7 giugno 2010
Prodotta in udienza dal pubblico ministero: l’avvocato del marito della Gregoraci lo sconsiglia di denunciare il capitano della nave perché altrimenti attirerebbe l’attenzione dei magistrati.
E’ un’email inviata dall’avvocato di Flavio Briatore e riportata dal pubblico ministero Walter Cotugno durante l’udienza sulla richiesta di dissequestro presentata dalla società del manager di Formula 1 e imprenditore, a costituire la prova della proprietà dello yacht.
FLAVIO, MA SEI MATTO? – Secondo l’accusa, la mail è stata inviata tramite cellulare dal legale di Briatore, e per questo è stata intercettata dai magistrati. “Caro Flavio…ma sei matto? Vuoi che un pm si occupi della società e della gestione della barca?”, dice l’avvocato sconsigliando a Briatore di denunciare il capitano dello yacht, com’era sua intenzione, cinque anni fa. Il capitano era accusato di comportamenti sleali, e alla fine venne licenziato ma Briatore seguì all’epoca il consiglio del legale, evitando di presentare denuncia penale. Alla fine dell’udienza il Force Blue, ancora ormeggiato sulle coste liguri, non è stato dissequestrato.
RISCHIO CONFISCA – Anzi, rischia la confisca: il colloquio sembrerebbe utilizzabile, visto che all’epoca tra i due non c’erano rapporti professionali ma soltanto vincoli d’amicizia. Il reato ipotizzato dal nei confronti di Briatore il contrabbando, connesso all’evasione dell’Iva all’importazione e non evasione fiscale. Lo yacht, un palazzo galleggiante lungo sessanta metri, con sei cabine, un equipaggio di dodici persone, è intestato a una società di chartering delle British Virgin Islands e batte bandiera delle Cayman. Secondo la normativa dell’Unione europea, un soggetto Ue quando introduce in un porto dell’Unione un natante di proprietà extracomunitaria deve pagare l’Iva, cosa che Briatore non avrebbe fatto.




Lasciare il piccolo nathan falco (hawk per gli amici) senza le familiari stanze e il dolce rollìo dello iòt al quale era abituato è stato un gesto davvero inqualificabile e meschino da parte delle autorità italiane, degno di uno “stato di polizia tributaria”.
Briatore e la Gregoraci dovrebbero come minimo far causa allo stato italiano per danni morali (il terribile sciòc subito da mamma e bimbo, che piange inconsolabile, e la vergogna di dover andare a stare in una camera del grand hotel imperiale a forte dei marmi) e materiali (la perdita del latte per l’allattamento del piccolo nathan hawk e le spese d’albergo).
vabbè
abbiamo capito che questa è una Repubblica delle Banane e se vuoi parlare con il tuo avvocato devi farlo attraverso pizzini, visto che nessuno è al sicuro dalle intercettazioni dei magistrati dell’inquisizione
tutti sono responsabili di quello che fanno e di quello che dicono punto.