9 giugno 2010
Nuovi guai in arrivo per il capo dipartimento della Protezione Civile. I magistrati sulle tracce di un alloggio all’estero procuratogli dalla cricca.
Non è ancora andato dai magistrati a spiegare le sue ragioni che già per Guido Bertolaso raddoppiano le domande che i PM dovranno fargli. Infatti gli inquirenti sarebbero in possesso di alcune intercettazioni in grado di provare che il Capo Dipartimento della Protezione Civile aveva a disposizione un’abitazione oltre frontiera, a Montecarlo. Ce lo riportano La Stampa e il Corriere della Sera.
MARONI E BERLUSCONI - Tempi ancora più duri in arrivo per Guido Bertolaso, dopo che ieri, dovendo necessariamente adempiere a degli impegni prefissati da tempo, è dovuto andare all’Aquila anche se Silvio Berlusconi aveva dichiarato che la Protezione Civile non ci avrebbe più messo piede – certo, ha regolarmente avvertito Palazzo Chigi, e in ogni caso ieri sera, a Ballarò, il ministro Maroni ha smentito il Presidente del Consiglio (“la Protezione Civile all’Aquila c’è e ci sarà sempre”).
MONTECARLO - Una casa all’estero, dunque. “Una ipotesi avvalorata da alcune intercettazioni telefoniche che hanno messo in allarme gli 007 della Finanza e dei carabinieri”, scrive la Stampa. “Troppi riferimenti” in esse che spingono gli investigatori a sentire puzza di bruciato. Secondo il Corriere della Sera, la casa sarebbe stata intestata ad una società, ed è quindi su quel fronte che gli inquirenti si stanno muovendo. E probabilmente – sempre per il Corriere, c’è addirittura un “riferimento esplicito” - anche questa seconda abitazione sarebbe stata messa a disposizione da Diego Anemone, quello della cricca, quello che ha pagato per due anni la casa di Bertolaso in Via Giulia, circostanza che Guido Bertolaso si appresta a smentire; presumibilmente però con difficoltà, se è vero che per gli investigatori quella vicenda è ormai “blindata”.



