9 giugno 2010
L’ex senatore del PDL eletto coi voti della ‘ndrangheta e poi dimessosi all’emergere dei suoi legami con Gennaro Mokbel ora parla. I soldi c’erano, gli inquirenti sono sulla pista giusta.
Inizia a parlare, Nicola de Girolamo. Inizia a vuotare il sacco sui suoi legami con Gennaro Mokbel e con le operazioni finanziarie che dovevano garantirgli l’accesso a Finmeccanica e ai succosi appalti del settore pubblico. Ce lo riporta la Repubblica, che scrive che “l’ex senatore avrebbe raccontato del loro progetto di acquistare Digint, società partecipata al 49 per cento da Finmeccanica”, in modo da poter entrare nel giro delle grandi commesse pubbliche.
DIGINT – Otto milioni di euro per la Digint, società informatica del nord Italia, nota a Finmeccanica e quindi una porta aperta verso gli appalti; e per oliare ulteriormente il meccanismo, come riporta il Giornale, “Di Girolamo avrebbe ammesso d’esser stato presente alla consegna di 7,5 milioni di euro in contanti versati a Lorenzo Cola, uomo vicino a Piefrancesco Guarguaglini” - che di Finmeccanica è il presidente – “che sarebbero serviti per far ottenere alla società Digint contratti da Finmeccanica e da società satellite sull’ordine dei 50 milioni di euro.” Un investimento di tutto guadagno, insomma: solo che i contratti non arrivavano, i soldi investiti sembravano perduti, e il gruppo di scalatori iniziava ad innervosirsi.
NIENTE CONTRATTI – La Digit stava risultando “una scatola vuota”. L’espresso già un anno fa aveva rivelato il testo di un’intercettazione ambientale che aveva captato la riunione, in una casa dei Parioli, della brigata Mokbel, con quest’ultimo visibilmente spazientito. “Aho, so’ cinque mesi che avemo tirato fori li sordi e non avemo visto ’no straccio de contratto, nun c’avemo futuro. Con tutti i contratti dentro questa società, acquisirà un certo valore, consistente, importante, noi vendiamo la nostra quota a Finmeccanica che è da quantificare in… non so quanti mijoni, giusto?… Ma tu l’hai visto un contratto, l’hai visto?”. Niente commesse, dunque. “Non è che mi puoi fare guadagnare neanche 150mila che devi guadagnare in Finmeccanica, perché io con 150mila euro non ci campo, è molto semplice il discorso”, urlava un altro convitato, Marco Toseroni.



