Terremoto, la Protezione Civile: “Pochi difetti nelle c.a.s.e.”
11/06/2010 - Secondo i tecnici del dipartimento, chi ha progettato e realizzato gli immobili aveva ben presente che alcuni errori sono possibili in lavori realizzati con grande urgenza. Peccato che lo show sia costato 803 milioni di euro al Paese. Stamattina era stata pubblicata su
Secondo i tecnici del dipartimento, chi ha progettato e realizzato gli immobili aveva ben presente che alcuni errori sono possibili in lavori realizzati con grande urgenza. Peccato che lo show sia costato 803 milioni di euro al Paese.
Stamattina era stata pubblicata su La Repubblica l’inchiesta di Bonini e Caporale su tutti i difetti scoperti dai tecnici del comune dell’ L’Aquila delle cosiddette C.A.S.E. (Complessi antisismici ecocompatibili) che dovevano costituire il “miracolo”, compiuto dalla Protezione
Civile, per assicurare agli sfollati 85 edifici antisismici costati alle casse del Paese 803 milioni di euro. Peccato che dopo nemmeno novanta giorni, i segni del deterioramento sono più che visibili e cominciano a creare seri disagi alle persone che ci vivono.
PURE IL CALCESTRUZZO SCADENTE - “Si rendono evidenti segni di deterioramento degli edifici inaccettabili“.”Questo ufficio – si legge nell’incipit del documento (“Relazione sullo stato dei fabbricati del progetto C. a. s. e.”) – ha potuto riscontrare alcune criticità. E le problematiche più evidenti riguardano perdite nelle tubazioni dei garage“, “alcune ditte – secondo gli ingegneri – per ovviare al problema, hanno escogitato soluzioni artigianali, costruendo contenitori in acciaio e tubazioni di scolo a vista, eludendo palesemente la riparazione della causa delle perdite“. ”Nei garage – proseguono i tecnici - si evidenzia la mancanza quasi generalizzata dei corollari antifuoco nelle colonne di scarico, con grave pregiudizio per il rispetto delle norme antincendio. In aggiunta, sono stati riscontrati: a) l’assenza di rivestimento coibente delle tubazioni esterne o la sua installazione precaria; b) lavori molto approssimativi nei rivestimenti con finitura in alluminio delle tubazioni; c) collegamenti elettrici e telefonici con cavi penzolanti o addirittura appoggiati a terra senza protezione”. “In diverse palazzine – documenta la relazione - sono stati installati parapetti in ferro o legno con listelli orizzontali facilmente scavalcabili dai bambini. In alcuni casi, sono stati lasciati pericolosamente dei vuoti nel giunto di separazione tra la piastra e i vani scala esterni per l’accesso ai garages. In altri fabbricati, i vani scala esterni presentano pericoli da urto, a causa dei pianerottoli costruiti con profilati in ferro a spigoli vivi. Nei percorsi pedonali tra i garage e gli appartamenti, sono stati riscontrati lavori incompleti nelle pavimentazioni con rischio per le persone anziane o i non deambulanti”. ”In un caso, la struttura in cemento armato del vano ascensore palesa carenze nella qualità del calcestruzzo”.
DIFETTI IRRILEVANTI - Insomma, ce ne sarebbe per dichiarare che non si tratta affatto di un miracolo, ma di costruzioni messe su con troppa fretta, forse per fare bella figura con l’opinione pubblica a discapito della realizzazione a regola d’arte e soprattutto della sicurezza. E la Protezione Civile lo conferma nella sua risposta. “I difetti di realizzazione per le abitazioni del progetto Case in Abruzzo sono numericamente quasi irrilevanti rispetto alle dimensioni dell’intero progetto, che ha visto la costruzione di 4.449 appartamenti“, puntualizzano replicando al rapporto del Comune dell’Aquila, subentrato il 31 marzo scorso nella gestione degli immobili. “Forse – nota il Dipartimento – nello stilare il rapporto e nella fretta di parteciparlo ai giornalisti, i tecnici del Comune dell’Aquila hanno dimenticato di approfondire alcuni passaggi amministrativi sulla gestione degli immobili e sulla possibilità di porre rimedio ad eventuali malfunzionamenti o difetti nella realizzazione dei 185 edifici, e non 85 come riportato erroneamente dal quotidiano, realizzati in tempi record, non con l’obiettivo di fare bella figura ma per restituire il prima possibile alle famiglie aquilane un minimo segnale di ritorno alla normalità dopo la tragedia del terremoto”.
CHI VUOLE DISTRUGGERE TUTTO? - Nel contratto stipulato con le imprese che si sono aggiudicate le gare di appalto, aperte anche ad aziende straniere, sottolinea, “è stata inserita anche una polizza assicurativa chiamata ‘decennale postuma’, che obbliga le stesse imprese ad effettuare, con la totale copertura delle spese, tutti gli interventi di ripristino sui lavori svolti che non risultassero eseguiti a regola d’arte”. “E’ stata, inoltre – prosegue la Protezione Civile – già affidata alla società ‘Manutencoop’ l’attività di manutenzione degli edifici, contratto stipulato in base ad una convenzione attivata in Abruzzo, precedentemente al terremoto, dalla Consip, società che per lo Stato si occupa della acquisizione centralizzata per la fornitura di beni e servizi”. “Bene farebbero – auspica il Dipartimento – i tecnici del Comune dell’Aquila a fare il loro lavoro, seguendo l’esempio di quanto ha fatto fino al 31 marzo la Protezione Civile: e cioè obbligando le imprese costruttrici ad intervenire su quelle situazioni che siano apparse inaccettabili. Gli strumenti per farlo esistono e sono stati resi disponibili da chi ha ideato e realizzato le Case a chi è subentrato nella loro gestione. Evidentemente - rileva – chi ha progettato e realizzato gli immobili aveva ben presente che alcuni difetti, possibili in lavori realizzati con grande urgenza e con il massimo impegno di tutte le maestranze, avrebbero potuto emergere ed ha trovato anche la soluzione; spetta ora a chi ne ha attualmente la responsabilità impegnarsi a risolverli, rimboccandosi le maniche ed evitando di dare ulteriormente fiato a chi ha come unico obiettivo la distruzione di ciò che per migliaia di aquilani rappresenta il ritorno ad una vita il più possibile normale in tempi mai visti prima nel mondo”.












