Esteri

Freedom Flotilla: su Facebook le foto delle vittime

5 giugno 2010

Le immagini delle persone morte a bordo della Mavi Marmara dopo lo scontro con l’esercito israeliano sono state pubblicate sul social network dall’ attivista Manuel Tapial.

Manuel Tapial, uno dei tre attivisti detenuti da Israele dopo l’assalto armato alla flotta che si stava dirigendo a Gaza, ha pubblicato sul suo profilo Facebook le foto delle vittime uccise nell’incidente.

LA VITA REALE -Le foto dell’ attacco alla Mavi Marmara possono ferire la sensibilità … ma è la vita reale”, afferma il madrileno sul social network che ha postato le foto subito dopo il suo arrivo in Spagna, venerdì. Al suo arrivo a Barcellona, Tapial e i suoi due compagni, la catalana Laura Arau, 30 anni e il giornalista di Valencia David Segarra, 33 anni, hanno criticato il governo spagnolo per non averli salvati prima dell’attacco e hanno annunciato che intraprenderanno un’azione legale contro Israele. Nel suo profilo facebook, Tapial sta segnalando le attività che intraprenderà per denunciare l’attacco e ringrazia per la solidarità ricevuta.

DENUNCIARE IL GOVERNO -Il governo spagnolo non ci ha aiutato in niente e tutte le spese di albergo e di viaggio aereo sono state pagate dalla Turchia, che ha gestito anche la nostra uscita da Israele“. Questo è stato il primo messaggio dei tre, appena sbarcati all’aeroporto di Barcellona. Visibilmente stanchi ed emozionati, gli attivisti hanno criticato il governo: “In un blog avevamo chiesto ai politici spagnoli e catalani di fare qualcosa: ci sarebbe stata una strage. Chiedevamo di mediare alle Nazioni Unite e non ha fatto nulla per noi “, ha denunciato Tapial. “Chiedevamo soccorso prima dell’imminente attacco e non hanno fatto nulla”, ha spiegato, annunciando anche che studierà se è possibile imputare giuridicamente il Governo per questi fatti e richiederà che siano presi subito provvedimenti per recuperare le attrezzature e il materiale giornalistico confiscato dall’ esercito israeliano.

SEQUESTRO SU VASTA SCALA - I tre giovani hanno detto di sentirsi ansiosi di “tornare alla sensibilizzazione circa la realtà palestinese” e con forze sufficienti per organizzare altre partenze di navi per Gazain cinque o sei mesi, forse da Barcellona“. Hanno spiegato che intraprenderanno azioni legali contro Israele per “sequestro su vasta scala” e per la violazione di ”norme internazionali: genocidio, crimini contro l’umanità, terrorismo, pirateria e dirottamento aereo“.

8 commenti a Freedom Flotilla: su Facebook le foto delle vittime

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  2. Se proveranno a sfondare ancora un blocco militare, verranno abbordati ancora. Poi, se si arrenderanno pacificamente, come la nave irlandese, porteranno gli eventuali aiuti tramite il porto di ashdot, altrimenti, se reagiranno con coltelli, mazze e liciaggi vari, sanno già come finirà.

  3. Israele NON può ABBORDARE una nave in acque internazionali con forze armate.

    La reazione è OVVIA e SCONTATA, oltretutto rispondere ai manganelli con i mitra è OMICIDIO VOLONTARIO.

