Debito pubblico: la lente dei mercati sull’Italia
09/06/2010 - L’ultima massiccia emissioni di bond del Tesoro non è servita a ridurre lo “spread” dei nostri titoli ma ha fatto invece crescere i dubbi sullo stato delle nostre Finanze pubbliche. “L’Italia non è gli Stati Uniti”, dicono. “L’idiozia in Europa
L’ultima massiccia emissioni di bond del Tesoro non è servita a ridurre lo “spread” dei nostri titoli ma ha fatto invece crescere i dubbi sullo stato delle nostre Finanze pubbliche. “L’Italia non è gli Stati Uniti”, dicono.
“L’idiozia in Europa non conosce limiti“. E’ stato il tagliente commento di Tyler Durden, commentatore del sito finanziario zerohedge.com sulla recente immissione di bond italiani da parte del Tesoro. “Proprio quando il rapporto Euro su Dollaro stava per stabilizzarsi – scrive Durden – l’Italia ha annunciato che, a seguito della crisi finanziaria greca, avrebbe aumentato la sua emissioni obbligazionarie a 240-250 miliardi“.
L’ITALIA, UN ROBIN HOOD SENZA TESORO - Un atteggiamento definito “Robin Hoodesquo“, per assicurarsi la necessaria liquidità per l’operazione di “salvataggio della Grecia” ma anche incomprensibile. Secondo quanto riporta Market News “Il contributo dell’Italia al pacchetto di aiuti dell’Unione europea alla Grecia è di 14.736 miliardi di euro (in più rate) su un totale di 110 miliardi, così come previsto dell’UE e dal FMI, nel quadro del programma triennale di aiuti economici e finanziari. Il contributo di quest’anno è stimato a circa 5,4 miliardi di euro. La prima tranche del prestito, quasi 3 miliardi, è stata versata ai primi di maggio“. Purtroppo, a differenza degli Stati Uniti, “dove ogni nuovo trilione di emissioni obbligazionarie in qualche modo si traduce in un aumento dello spread di 50 punti (bps) sui bond a 10 anni, l’Italia non è stata così fortunata. Il risultato di questo annuncio ha invece determinato il nuovo massimo storico sui nostri bond con scadenza decennale, facendo schizzare lo spread a 173 bps”. L’avevamo già anticipato in questo articolo, quando ricordammo come per “i trader e gli investitori il mercato dei Credit Default Swap, i cosiddetti CDS rappresentano da sempre la vera cartina di tornasole dello stato di salute “finanziario” di un paese, poiché permette di valutare in modo oggettivo quanto sia a rischio la situazione di chi, appunto, ha emesso titoli“. E non finisce qui. La Reuters ha appena riferito che l’incontro tra Sarkozy e la Merkel, previsto per oggi, è stato rinviato al 14 giugno e probabilmente potrebbe poi saltare definitivamente. Per Tyler Durden questo sarebbe un segno evidente di come “tutto ormai sta cadendo a pezzi in Europa, nonostante quella retorica che parla ancora di un futuro roseo“.
CRESCE IL DEBITO ED IL SUO INTERESSE – Secondo il sito finanziario, il picco segnato dalla nostra emissione obbligazionaria è la più grande minaccia “proprio come per gli Stati Uniti“, per il rimborso miliardario che questo genere di operazioni finanziarie comportano, anche se l’allarme è parzialmente rientrato. “L’Italia - rivela Durden - ha circa 120 miliardi di euro di rimborsi da versare in BTP / CCT / CTZ per rifinanziare il proprio debito. Cifre che resteranno su alti livelli anche per i prossimi anni. 191mld nel 2011 e 171mld nel 2012″. La dottoressa Maria Cannata, Direttore Generale del Debito Pubblico, ha inoltre confermato che l’agenzia del debito ha finora venduto 102.735 miliardi per i BTP a 2 anni di tipo zero coupon, CTZ e CCT a 7 anni e le obbligazioni index-linked. “Il Tesoro italiano – segnala zerohedge.com – sta cercando di vendere nel mese di giugno BTP a 5 anni, al 3% con scadenza nel 2015. Allo stesso tempo, per quelli a 7 anni il Tesoro ha dovuto toccare il 4,00% (con scadenza a febbraio 2017)”. “L’Italia - spiega il sito finanziario – vende BTP a 5 anni, 15 anni e 30 anni in aste che normalmente si svolgono alla metà del mese, a seconda delle condizioni della domanda e del mercato, e BTP di 3 e 10 anni e CCT a 7 anni oltre ai BTP “index-linked” nelle aste di fine mese”. Ad insospettire i mercati è stata l’emissione “straordinaria” di BTP a 15 e 30 anni”. Secondo alcuni, si è dato il preciso segnale che c’è bisogno di liquidità. Insomma, sospetta qualcuno, stante l’attuale situazione finanziaria l’Italia potrebbe avere delle difficoltà “inconfessabili” sul proprio debito pubblico. Infatti, quando cresce il Cds (Credit default swap), come avvenuto di recente per l’Italia, “più alto è il prezzo, più cresce la sfiducia degli investitori poiché più alto è il rischio di insolvenza“. In Italia intanto è rientrato parzialmente l’allarme in questi giorni. Il differenziale fra i titoli decennali di riferimento italiano e tedesco prosegue nella sua rapida discesa, portandosi al di sotto dei 160 punti base, dopo il picco dell’altroieri sopra i 185. Secondo i trader si tratta di movimenti tecnici in reazione agli elevati livelli raggiunti, quando si sono toccate soglie “fisiologicamente troppo tirate”.”Terremo d’occhio i rapporti BTC - scrive zerohedge.com - in queste prossime aste italiane: abbiamo la sensazione che la recente ondata di vendite in Germania, Ungheria e in Romania non sia un caso isolato“. Anche così, del resto, si spiega la sofferenza dell’Euro sui mercati e la necessità divenuto improcrastinabile di una manovra economica correttiva (a cui potrebbe seguirne un’altra in ottobre) per il nostro paese.













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