spiegato di aver usato soltanto proiettili di plastica, di 40 millimetri, attraverso un fucile antisommossa. Un intervento ritenuto necessario per “sedare” una piazza diventata incandescente, a causa dello dello scontro con i manifestanti. Ma la donna ha respinto ogni accusa: ha spiegato come per le strade di Barcellona non ci fosse stato “nessun problema”, almeno fino a quando è stata colpita.

REAZIONI – Il governo catalano ha dichiarato di voler riflettere meglio sul tipo di armi antisommossa usate dalla polizia durante le manifestazioni. Secondo l’avvocato della Quintana, Laia Serra, quello della sua assistita non è stato l’unico caso: almeno sette persone in Catalogna, soltanto negli ultimi tre anni,  hanno pagato con la perdita di un occhio l’uso da parte della polizia dei proiettili di gomma. “Nessuna delle vittime ha ricevuto alcun tipo di compensazione e nessuno è stato ritenuto responsabile o è stato processato,” ha spiegato il legale. E il caso della Quintana è diventato così emblematico di una preoccupazione collettiva, quella sugli strumenti utilizzati per “controllare” le piazze. Non pochi parlano di una vera repressione del diritto di manifestare. Anche perché l’uso dei proiettili spaventa i manifestanti: in base a quanto affermano alcuni tecnici, le palle di gomma vengono sparate dai fucili verso terra, rimbalzando verso l’obiettivo. Al contrario, quelle di plastica sono sparate direttamente al bersaglio e sembrano essere più precise. Ma quelle di plastica sono più morbide rispetto a quelle di gomma, che sono invece molto più pericolose.

NOVITA’ – A partire dal 2013, nei Paesi Baschi, nel nord della Spagna, la polizia ha deciso che utilizzerà un nuovo tipo di arma antisommossa, dopo le critiche ricevute per la morte di un 28enne, lo scorso aprile. Un tifoso di calcio colpito da una palla di gomma sparata dalla polizia, nella città di Bilbao. Da gennaio, così Ertzaintza, la polizia basca, interromperà l’utilizzo di tali fucili, che si adattano a sparare le palle di gomma ad una velocità di 100 metri al secondo. L’arma che verrà adesso utilizzata sarà una più leggera, a forma di pistola lanciagranate che spara colpi di plastica 40 millimetri. Ma, nonostante la decisione dei baschi di abbandonare l’uso delle palline di gomma, la polizia antisommossa del resto della Spagna avrà ancora l’arma a loro disposizione. La difesa delle forze dell’ordine non si è fatta attendere: “Siamo abbastanza convinti che, quando si spara a distanza di sicurezza, le armi restano molto sicure ed efficienti”, hanno spiegato. Armi simili vengono utilizzate anche in Gran Bretagna dal 2002. E dal servizio di polizia dell’Irlanda del Nord, che precisa però come quest’arma venga utilizzata solo in situazioni di “grave disordine pubblico”.

ITALIA – Dopo gli incidenti dello scorso novembre, le polemiche sulla sicurezza durante le manifestazioni si sono sollevate anche in Italia. Ilcorsaro.info ha anche lanciato una petizione per chiedere che le forze dell’ordine siano riconoscibili attraverso numeri identificativi, in modo da potersi difendere da eventuali abusi. Una campagna osteggiata dal Giornale, che ha invece raccolto adesioni e donazioni in favore delle stesse forze di polizia.

(Photocredit: BBC)

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