di Alessandro Bernardini
postato alle 12:28 del 7 ottobre 2008 in EsteriTorna alla home

LA BATTAGLIA DEMOGRAFICA - Oltre che Gerusalemme, è questo il nodo cruciale del conflitto israelo-palestinese, oggi. Secondo le statistiche del governo israeliano, il tasso di natalità fra gli ebrei ultra-ortodossi raggiunge i 7,6 figli per donna, pari a tre volte il tasso di crescita media della popolazione all’interno dello stato ebraico. La strategica realizzazione del piano coloniale ha negli insediamenti la sua punta di diamante. I palestinesi si trovano di fronte ad un dato di fatto: le colonie sono vere e proprie città (molto più ricche e organizzate) che si raccordano a Israele attraverso una rete protetta ed esclusiva che rende il territorio palestinese frammentato e disgregato. È possibile creare uno stato in assenza di una contiguità territoriale?

THE WALL - Abraham Bet Yehoshua, uno dei più importanti scrittori israeliani in un’intervista del 4 ottobre all’Unità afferma: “Credo che molti di loro (i coloni, ndr), quelli che sceglieranno di non rientrare in Israele, potranno rimanere dove sono, come cittadini ebrei di uno Stato palestinese. Nel mondo ci sono tante minoranze etniche che vivono sotto la giurisdizione di un altro Stato. Perché dobbiamo escludere questa possibilità per il futuro del Medio Oriente?”. Lo scrittore continua: “Il muro può benissimo esistere, ma solo lungo le frontiere legittime del 1967, riconosciute dal mondo intero. E del resto non lo chiamerei più Muro a quel punto, ma semplicemente frontiera”. Costerebbe un po’ spostare il muro (visto che non rispetta affatto i confini del 1967) ma si può fare! Nel 1978 Matityahu Drobless, appena nominato capo della Agency’s Land Settlement Division pubblica il “Piano globale per lo sviluppo degli insediamenti in Giudea e nella Samaria” e scrive:”È ora il momento migliore per dare inizio ad una vasta serie di insediamenti, soprattutto nelle zone montuose della Giudea e di Samaria. Va fatto subito e in modo tangibile, va preso il territorio dello stato e la terra incolta in modo da colonizzare le aree tra i nuclei di popolazione (palestinese) e le aree limitrofe”. Les jeux sont faits.

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