La storia

Cina: vende il figlio su Internet

11 giugno 2010

Un tribunale cinese ha condannato un uomo per aver venduto il proprio bambino sul web per 18.000 yuan.

Secondo quanto riportato dal Beijing Times, l’uomo, ventiduenne della provincia centrale di Hubei ha venduto il figlio di due anni ad una coppia di Pechino nell’aprile dello scorso anno dopo aver inserito un annuncio pubblicitario on-line.

IL PENTIMENTO - Lu, ha venduto il figlio, dopo essersi separato dalla madre del ragazzo e dopo aver deciso di non avere il tempo e il denaro per crescerlo, salvo poi pentirsene e dopo il ricongiungimento con la moglie, l’uomo ha accusato la coppia di Pechino di tratta di minori chiedendo l’intervento della polizia nel momento in cui la coppia, rifiutava di restituire il piccolo.

TUTTO E’ BENE QUEL CHE FINISCE BENE - A seguito di un’ indagine e del relativo processo che ne è scaturito, il tribunale di Pechino ha condannato Lu per aver abbandonato il suo bambino e gli ha comminato una condanna a sei mesi con la condizionale, con un anno di libertà vigilata. La coppia di Pechino non è risultata colpevole di alcun illecito, perché, come Lu aveva ammesso, gli mancavano i mezzi per allevare il bambino e i due erano disposti a prendersi cura del piccolo. Le autorità giudiziarie hanno ordinato di restituire il bambino ai genitori legittimi, mentre i 18 mila yuan sono stati confiscati dal tribunale.

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