  4. Semplicemente falso quello dici.
    acque internazionali. Riporto integralmente stralci degli articoli della convenzione internazionale che regola la giurisdizione marittima citata da Annalisa (Montego Bay); oltre le acque territoriali (12 miglia con estensione alle 24 miglia per casi eccezionali, esiste, prima della zona di alto mare (quella per tanti intesa delle acque internazionali), la zona economica esclusiva:

    Articolo 57 – Larghezza della zona economica esclusiva La zona economica esclusiva non si estende al di là di 200 miglia marine dalle linee di base da cui viene misurata la larghezza del mare territoriale. 1) La tragedia è avvenuta a 75 miglia dallo stato costiero Israeliano. Nella zona economica esclusiva. Articolo 58 – comma 3. Nell’esercitare i propri diritti e nell’adempiere i propri obblighi nella zona economica esclusiva conformemente alla presente convenzione, gli Stati tengono in debito conto i diritti e gli obblighi dello Stato costiero, e rispettano sia le leggi e i regolamenti emanati dallo Stato costiero conformemente alle disposizioni della presente convenzione, sia le altre norme del diritto internazionale.

    2) Ergo se sono entro le 200 miglia dalle coste Italiane io rispetto le leggi Italiane. Alias se una motovedetta della guardia costiera mi intima l’alt via radio, sono obbligato a farmi riconoscere, fermarmi e lasciarmi controllare. Se non lo faccio posso possono anche spararmi addosso. Vi segnalo che i pirati Somali, i trafficanti di armi e di droga, le navi che trasportano rifiuti tossici ed illegali, i trafficanti di materiale biomolecolare si tengono ben lontani da questo limite. Ovvero, se una coppia di omosessuali passa una giornata in barca nel golfo di Oman e viene intercettata da una motovedetta iraniana, mentre fanno l’amore, finisce direttamente sulla forca, e non è una provocazione intellettuale …

    Articolo 73 Applicazione delle leggi e regolamenti dello Stato costiero 1. – Lo Stato costiero, ’esercizio dei propri diritti sovrani di esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse biologiche nella zona economica esclusiva, può adottare tutte le misure, ivi compresi l’ABBORDAGGIO, l’ISPEZIONE, il FERMO e la sottoposizione a procedimento giudiziario, necessarie a garantire il rispetto delle leggi e dei regolamenti da esso adottati conformemente alla presente convenzione.

    3) Non sto quindi parlando di terrorismo, pirateria, traffico d’armi, droga etc. etc. Semplicemente una qualsiasi forza di polizia e/o militare vuole verificare le emissioni, gli scarichi in mare, la presenza di merci sottoposte a vincoli di dogana, o qualsiasi altro tipo di controllo è legittimata a farlo nelle modalità evidenziate nell’articolo appena mostrato. O pensate che noi tutti ce ne possiamo allegramente andare in barca a vela entro le 200 miglia con un flacone di antrace o dell’uranio arricchito senza che nessuno possa controllarci? Il vincolo che sembra il più blando, quello della tutela ambientale, è invece il più restrittivo, perchè impone che della tua imbarcazione io possa controllarti tutto, anche gli scarichi dei cessi. Può bastare vero?

  5. MJ

    Fabio, potresti gentilmente renderci edotti anche dei diritti della navi in transito nelle suddette acque territoriali e i limiti entro cui si può esrcitare il diritto di controllo delle navi dello stato costiero?

  6. Hellequin

    Mi sembra che dopo i primi giorni di shock mondiale per i morti e l’abbordaggio, si sia dimostrato in modo chiaro che i soldati israeliani:

    1)hanno reagito a un assalto. Non hanno sparato per primi ma, attaccati, hanno risposto per legittima difesa

    2)le navi dell’ONG avevano come scopo primario la provocazione e non portare aiuti a Gaza. Infatti la nave irlandese, pur abbordata, i suoi aiuti a Gaza è riuscita a darli senza problemi. O sbaglio?

    3)se si guardano i componenti della Mavi Marmara, non sono dei veri stinchi di santo. Ad esempio l’italiana cicciona che scrive su Repubblica, collabora a un blog in cui si nega velatamente l’Olocausto. Figurarsi gli altri componenti.

    4)spero che Iran e Turchia abbiano la geniale idea di forzare con le loro navi da guerra il blocco…così avremo un’altra bella Lepanto da fargli ricordare! :-)

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