21-12-2012: la fine del mondo secondo il Vaticano

di - 13/12/2012 - Anche Oltretevere si fanno i conti con la profezia Maya

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    Il Vaticano mette una pietra sopra alle profezie apocalittiche e anche sulle buffe credenze di tanti cattolici

    DICE LO SCIENZIATO - L’Osservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, pubblica oggi un articolo di Jose Funes, 49enne direttore direttore dell’osservatorio astronomico del Vaticano, la Specola Vaticana, che si trova alle spalle della basilica di San Pietro, nel quale lo scienziato non lascia dubbi o margini d’interpretazione:

    Pur quanto possa essere affascinante lo studio dell’astronomia Maya, vorrei riflettere qui sul destino del cosmo. Sappiamo che l’universo è iniziato circa 14 miliardi di anni fa. E sappiamo anche che è composto per il 4 per cento di materia “ordinaria”, per il 23 di materia oscura e per il 73 di energia oscura. Secondo i più attendibili dati osservativi, esso si espande continuamente e tale espansione è accelerata dall’energia oscura.

    Questa spiegazione scientifica postula un periodo in cui l’universo, nei suoi istanti iniziali, abbia attraversato una fase di espansione esponenziale, cioè estremamente rapida. È la teoria che è stata chiamata «inflazione». Se questo modello è corretto, l’universo in un futuro molto distante — parliamo di miliardi di miliardi di anni — finirà per “strapparsi”.

    Fin qui ciò che la cosmologia può dire, con un certo fondamento scientifico, sul futuro dell’universo. È bene ribadire che la nostra comprensione, anche se abbastanza avanzata, non è completa. Fino a oggi non conosciamo la natura fisica della materia oscura né dell’energia oscura. Tuttavia siamo in grado di misurare gli effetti che producono. Secondo le speculazioni di qualche cosmologo, l’universo potrebbe addirittura non avere una conclusione unica ma piuttosto dei multi-ends: alcune sue parti, cioè, finirebbero in tempi diversi.

    Che un cattolico deve credere, per esempio, nella storicità di quel passo della Genesi in cui si afferma che Adamo ed Eva sono la coppia originaria da cui è nato il genere umano”.

    MA LA CHIESA - Ci voleva il delirio scatenato dai Maya per ottenere una severa presa di posizione a difesa della scienza, che in questo caso più che i credenti nei Maya va a colpire proprio quella frangia del cattolicesimo nostrano che ha sposato il creazionismo e crede che il mondo e l’umanità siano apparsi come raccontato nella Bibbia. Gente che ha robuste aderenza, se è vero che alla vicepresidenza del CNR Letizia Moratti ha nominato Roberto De Mattei, uno che dice che il paradiso è una realtà storica e che sarebbe giusto insegnare creazionismo e altre teorie strampalate tratte dalla Bibbia nelle scuole. E non si pensi a un caso raro, le recenti celebrazioni dell’opera di Darwin hanno trovato robuste resistenze e in certe città italiane è più facile ottenere spazi per una conferenza creazionista che per un convegno scientifico vero.

    UN ORRORE - In un’intervista a La Repubblica De Mattei non fece mistero del fatto che per lui la Bibbia vale più della scienza e che quindi ha senso insegnare la Genesi invece di diffondere l’insegnamento del darwinismo o di quelle conoscenze scientifiche che smentiscono la Bibbia:

    Uno scienziato inorridirebbe.
    “Respingo il poligenismo evoluzionista. Se un cattolico lo accettasse verrebbe a cadere l’idea di un peccato originale trasmesso da una coppia di progenitori a tutta l’umanità. La mia battaglia culturale non è solo contro il laicismo, ma si svolge soprattutto all’interno del mondo cattolico sottomesso al clima intellettuale dominante”.

    Insomma lei sostiene che Adamo ed Eva non sono figure simboliche ma reali?
    “Il paradiso terrestre è una realtà storica non una metafora”.

    Non le viene il dubbio che la storia della Terra, la sua origine, si possa raccontare in maniera diversa?
    “Io ripropongo una cosmologia cristiana che fa capo alla stessa visione di Benedetto XVI”.

    IL PAPA CI PENSA  -  De Mattei ha ragione solo nel chiamare in causa il Papa, perché Benedetto XVI flirta da tempo con il creazionismo, ma per il resto è un insulto alla scienza e alla decenza che a una persona con le sue convinzioni sia stato offerto di partecipare alla gestione del CNR e di diffondere falsità inverosimili godendo del (presunto) prestigio che comporterebbe ricoprire una carica del genere.

    RITORNO AL MEDIOEVO -Difficilmente l’uscita contro i Maya si tradurrà PERò in un’opera di reale contrasto alle superstizioni cattoliche più barbare, pochi giorni fa la diocesi di Milano ha attivato un numero pubblico per coordinare le richieste di esorcismi e gestire ordinatamente questo genere di pratiche e il Vaticano non ha fiatato. Se Funes rimane ancora alla scienza e alla modernità, il vascello Vaticano da tempo sembra aver puntato la sua prua in direzione ostinatamente contraria.

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    19 Commenti

    1. Cat zu Felics scrive:

      «Difficilmente l’uscita contro i Maya si tradurrà però in un’opera di reale contrasto alle superstizioni cattoliche più barbare, pochi giorni fa la diocesi di Milano ha attivato un numero pubblico per coordinare le richieste di esorcismi e gestire ordinatamente questo genere di pratiche, e il Vaticano non ha fiatato.»

      Non condivido questo giudizio lapidario.
      Non credo certo a queste cose, ma se certi rituali aiutano a dare sollievo a quei poveretti ben vengano gli esorcismi.
      Inoltre l’istituzionalizzazione e il disciplinamento di queste pratiche da parte della Chiesa di Roma è utile a impedire eventuali eccessi.

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