di Alessandro Guerani
postato alle 10:35 del 6 ottobre 2008 in EconomiaTorna alla home

FRANCOFORTE PATRIA DEI FALLITI? - Quindi non solo una politica sciagurata da incapaci, ma che nemmeno è riuscita nel suo scopo principale. Basta fare però un paio di conti per capire che il maggiore valore dell’euro rispetto al dollaro è stato determinato in questi ultimi tempi proprio dal differenziale dei tassi. Mentre negli USA si “regalavano” i soldi a tassi prossimi allo zero, in Europa la BCE, depositaria della teutonica logica della difesa del valore della moneta, si è sempre rifiutata di seguire i cantori della crescita a tutti i costi. Infatti i tedeschi si ricordano ancora cosa successe quando i soldi non valevano più nulla, uno strano omino coi baffetti divenne improvvisamente popolare, tanto da aver inserito la difesa dall’inflazione entro la loro costituzione. Pure da noi qualcuno dovrebbe ricordarsi cosa successe nel ‘92 quando la lira si svalutò del 25%, cosa che determinò il concambio successivo della lira contro l’euro, la netta diminuzione del potere d’acquisto dei redditi fissi e la fortuna politica di un altro omino, questo con i tacchi, e di strani energumeni con fazzoletti verdi al collo.

VOGLIAMO UNA BOLLA? - Inoltre i bassi tassi di interesse sono il perfetto stimolo alla “deresponsabilizzazione” del capitalismo, il denaro costa talmente poco che permette a sopravvivere ad aziende che invece sono decotte, non stimola i miglioramenti produttivi, permette di “giocare d’azzardo” con pochi rischi. Una impresa sana che guadagna il 10% su quello che vende si può permettere di pagare il 5%, farà un po’ meno di utili e anzi sarà spinta ad investire quegli stessi utili nel suo capitale, così da avere via via meno bisogno dei soldi degli altri. Invece secondo il mostro sacro della sinistra progressista anche la BCE doveva abbassare i tassi, con la conseguenza che l’euro sarebbe andato verso la parità col dollaro, così che i nostri industrialotti, dalla Marcecaglia a De Benedetti (opppsss…) avrebbero potuto foraggiare le loro imprese sottocapitalizzate a costi ridotti ed esportare con un tasso di cambio favorevole. Poco gli cala che il petrolio sarebbe costato dal 10 al 20% in più, con ovvie conseguenze sulla nostra inflazione, tanto lui mica è come gli operai e gli impiegati che vive di stipendio fisso. Il dramma è che nella acefalia totale della sinistra post-prodiana, è Repubblica che detta spesso la linea, anche in politica economica.

LA CALUNNIA E’ UN VENTICELLO - E infatti i Fassino, i Veltroni e i D’Alema, tutti a richiedere giù i tassi, tutti a spingere per parametri europei più flessibili. Baffino pure ieri dal palco della Confindustria, guarda caso, in una riedizione del berlusconiano “il vostro programma è il mio programma” che deve averfatto rivoltare Di Vittorio nella tomba per almeno una decina di ore. E poi uno si chiede perchè gli operai votano Lega. Mah.. Mistero! In questo panorama sconsolante si aggiunge pure il banchiere “piddiista” per eccelenza, colui che aveva scritto un libro sulla responabilità sociale dell’impresa (Plus valori) e che ora ha migliaia di risparmiatori a cui ha venduto Index Linked garantiti da Lehman. Che farà il nostro? Li ripagherà di tasca sua come fece il suo amico Geronzi con le obbligazioni Cirio e Parmalat o straccerà pubblicamente i suoi precedenti scritti “buonisti“? Nel mentre il più volte smentito aumento di capitale di Unicredit si fara invece, e fra i sottoscrittori ci sarà pure la Mediobanca di Geronzi. La ruota della fortuna gira e gira, ma Geronzi sembra esserne sempre al centro. Nell’attesa di capire se ci sarà un nuovo disoccupato di lusso sulla piazza consoliamoci con le rassicurazioni di Berlusconi sulla difesa dei nostri risparmi. Peccato che il differenziale fra i nostri BTP decennali e i Bund tedeschi sia salito a 92 punti, il più alto dall’introduzione dell’euro.

(ha collaborato Alessandro D’Amato)

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